“Se Protti dovesse entrare in società sarei felicissimo, ma spero ci sia una possibilità anche per Giovanni Loseto”
30 Luglio 2020
Quella di Brindisi ‘sta come torre’…
30 Luglio 2020

Dorme-col-bimbo

Inaugurato il 14 maggio 1989 nell’ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale di Ostuni è stato riaperto nel 2011. Raccoglie i corredi delle tombe a camera di età messapica venute alla luce nel territorio ostunese, oltre a reperti di età medievale, rinascimentale e moderna. Le cose migliori sono quelle appartenenti alla preistoria e rinvenute nelle vicine grotte di Sant’Angelo e di Santa Maria di Agnano. Relativamente a queste spelonche spicca la ricostruzione (vedi immagine) di una sepoltura, della quale si conservano in una teca gli originali avanzi ossei : Nel 1991 il paleontologo Donato Coppola, scopriva presso la grotta di S. Maria di Agnano una necropoli-santuario frequentata dal Paleolitico al XVIII secolo. I più interessanti resti umani riguardavano quelli di una donna vissuta circa 28mila anni fa e sepolta con un bimbo ancora in grembo. Il corpo della giovane donna (si suppone avesse una ventina d’anni quando spirò) si presentava in posizione rannicchiata, con la mano sinistra sotto una guancia e la destra appoggiata sul ventre in un gesto protettivo. La sconosciuta aveva ai polsi bracciali di conchiglie e un copricapo ancora di conchiglie ; il rinvenimento di strumenti in pietra e di altri oggetti d’incerta funzione fanno ancora oggi pensare ad un rituale di divinizzazione a scopi propiziatori. Dinanzi all’eccezionalità della scoperta il sepolcro fu violato : Prima venne asportato il banco tufaceo nel quale quei poveri resti riposavano. Poi (e ciò è avvenuto assai di recente) le ossa di mamma e figlio/a sono state staccate dalla roccia e ricomposte separatamente, seppure all’interno della stessa teca. Nel prendere le distanze dal doppio gesto ci auguriamo che consimile profanazione non venga riservata anche all’Uomo di Altamura (lo scheletro preistorico ‘conservato’ a Lamalunga). Ciò detto, occupiamoci di altro e non meno delicato aspetto della questione. Inizialmente Coppola aveva battezzato quella donna col nome della moglie, Delia. Poi per ragioni personali il paleontologo pugliese ‘ritirò’ quel nome al cui posto ora è in uso l’arida espressione ‘Ostuni-1’, per segnalare che fu quella la prima sepoltura rinvenuta a Santa Maria (la seconda, uno scheletro mal conservato e di sesso non identificabile, è classificato come Ostuni 2). Quell’Ostuni-1 suona gradevole quanto un numero di codice fiscale. Tornando alla meravigliosa ricostruzione si resta sconcertati dalla bellezza gentile di questa donna, dall’amorevolezza del gesto materno, dalla dolcezza della posa. Perché guastare tutto con un Ostuni-1? Serve un nome. Dove andarlo a trovare? Se ‘La Donna di Ostuni’ suona anonimo, ci si può affidare alla fantasia, alla tenerezza sempre mirata di bambini e ragazzi… La nostra proposta è quella di un concorso da lanciare nelle scuole : ‘Diamo un nome alla Donna di Ostuni’… Certo, un nome di gusto contemporaneo striderebbe con l’immagine di tempi così remoti. Però, considerando che gli antichi usavano chiamarsi e distinguersi secondo le caratteristiche corporali o caratteriali, si potrebbe assumere a modello di riferimento la creatività dei nativi americani : Nuvola Rossa, Toro Seduto, Cavallo Pazzo… Su questa scia suggeriamo per la Donna di Ostuni : ‘Dorme-col-bimbo’.

Italo Interesse

 

 297 total views,  2 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *