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Ecco come hanno “ristrutturato” l’ex lido della Polizia

Acquisizione per far una ‘spiaggia per tutti’, in particolare per chi ama i cani, riaprendo i battenti di un antico luogo di ritrovo estivo davvero di pregio, lungo una costa cittadina in eterna ristrutturazione. E invece, sono trascorsi sei anni e almeno altri due da quando il Comune di Bari ha usato i soliti paroloni e le ancor più solite e conosciute promesse e impegni riferendosi all’ex lido della Polizia di Stato, lungo Strada della Marina, verso San Giorgio. A fine 2017, infatti, d’accordo col Demanio, il Comune guidato per la prima volta da Antonio Decaro aveva proposto alla Polizia di Stato, attraverso una richiesta formale inoltrata al Ministero dell’Interno, la possibilità di prendere in consegna l’area dell’ex lido PS per avviare un’operazione di riqualificazione e valorizzazione. E offrire -ma sempre e soltanto a parole…- il posto a ridosso della marina barese alla fruizione dei cittadini in un angolo di lungomare molto frequentato, specie d’estate. “Si tratta di un progetto che rientra nel più ampio programma dell’amministrazione teso alla riqualificazione di tutto il litorale – declamava a memoria l’assessora allo Sviluppo economico Carla Palone, confermata per la seconda volta consecutiva sulla medesima poltrona non s’è ancora compreso per quali meriti -. per una spiaggia al servizio di tutti. E nel bando, pensate un po’, doveva essere assegnato un punteggio maggiore a chi avesse mai pensato di proporre la realizzazione di un lido “dog friendly”. Un’idea da veri fulmini di guerra dell’amministrazione, originale anzichenò, tanto che infine – almeno finora – non si sono visti bandi, bagnanti e tanto meno cani, all’ex lido della Polizia all’interno del lungomare di Bari, il più lungo d’Italia. In compenso, invece, sono assai visibili i segni lasciati dall’incuria, dall’abbandono, dai topi e dalle rovine, come si può vedere nell’ampio servizio fotografico. Ora però, al di là delle in verità facili critiche, sarebbe molto più opportuno riprendere, ove mai ancora possibile, l’iter burocratico avviato fin troppo tempo fa dal Comune di Bari presso il Viminale. Sempre allo scopo di pubblicare per davvero quell’avviso pubblico (“entro la fine dell’anno, aveva promesso la Palone, quale anno non l’ha capito nessuno, ovviamente) necessario a realizzare gli interventi per ritrasformare in spiaggia e luogo di ritrovo quel che per adesso è soltanto un rudere. Un brutto e pericoloso rudere sul mare…

Francesco De Martino

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