Dopodomani sciopero e sit-in: di nuovo a braccia conserte i lavoratori Arif
Si riscalda la vertenza dei lavoratori Arif pugliesi, dopo che per lunedì 11 marzo le segreterie regionali della Puglia di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno indetto una giornata di sciopero e sit-in di protesta. Il presidio dei lavoratori interessati ad ottenere la stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro con l’Agenzia Irrigui e Forestali della Regione si riuniranno dopodomani mattina presso la sede della Presidenza sul Lungomare Nazario Sauro, a partire dalle nove e mezzo in punto. “Ci troviamo di fronte agli impegni inevasi che il Direttore generale Ragno si era assunto in un incontro sindacale cui era presente l’Assessore all’Agricoltura Di Gioia, tenutosi il 4 febbraio scorso. Impegni che prevedevano una riformulazione del Piano dei Fabbisogni del personale per il triennio 2018-2020 in quanto, quello adottato con Delibera del Direttore Generale ARIF n. 145 del 25/09/2018, disattendeva quanto statuito dalla Legge Regionale. Fino a quando non ci sarà la modifica e l’approvazione del già citato piano, le procedure di stabilizzazione non potranno essere avviate”, hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori. I quali hanno anche chiarito che per queste ragioni, a febbraio scorso, avevano chiesto di programmare un incontro presso la Presidenza della Regione stessa, teso a chiarire gli intendimenti del Governo Regionale circa la ‘governance’ dell’agenzia ARIF, Ente strumentale della Regione Puglia. Agenzia monca di una Direzione Generale che consentisse il corretto svolgimento delle regolari attività e delle relazioni sindacali. Dunque, già a febbraio era stato proclamato lo stato di agitazione, per cui ora si tratta soltanto di dare seguito a rivendicazioni abbondantemente evidenziate e conosciute dai vertici di via Corigliano. E dinanzi all’immobilità della Direzione Generale, ponendo la Regione di fronte a scelte strategiche di Governance, ora i sindacalisti hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. A seguito del sit-in che le tre organizzazioni sindacali hanno indetto, verrà chiesto al Presidente Emiliano di entrare nel vivo della vertenza, per definire il percorso da intraprendere, al fine di dare esecuzione agli impegni assunti. Infatti, da troppo tempo si continua ad assistere a rimpalli di responsabilità della politica, da destra a sinistra, come se la responsabilità della crisi Arif fosse di chissà chi: vuoi vedere che la colpa è dei lavoratori? La confusione nell’agenzia più affollata delle regioni d’Italia è generata molto probabilmente dalla giungla di contratti applicati ai 980 dipendenti, di varia provenienza, attualmente in forza all’Ente: tutto questo non fa altro che alimentare scontenti e discriminazioni tra i lavoratori, che si ritrovano nella disorganizzazione assoluta di trattamento. E nessuno in questa giungla riesce a comprendere le intenzioni dell’Agenzia e, in parte, della politica?”. Insomma, ora più che mai per i sindacati è opportuno, così come accaduto in altre regioni, che vi fosse la valorizzazione del personale in essere, così che l’Agenzia della zona industriale barese non diventi un contenitore, nel quale far confluire dipendenti più o meno raccomandati da ogni dove. Ora si tratta di mettere punti fermi al contratto di riferimento per i quasi mille dipendenti, anche per evitare false speranze.
Francesco De Martino
Pubblicato il 9 Marzo 2019



