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Dopo più di trent’anni non c’è nessun piano per il rilancio dei Consorzi di Bonifica

Si è svolta in IV Commissione permanente del Consiglio regionale pugliese l’audizione sulle attività dei Consorzi di Bonifica commissariati, richiesta dai consiglieri Cristian Casili e Marco Galante, entrambi del M5S. Ascoltati il commissario unico dei Consorzi, Ninì Borzillo, la parte tecnica degli stessi e i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, il direttore dell’Arif e i segretari dei sindacati Flai-Cgil, Fai-Cisl e Filbi-Uil. Assenti l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia (Pd), e il direttore al dipartimento delle risorse agroalimentari. In apertura della seduta, Borzillo ha fatto presente che solo al termine dei trenta giorni previsti per il controllo sarà possibile individuare l’iter procedurale per giungere alla stabilizzazione dei lavoratori ora a tempo determinato. Restano invece ancora aperti i termini della manifestazione d’interesse lanciata per verificare la disponibilità di 25 lavoratori otd, ossia operai tempo determinato, per passare dalla contrattazione temporanea a quella a tempo indeterminato, con un contratto part-time e verticale. La legge – ha ricordato Borzillo – offre questa opportunità solo al 15% della platea degli otd. Durante l’incontro nelle IV Commissione (Agricoltura ed attività produttive) è emersa la situazione occupazionale ormai comune a tutti i Consorzi di Bonifica pugliesi. Ovvero che a causa dei pensionamenti, il turnover del personale si è ridotto all’osso, sostituito in buona parte da contratti a tempo determinato. E ciò per i Consorzi, affidatari anche di compiti che assicurino il territorio dalla possibile vulnerabilità dal punto di vista idrogeologico, il problema della sotto organicità di personale non è di poco conto. La seduta di ieri della IV Commissione è stata utile anche ad appianare le tensioni registrate nei giorni scorsi tra il commissario Borzillo e le parti sindacali, poiché è stata confermata l’esistenza di problemi già noti, quali – ad esempio – la gestione della diga del Pappadai, in provincia di Taranto, inutilizzabile da 8 anni per lavori che non si riesce ad ultimare a causa di nodi amministrativi da sciogliere con l’Acquedotto Pugliese. “Non possiamo rischiare di perdere personale con competenze acquisite negli anni, disperdendo un enorme bagaglio di conoscenze, a discapito della qualità degli interventi” – hanno dichiarato i richiedenti pentastellati delle audizioni di ieri in IV Commissione. Ed è questo il motivo che – a detta dei consiglieri Casili e Galante – li ha spinti a chiedere di poter meglio capire in Commissione quale sia la situazione attuale dei Consorzi di Bonifica e quali sono le diverse posizioni al riguardo. Per quello che riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria in capo ai Consorzi, è stato chiarito dalla direttrice dell’area tecnica che sono attualmente in corso interventi del valore di circa 50 milioni di euro su canali di bonifica e infrastrutture, come ad esempio quelli sulla diga del Locone, utili ad incrementare il potenziale volume invasabile da 70 a 100 milioni di metri cubi d’acqua. Nel lungo termine è prevista una fitta programmazione di interventi per un totale di circa 200 milioni di euro, su opere che vanno completate per consentirne la funzionalità e interventi che rilancino il recupero dei reflui a uso irriguo, in particolare gli impianti di affinamento. Altro aspetto su cui si sta lavorando è quello che riguarda gli acquedotti rurali. Dai dati forniti è emerso che l’erogazione di acqua per uso irriguo nel 2021 è stata del 40% in più rispetto al 2020. Percentuale, quest’ultima, raggiunta anche grazie all’erogazione, da parte dei Consorzi, in zone che prima non erano servite. Alla fine della seduta, i due esponenti pentastellati, Casili e Galante, che avevano richiesto le audizioni, hanno dichiarato: “Leggeremo attentamente la documentazione che verrà fornita alla Commissione dai sindacati e dal commissario Borzillo e chiederemo di riaggiornare la Commissione, per ascoltare l’assessore all’Agricoltura, Pentassuglia, poiché serve capire chiaramente la volontà politica sull’effettivo rilancio dei Consorzi di Bonifica in Puglia”. Un interrogativo, questo, che – come si ricorderà – nella nostra regione è una costante da oltre un trentennio. Ovvero già dai tempi della famigerata Prima Repubblica, ma che – stante a quanto si apprende – non sembra aver trovato ancora una risposta definitiva.

 

 

Giuseppe Palella

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