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E’ iniziata la “resa dei conti” nella Lega per la fronda ad Altieri

E’ iniziata la resa dei conti interna alla Lega in Puglia dopo che i dissidenti sulla scelta del vertice regionale di candidare a governatore Nuccio Altieri hanno scritto una lettera a Matteo Salvini per spiegare i motivi del loro dissenso, chiedendo un suo intervento al riguardo. Infatti, i dissidi interni alla Lega pugliese sulla decisione di candidare Altieri a governatore alle prossime regionali, nonostanteFratelli d’Italia abbia già indicato Raffaele Fitto in base ad accordi romani dello scorso dicembre tra i leader delle forze tradizionali della coalizione , si riversano anche a livello locale. E la prima “vittima” della guerra intestina al partito pugliese di Salvini, dopo che sia quest’ultimo che l’eurodeputato Massimo Casanova, con le loro dichiarazione sul caso, hanno dato forza ai sostenitori di Altieri,  è il capogruppo leghista al Comune di Bari, Michele Picaro. Infatti, giovedì mattina, gli altre tre consiglieri comunali leghisti baresi (Fabio Romito, Pino Viggiano e Laura Manginelli) dei quattro che compongono il gruppo dei salviniani nell’aula “Dalfino” hanno “protocollato alla segreteria generale del Consiglio comunale la nomina di un nuovo capogruppo”, indicando a neo-capogruppo Viggiano al posto di Picaro. A dare la notizia è stato lo stesso capogruppo leghista destituito, Picaro, attraverso un comunicato. Picaro figura tra i 108 che hanno firmato la lettera indirizzata a Salvini per chiedere di intervenire e fare un passo indietro rispetto alla candidatura non condivisa di Altieri all’interno della Lega, perché ritenuta non vincente, oltre che del tutto inadeguata per tentare di sconfiggere il governatore uscente di centrosinistra, Michele Emiliano, che in tal modo – secondo i dissidenti sul nome di Altieri – risulterebbe di fatto agevolato per la riconferma. “Questa decisione – ha commentato Picaro contestualmente alla notizia della sua destituzione da capogruppo – è non solo l’ennesima dimostrazione di un partito al cui interno è sempre più impossibile realizzare confronto, dialettica e sintesi”. “Ma – ha giunto inoltre Picaro – è sicuramente anche da attribuire alla mia richiesta, con altri esponenti, di aprire un dibattito nel partito in vista delle imminenti regionali”. “Evidentemente – ha ironizzato l’ex capogruppo leghista al Comune di Bari – l’impegno istituzionale profuso e il consenso elettorale ottenuto, esattamente un anno fa (ndr – oltre 2200 preferenze), diventando il consigliere di centrodestra più suffragato in Puglia, non sono per la Lega elementi su cui basare la crescita e la rappresentanza di partito”, concludendo con gli auguri di buon lavoro al suo successore nel ruolo di capodelegazione nell’aula di Palazzo di Città. Per la cronaca ricordiamo che Picaro alle amministrative baresi del 2019 è risultato il più suffragato degli eletti leghisti al Comune, avendo superato di qualche centinaio di preferenze anche il suo collega di partito Romito, che – come è noto – la Lega aveva proposto come candidato sindaco alle primarie del centrodestra del Febbraio 2019, dove però – come si ricorderà – fu superato dal candidato sindaco proposto da Forza Italia, Pasquale Di Rella, poi risultato perdente contro il sindaco barese uscente di centrosinistra, Antonio Decaro (Pd). Ma nonostante il brillante risultato elettorale, in un primo momento Picaro non era stato indicato per il ruolo di capogruppo, per il quale da subito fu designato Romito. Successivamente, però, a seguito di accordi interni al gruppo leghista, Romito fu scelto per il ruolo di vice-Presidente del Consiglio comunale in quota opposizioni e Picaro gli subentrò in quello di capogruppo. Ora, però, è possibile che, dopo la “ritorsione” interna alla Lega a danno di Picaro per il manifestato dissenso alla candidatura di Altieri a governatore, qualcosa accada negli equilibri leghisti in altri consessi locali pugliesi. Da non dimenticare che lo stesso Picaro già da diversi mesi si stava preparando per candidarsi al Consiglio regionale nelle fila del “Carroccio” salviniano. Per cui la destituzione di Picaro da capogruppo, alla luce anche del lavoro che stava facendo all’interno della Lega negli altri 40 Comuni della provincia di Bari, assume più il sapore di un verosimile pretesto inteso a “sabotare” il suo tentativo di scalata alla Regione piuttosto che di una ritorsione politica per la sua sottoscrizione della missiva a Salvini sulla candidatura di Altieri. Se così fosse realmente, allora il dubbio di un eventuale asse tra una parte della Lega pugliese ed il governatore uscente Emiliano, per mettere fuori-gioco la candidatura a governatore del centrodestra di Fitto, sarebbe molto di più che un semplice sospetto. Al riguardo, infatti, si registrano in tal senso anche alcune dichiarazioni di Antonella Laricchia (come è noto, sfidante di Emiliano per il M5s alla carica di governatore) che, in una recente intervista rilasciata all’edizione pugliese di un noto quotidiano nazionale, ha affermato: “Per me la Lega in Puglia non esiste.Parlo del partito”. “Per me – ha commentato l’esponente penta stellata – è un ‘assembramento’, per usare una parola di moda, di ex forzisti o di altre compagini del centrodestra”.Quindi, ha aggiunto Laricchia: “Non mi stupirebbe un eventuale accordo” trasversale, tra una parte di leghisti pugliese ed il governatore uscente. “Conosciamo i metodi di Emiliano” – a esclamato la candidata governatrice del M5s, che sul punto ha poi concluso: “Ha la tendenza a cercare agganci tra gli avversari”. Ed a riprova sarebbe stato forse l’occasione per dire: “Caso delle amministrative baresi dello scorso anno docet !”.

 

 

 

Giuseppe Palella

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