Dopo oltre due anni riapre al culto Maria Santissima del Rosario
Restauro completato per la chiesa di piazza Garibaldi

Giorno di festa e di gioia per la diocesi di Bari – Bitonto. Si riapre oggi infatti al culto, dopo oltre due anni di fermo, l’antica chiesa barese di Maria Santissima del Rosario in Piazza Garibaldi angolo via Crispi, maggiormente conosciuta come San Francesco da Paola. Il tempio, come dicevamo, è rimasto chiuso al culto a causa di lunghi e complessi lavori di restauro e consolidamento delle strutture danneggiate da vetustà ed umido, specie nella parte del seicento e nella zona del campanile con problemi non devastanti per fortuna alla statica dell’edificio. I lavori sono stati interamente coperti nei costi da una famiglia della comunità. La solenne cerimonia di riapertura al culto verrà celebrata questa sera alle ore 18,00 dall’ arcivescovo di Bari- Bitonto, Monsignor Giuseppe Satriano. Abbiamo intervistato il parroco della chiesa Maria Santissima del Rosario don Giuseppe Cutrone.
Don Giuseppe oggi si riapre la vostra chiesa, possiamo considerarlo un giorno storico per la diocesi di Bari Bitonto?
“Direi proprio di sì. Si sentiva la mancanza di questo tempio che i baresi amano e sentono loro. Due anni di chiusura al pubblico sono davvero tanti, abbiamo rimediato celebrando le messe nella cappellina delle monache del Borea che ringraziamo. Tuttavia sentivamo questa assenza che fortunatamente si va a colmare”.
Lei sostiene che i cittadini baresi hanno un particolare legame con la vostra chiesa…
“Da sempre. È un luogo di culto situato di fatto in pieno centro anche se inserito nel Libertà formalmente. Nel tempo la chiesa, a testimonianza della sua vitalità, è stata retta da vari ordini ed in particolare dai Paolotti e dai Domenicani e possiamo definirla sicuramente un luogo storico”.
Da sempre è considerata chiesa di… passaggio
“Infatti questa è stata, specie negli anni scorsi, la sua dimensione. Quando la città di fatto finiva qui e ci si avviava da via Crispi per il camposanto, essa era l’ultima chiesa e tanta gente che seguiva i cortei funebri vi sostava per una preghiera. Inoltre nella parte sinistra dopo l’entrata, da sempre vi è stata una immagine di cartapesta del Cristo morto in una teca di vetro. Quanta gente si è recata sempre a pregare su quella statua per una antica devozione”.
Due anni di restauro, come sono stati e perché’
“Erano necessari e abbiamo dovuto farli, sia pur interamente coperti nel costo da una famiglia privata di benefattori. Si è trattato di opere di consolidamento strutturale perché vi erano problemi statici specie nella zona dei seicento e del campanile e qualche rischio di rovina dovuto al tempo e all’ umido anche se non esisteva un rischio immediato. Abbiamo ripreso gli arredi e gli affreschi insieme ai paramenti liturgici”
In ogni caso pur nella chiusura al culto, la parrocchia non è rimasta ferma…
“Assolutamente no, abbiamo tenuto il catechismo regolarmente e due giorni della settimana distribuito i pasti ai bisognosi. Penso che sia importante di questi tempi lanciare un segnale di ripresa del culto. Abbiamo bisogno di dare messaggi incoraggianti e di speranza in un tempo dominato dal secolarismo e dalla indifferenza religiosa. Nell’ era in cui ogni cosa è messa in discussione e spesso si finisce col credere in nulla o peggio in valori insensati, ecco che il ritorno all’ attività di culto e all’ apertura della casa di Dio è motivo di soddisfazione non solo per questo rione, ma per la città intera e la nostra comunità. Oggi lo definisco davvero un giorno di festa”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 14 Aprile 2026



