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Doppia preferenza di genere, ostacolo emendamenti

L’ultima seduta del Consiglio regionale di questo fine legislatura alla vigilia si presentava alquanto tempestosa ed incerta, in particolar modo per l’esito del voto sul ddl che da il via libera anche in Puglia all’introduzione della doppia preferenza di genere nelle elezioni di rinnovo dell’Assemblea regionale previste per il 20 e 21 settembre prossimo. In realtà, la turbolenza si è verificata solo all’interno delle diverse formazioni politiche presenti alla Regione Puglia nelle ore antecedenti l’inizio dei lavori. Infatti, l’apertura dei lavori, fissata per le ore 10, è avvenuta effettivamente con ben cinque ore circa di ritardo rispetto al previsto, ma la seduta tutto sommato non ha riservato grandi sorprese rispetto a ciò che si temeva invece potesse accadere. Difatti, l’ultima seduta del Consiglio pugliese della X Legislatura ha iniziato i suoi lavori alle 14.50 circa ed è andata avanti ininterrottamente fino alle 20.15, quando ha effettuato una sospensione per tentare di trovare una via d’uscita che mettesse d’accordo tutte le forze politiche sulla doppia preferenza di genere e tralasciare tutte le altre modifiche proposte sulla legge elettorale pugliese. In precedenza l’Aula aveva approvato gli altri punti all’Odg, lasciando per ultimo quello delle modifiche alla legge elettorale. E tra i punti approvati, con 44 voti favorevoli, un astenuto e uno contrario, figura  il disegno di legge che istituisce il parco di Costa Ripagnola, compreso tra Monopoli e Polignano a mare, nel barese, e atteso da ben 23 anni. Il consigliere Domenico Damascelli di Forza Italia ha precisato di aver espresso parere favorevole al Parco “perché siamo convinti sia una risorsa per l’intera Puglia”, evidenziando però che “la politica regionale sui parchi é stata fallimentare perché i parchi sono istituti sulla carta senza essere poi valorizzati. “E questa – ha sottolineato l’esponente forzista – è ipocrisia”. Invece, Antonella Laricchia del M5S ha spiegato il voto favorevole espresso dal suo Gruppo politico al testo affermando: “Sono dispiaciuta che un percorso che doveva essere pacifico tra cittadini, imprese e territorio si sia trasformato in un percorso schizofrenico che non ci soddisfa, ma contro cui non possiamo votare perché lo chiediamo dal 2016 e perché contiene anche il parco del Mar Piccolo”. “E’ un testo migliorabile – ha proseguito l’esponente penta stellata – e lo faremo, magari nella prossima legislatura con un’altra maggioranza”. Il provvedimento che dà vita al Parco del mar Piccolo, diventato un capitolo inserito nel ddl istitutivo del Parco di Costa Ripagnola, é stato votato per alzata di mano. Sulle modifiche alla legge elettorale le difficoltà sono sorte non sull’istituzione della doppia preferenza di genere per la quale, tranne qualche eccezione a titolo personale (vedi – il capogruppo di Fi, Nino Marmo), non si presentavano ormai particolari impedimenti o resistenze alla sua approvazione in maniera trasversale, come anche dichiarato esplicitamente dal capogruppo di “Fratelli d’Italia”, Ignazio Zullo, che ha sgombrato il campo da equivoci dichiarando subito il voto favorevole del proprio gruppo alla doppia preferenza di genere (ma solo a quella!), condizionandolo però al superamento delle altre modifiche avanzate dalla maggioranza. In cambio Zullo ha ovviamente offerto il ritiro dei 1946 emendamenti al ddl a firma del consigliere Francesco Ventola di Fdi. Infatti, Zullo ha dichiarato: “Non vogliamo fare ostruzionismo: presentare emendamenti è l’unica maniera che una forza politica ha quando si trova davanti a una forza muscolare di numeri che non vogliono ascoltare”, sottolineando: “Il gruppo di Fratelli di Italia voterà a favore della doppia preferenza. Per cui, approviamo la doppia preferenza, chiudiamo e torniamo a casa”. Mentre il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, Marmo (che non ha mandato giù “l’intervento a gamba tesa del ministro Boccia e del premier Conte sull’argomento” elettorale della doppia preferenza di genere),  ha dichiarato: “Sono contro il ddl del governo regionale perché non è mai successo che il governo faccia una così forte invasione di campo”, ricordando che “la nostra legge ha superato 12 ricorsi tra Tar e Consiglio di Stato” e “quindi – ha esclamato il capogruppo di Fi – non sarà poi così male”. Invece, a riguardo delle altre modifiche alla legge elettorale pugliese che la maggioranza ha proposto con emendamenti, Marmo ha affermato: “Avete avuto cinque anni per dire che nelle prossime elezioni bisognava rispettare il rapporto 60-40 e arrivate l’ultimo giorno per aggiungere questa modifica quando le liste sono già fatte”. Il capogruppo di Fi ha poi annunciato l’astensione al momento del voto, precisato: “Io non chiederò il voto segreto che è un
presidio di libertà”, però – ha sottolineato Marmo – “invito tutti a votare secondo coscienza”. Il momento in cui chiudiamo l’edizione odierna della presente testa giornalistica i lavori del Consiglio regionale non sono ancora ripresi, perché l’accordata pausa di mezzora per tentare di trovare un’intesa trasversale sull’approvazione dell’ultimo punto all’Odg, ossia il ddl governativo sulla doppia preferenza di genere, si è prolungata di molto rispetto a quanto annunciato all’atto della sospensione. Di certo, però, è ormai chiaro che alla ripresa, nel prosieguo del lavori non dovrebbero  esserci richieste di voto segreto per l’approvazione della doppia preferenza di genere. E quindi che tale modifica sarà operativa dalla dalle prossime elezioni regionali di settembre. Mentre non si escludono sorprese per una dozzina di emendamenti che la maggioranza vorrebbe introdurre approfittando della modifica legata all’introduzione della doppia preferenza di genere. Perciò l’unico fatto che potrà ancora interessare il finale di questo consiglio regionale di fine legislatura è quello di vedere se si concluderà con un “brindisi” trasversale, oppure con un “botto”, i cui strascichi si faranno poi sentire ancora con i “fuochi d’artificio” della campagna elettorale ormai già in corso.

 

Giuseppe Palella

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