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Due giganti dauni, oppure…

Già patria di Pietro Giannone e Cesare Turco, nonché terra di ben undici sorgenti  e di agrumi di qualità come l’Arancia del Gargano e il Limone Femminiello, Ischitella, questo centro abitato che non arriva a cinquemila anime e che si leva a 314 m s.l.ma un paio di chilometri dal lago Varano, va famosa anche per ilricco patrimonio archeologico del suo territorio. Sulla sponda orientale della laguna di Varano, nei pressi della Masseria Pasquarelli è stato rinvenuto molto materiale fittile e ceramico dell’età del bronzo ; nella stessa area, ma in località Sacca di Rocco Valente, si segnalano i resti sommersi di un porticciolo (nei pressi sono stati riportati alla luce un capitello, un pavimento a mosaico e alcune epigrafi). A sud-est dell’abitato si trovano gli Ipogei di Parco della Chiesa, dette anche grotte dei Pagani : si tratta di tre cavità naturali rimodellate dall’uomo nel corso di una frequentazione andata dall’età del ferro a quella di Roma. Altri ipogei sono situati a poca distanza da Masseria Niuzi alle pendici sud-occidentale del Monte Civita. Resti di muri sono emersi nel corso di lavori agricoli alla sommità di questo colle che si leva a quota 476. Una cinta muraria avvolgeva un centro abitato? Non dovrebbero essere un caso che risponda a ‘Muraglia’ il toponimo dell’area corrispondente al presunto muro difensivo.Alle pendici di Monte Civita si allarga una vasta necropoli risalente al periodo compreso tra il V e il IV secolo avanti Cristo. La ricchezza dei corredi (fibule, collane, ambre e ceramiche) sembra indicare rapporti di scambio con l’altra sponda dell’Adriatico. Un’altra caratteristica della necropoli di Monte Civita consiste nel fatto che le fosse sono tutte a ‘bisaccia’, ovvero così corte (100-140 cm.) da accogliere salme solo se raccolte in posizione fetale. Studiando il materiale osteologico si è potuto ricavare la statura media degli inumati, compresa tra i 145 e 155 centimetri. Ma due inumati di sesso maschile misuravano 167 cm., statura ben superiore alla media del popolo dauno. Il ritrovamento della testa di una statua con elmo ha indotto alcuni studiosi a pensare a stranieri e nello specifico a guerrieri Sanniti se non addirittura ad Etruschi. Ma i Sanniti, popolo estremamente territoriale, non si spinsero mai al di là del sub-Appennino Dauno. Quanto agli Etruschi, poi, la loro espansione a sud non andò oltre lo stretto versante tirrenico. Dunque, se non si trattava di due giganti dauni, resta da considerare la più ben ragionevole ipotesi dello sgradevole costume in voga nell’antichità di risparmiare la fatica di scavare fosse ‘svuotando’ e riutilizzando quelle preesistenti.

 

Italo Interesse

 

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