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E’ sempre il “metodo Emiliano” il criterio per la scelta anche dei capi dipartimento

Duro attacco dell’opposizione di centrodestra che in Puglia fa capo al partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che durante una conferenza stampa durata meno di dieci minuti e svoltasi nell’androne di ingresso del Palazzo barese di via Gentile, sede del Consiglio regionale, ancora una volta ha denunciato l’attività di gestione della Regione Puglia da parte del riconfermato Presidente di centrosinistra, Michele Emiliano. Questa volta a finire nel mirino dei sei consiglieri pugliesi di “Fratelli d’Italia” sono state le recenti nomine dei nuovi 12 capi dipartimento della Regione o, forse, meglio il criterio di selezione di essi che, anche in questo caso come in precedenza per la scelta dei consiglieri personali del Presidente, secondo Fdi, sarebbero avvenute con il consolidato “metodo Emiliano”. Ovvero, ha specificato il capo gruppo del partito della Meloni alla Regione, Ignazio Zullo, non in base ai criteri meritocratici, ma solo di natura politica visto che alcuni dei prescelti sono stati o candidati non eletti a sostegno di Emiliano o coordinatori di qualcuna delle sue 14 liste alle scorse regionali. “Nulla di personale contro i prescelti” ha precisato in premessa Zullo, però la domanda da farsi per il capo della delegazione di Fdi nell’Assemblea pugliese è “Parliamo di povertà educativa e poi quale esempio diamo ai nostri figli, se al merito e all’istruzione facciamo prevalere il buon pacchetto di voti dato a Michele Emiliano?”. Infatti, “anche in questo caso – ha sottolineano Zullo – siamo di fronte ad alcune nomine di soggetti sonoramente bocciati alle urne, dalle dubbie qualità richieste dal ruolo ricoperto, che scavalcano addirittura dirigenti con una pluriennale esperienza amministrativa”. Gli esempi? Non mancano per l’esponente di Fdi, visto che tra i nuovi sei, dei dodici complessivi, capi di dipartimento figura “il fratello di un importantissimo Sottosegretario” del governo Draghi che da funzionario regionale è stato promosso direttamente a dirigente apicale. “O, ancora, – ha rilevato Zullo – un candidato (ndr – non eletto) alle Regionali sponsorizzato dal ministro alla Sanità, Roberto Speranza, che è divenuto in questa tornata capo dipartimento. Qualche mese fa anche un altro candidato alle scorse regionali non eletto, ma anch’egli sponsorizzato dal ministro alla Sanità è stato scelto da Emiliano come suo consulente. Difatti, proseguendo, Zullo ha inoltre commentato: “Da tempo chiediamo al Governo di commissariare la gestione Covid in Puglia, ma è chiaro che se ci ritroviamo con due candidati alle Regionali 2020 – sostenuti dal Ministro alla Salute Speranza e non eletti – in posti chiave (consigliere politico l’uno e capo dipartimento l’altro), nominati da Emiliano, capiamo che la nostra richiesta di commissariamento della gestione Covid in Puglia per inadeguatezza del duo Emiliano-Lopalco non potrà mai essere valutata dal ministro”. “Che dire poi del Movimento 5 Stelle – si è chiesto a conclusione il capogruppo di Fdi – che, in altri tempi, avrebbe fatto la conferenza stampa che oggi noi stiamo facendo, usando toni anche più scomposti, e che invece impone alla stregua degli altri partiti di maggioranza poltrone senza evidente merito?”A prendere la parola all’incontro di denuncia di Fdi del criterio di scelta da Emiliano per i capi dipartimento, sono stati anche altri due consiglieri del gruppo, il Canosino Francesco Ventola ed il brindisino Luigi Caroli. In particolare Ventola, pur riconoscendo la legittimità delle scelte effettuate dal governatore pugliese in base al Regolamento che prevede la possibilità di indicazione in base al principio di “Intuitu personae”, ossia del criterio fiduciario, ha voluto chiedere “scusa”, nella sua veste di rappresentante regionale benché di opposizione, ai 600 concorrenti per il ruolo di capo dipartimento che, , oltre ad aver pagato il balzello per partecipare alla selezione, “hanno invano presentato il curriculum”. E tra questi figurano anche validi dirigenti regionali che hanno curricula di gran lunga superiori a quelli dei prescelti o che hanno già ricoperto il ruolo di capo dipartimento con lo stesso Emiliano conseguendo il massimo dei premi di produttività amministrativa, ma stranamente scartati. Allora, – si è domandato in fine Ventola – perché far spendere soldi e tempo per presentare la domanda, “se il criterio di scelta doveva essere unicamente quello dell’intuitu peronae? A chiudere la conferenza stampa di Fdi ci ha pensato il consigliere Caroli con un altro interrogativo. Infatti, quest’ultimo, dopo aver rilevato che tra i neo nominati capi di dipartimento non figura alcuno della provincia di Brindisi e che detta realtà territoriale anche nell’Esecutivo regionale nominato da Emiliano dopo la riconferma non presenta alcun assessore espressione della terra di Brindisi, ha sollevato il sospetto che il governatore pugliese vuole forse penalizzare tale provincia. E l’allusione è sicuramente al fatto che alle regionali dello scorso settembre la circoscrizione elettorale di Brindisi è stata l’unica delle sei pugliesi in cui Emiliano non ha primeggiato, essendosi posizionato secondo, dopo il candidato del centrodestra, Raffaele Fitto. Ma quella di Caroli è solo una supposizione di carattere politico che, forse, c’entra assai poco con l’aspetto di una gestione della Regione che effettivamente è più di carattere clientelare che meritocratico. Ed a darne conferma sono sicuramente le troppe nomine effettuate su base preminentemente fiduciaria che per il “peso specifico” dei requisiti tecnici personali di coloro che chiedono di essere chiamati a ricoprire determinati ruoli dirigenziali.

 

Giuseppe Palella

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