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E’ proprio sicuro che Emiliano vuole “defenestrare” Lacarra?

Non è servita neppure l’assemblea nazionale del Pd di sabato scorso a placare gli animi nell’appendice pugliese del partito ora guidato da Maurizio Martina non più da reggente, ma da segretario provvisorio. Infatti, che nel Pd pugliese pensava o si era forse illuso che il segretario regionale Marco Lacarra, dopo l’assemblea di sabato avrebbe fatto finalmente chiarezza sulle sue reali intenzioni di lasciare o meno la guida pugliese del partito (essendo ormai deputato dallo scorso mese di marzo), è rimasto deluso poiché Lacarra finora non ha sciolto alcun nodo circa la sua eventuale uscita di scena da segretario politico. Fatto, quest’ultimo, che ha però verosimilmente messo ancor più in agitazione coloro che nel Pd pugliese puntano ad un rinnovamento degli organi locali del partito a tutti i livelli, cominciando proprio dalla segreteria regionale fino a quelle più periferiche, quali sono per l’appunto quelle provinciali, cittadine e sezionali. Ma Lacarra – stante a ciò che riferisce qualche bene informato delle vicende interne al Pd – non solo per ora non lascia l’incarico di segretario regionale, ma forse non è neppure minimamente intenzionato a lasciarlo fino alla scadenza naturale, ossia nel 2020. Infatti, la road map dei congressi territoriali decisa tra ottobre e dicembre prossimi dall’assemblea nazionale del Pd dovrebbe riguardare solo i casi in cui gli organi del partito sono in scadenza oppure sono dimissionari. Diversamente il problema del rinnovo delle cariche interne al partito non si pone nemmeno. Ed è questo il caso della Puglia, dove Lacarra, non essendo né in scadenza, né tantomeno dimissionario, non è tenuto ad indire le procedure congressuali per il rinnovo degli organi territoriali, ma solo per le questioni relative allo svolgimento del congresso nazionale che, secondo gli accordi assembleari di sabato scorso, dovrebbe svolgersi prima delle elezioni europee del prossimo anno. E, quindi, presumibilmente dopo le primarie per la segreteria nazionale previste per il  24 febbraio del 2019. Quindi, per mettere in moto in Puglia le procedure congressuali di rinnovo del segretario regionale, ed a cascata anche di quelli provinciali e cittadini, è necessario un atto d’impulso dei rispettivi segretari attualmente in carica, ed in particolare di Lacarra  ed Ubaldo Pagano che sono entrambi divenuti parlamentari la scorsa primavera e continuano a rivestire rispettivamente la carica di segretario pugliese e segretario provinciale barese del Pd. In realtà, non c’è alcuna incompatibilità statutaria che impedirebbe a Lacarra e Pagano di continuare ad esercitare anche il ruoli di segretari politici, però ci sono molti malumori all’interno del partito per questa situazione che li vedrebbe, in primis, su banco degli imputati per alcuni recenti eclatanti insuccessi elettorale del Pd in Puglia ed in Terra di Bari, a cominciare dalle liste non presentate in molti dei 47 Comuni pugliesi chiamati al voto amministrativo lo scorso 10 giugno e, per finire, sino a giungere alle polemiche per le candidature delle scorse politiche e quelle nei confronti di Lacarra per la totale assenza di linea politica del partito a livello regionale, compreso il mancato rispetto degli equilibri all’interno del partito nella distribuzione di determinate poltrone di sottogoverno e, soprattutto, di governo (vedi, ad esempio, l’assenza in giunta regionale di un esponente di area renziana, pur avendo questi ultimi un fetta consistente di consiglieri nel gruppo regionale di via Capruzzi). Insomma, anche nel Pd pugliese i malumori per come stanno realmente i fatti anziché placarsi, dopo l’ultima assemblea nazionale di sabato scorso del partito, sono probabilmente aumentati. Ed i più agitati sono (stranamente, ma non molto!) gli esponenti regionali di area renziana, che apparentemente pur dovrebbero essere i meno interessati alla sostituzione di Lacarra nella guida del partito, essendo – come è noto – lo stesso Lacarra un rappresentante della loro stessa area interna al partito. Ultimamente anche gli emilianiani hanno mostrato una certa insofferenza nei confronti del segretario regionale in carica ed in teoria punterebbero anch’essi ad una sua defenestrazione. Però, evidentemente, il governatore pugliese e leader della corrente “Fronte democratico”, Michele Emiliano, non è ancora del tutto convinto sulla necessità di rimuovere il pseudo renziano Lacarra dalla segreteria pugliese del Pd, per affidarla ad un esponente della sua corrente, che in Puglia, sia pur di poco, ha la maggioranza all’interno del partito, per cui potrebbe accaparrarsi la guida regionale dello stesso.  Allora due sono le ipotesi possibili: la prima è che Emiliano non sa ancora bene cosa fare, per cui non decide di far sfiduciare esplicitamente Lacarra, lasciandolo al suo posto di segretario; la seconda, invece, è che Emiliano non ha alcun interesse a defenestrare il segretario pseudo renziano per sostituirlo con il nome di un esponente della sua corrente o di altra minoritaria ch sia renziana o meno. E, quindi, in sostanza al momento e forse fino al 2020 la situazione del Pd pugliese gli andrebbe bene così. Pertanto, qual è delle due l’ipotesi più attendibile? Se lo chiedo in molti tra gli addetti ai lavori, però quel che è quasi certo è che per il leader di “Fronte dem”, almeno fino a quando il quadro politico nazionale (e non solo del Pd) non sarà più chiaro, qualsiasi scelta nello spostamento delle “pedine” del Pd pugliese potrebbe essere soprattutto per lui inopportuna.

 

Giuseppe Palella

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