Cronaca

“E’ un errore minimizzare l’influenza riducendola a banale”

Il prof. Pierluigi Lopalco, già assessore alla sanità della Regione Puglia

E’ un errore minimizzare l’influenza riducendola a ” banale”. Lo spiega in questa intervista al nostro giornale il celebre epidemiologo prof. Pierluigi Lopalco, già assessore alla sanità della Regione Puglia, un’autorità in merito.

Professor Lopalco, aumentano i casi di influenza ed anche di Covid. Bisogna essere preoccupati o allarmati?

“Ogni malattia infettiva virale deve suscitare una certa apprensione e dunque anche l’influenza. Non esiste in medicina nulla di più sbagliato e controproducente di definire l’influenza come banale. Non esiste una malattia banale, men che meno l’influenza, che a dirla tutta ogni anno fa tra 5.000 e 8.000 vittime in Italia”.

Che cosa intende dire?

“Che i virus non sono mai benigni e poi attenzione che sia l’ influenza che il Covid 19 in alcuni soggetti, specie anziani e fragili, possono comportare delle complicanze anche severe. Pertanto vietato sottovalutare. Non drammatizzare, ma neanche far credere che sia tutto semplice”.

Che fare?

“Intanto evitare i luoghi molto affollati e siccome questo non sempre è possibile, se si è raffreddati o si hanno sintomi è bene per una questione di civiltà indossare la mascherina. In quanto al vaccino possiamo sintetizzare il problema in questo modo, vale sia per quello dell’influenza che per il Covid”.

Prego…

“I giovani possono, ma non devono vaccinarsi per forza. Insomma, si vaccinano solo se vogliono evitarsi la seccatura di restare a casa qualche giorno. Al contrario devono fare il vaccino le persone cosiddette fragili, gli over 60, i bambini piccoli e vediamo che i pronto soccorso sono pieni di mamma con i bimbi, le donne gravide e appunto gli anziani, ovviamente coloro che hanno problemi cardiovascolari, polmonari, e i malati oncologici, coloro che hanno le difese immunitarie basse”.

Passiamo ai sintomi, sembrano grosso modo uguali, influenza e Covid…

“Qualche differenza tuttavia esiste. Per esempio è molto probabile che l’influenza insorga con un febbrone altissimo e tosse e questa è la diversità clinica, anzi per l’influenza la tosse è insistente e in alcuni casi sfocia in bronchite. Mentre per il Covid non abbiamo sbalzi di febbre tanto elevati. In quanto ai farmaci, la cura sostanzialmente è la stessa. Per l’ influenza ovviamente riposo per circa una settimana, farmaci detti sintomatici e vale a dire tachipirina in caso di febbre alta, dunque paracetamolo e ibuprofene. In ogni caso, per poter fare una valutazione medica corretta e somministrare antivirale corretto è opportuno dopo due o tre giorni dall’ insorgere dei sintomi, fare un tampone”.

Mascherina, torna di moda a quanto pare…

“Prima di ogni cosa è bene evitare i luoghi affollati e quelli con tanta gente. Deve portare la mascherina colui il quale ha sintomi per evitare di contagiare gli altri, è una questione di correttezza e di civiltà. Non dimentichiamoci che oltre a Covid e influenza è in giro anche il virus sinciziale che grosso modo ha gli stessi sintomi”.

Se si va in bus, treno o aereo bisogna indossare la mascherina?

“Allora, se come dicevo, si hanno sintomi è opportuno metterla, se al contrario si vuole essere sicuri di non contrarre virus dal vicino di sedia, allora è possibile indossare la mascherina, ma non deve essere quella chirurgica, ma quella FFP 2 che una capacità di respingimento del virus più elevata”.

Insomma, l’influenza non va sottovalutata…

“Assolutamente no, come qualsiasi malattia. Ovviamente se la si becca non va fatto un dramma, tutto sommato è malanno di stagione. Però occorre stare in guardia e lo ribadisco, fragili ed anziani, oltre 60 anni devono fare il vaccino. Le complicanze spesso risultano molto fastidiose e talvolta gravi”.

BV

 


Pubblicato il 5 Gennaio 2024

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