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Ecco il Bari di Albadoro, Bellomo e Galano

Largo ai giovani. Una necessità più che una politica di squadra studiata a tavolino. Se poi sono di proprietà, tanto meglio. Il Bari che verrà non potrà prescindere da alcune pedine. Perché in regime di autogestione devi mettere sul davanzale la tua merce migliore, valorizzarla il più possibile affinché venga venduta a buon prezzo e ti consenta di sopravvivere ancora. La nuova dimensione del Bari è questa, inutile farsi illusioni. Sarà questa fino a quando qualche magnate in vena di spese pazze si affaccerà in Puglia e deciderà che tra orecchiette e pesce crudo si possono spendere due soldi anche per il pallone. Nel frattempo, si tirerà a campare. Con un Bari già quasi delineato che ha individuato le proprie “stelle” e che è pronto a vivere un’altra stagione con il coltello tra i denti.Le tre mele rosse sul davanzale di Angelozzi saranno Albadoro, Bellomo e Galano. Albadoro, nato nel 1989, è il più grande dei moschettieri. La sua migliore stagione l’ha giocata con la maglia della Juve Stabia prima di rompersi un ginocchio e salutare il campo per quasi dodici mesi. Nella travagliata annata appena conclusa ha rivisto il prato verde per qualche spezzone di gara, ma il vero Albadoro deve ancora ritrovarsi. Galano, classe 1991, a Gubbio era il pupillo di Torrente. Quasi sempre titolare e spesso protagonista. Una fastidiosa pubalgia l’ha messo fuori uso nell’anno in cui avrebbe potuto confermarsi in una categoria superiore come quella di serie B, ma superato questo ostacolo non dovrebbe avere grossi problemi a insediarsi stabilmente nel tridente biancorosso. Infine Nicola Bellomo. Anche lui nato nel 1991, tra i tre è forse quello che in carriera ha dimostrato di più. Nella stagione di Barletta il ragazzo di Bari vecchia ha fatto impazzire difensore avversari e tifosi a suon di giocate, assist e goal. Giocava più avanzato, ma nonostante questo per Torrente il suo ruolo ideale è la mezzala. “Bellomo ha avuto le sue opportunità –ha detto l’allenatore a RadioBari- ma ha alternato cose buone a come meno buone. Il suo ruolo ideale è la mezzala, nessun dubbio. Lui e Galano hanno avuto un anno di tempo per prendere confidenza con la categoria e adattarsi a delle situazioni nuove. Nella prossima stagione mi aspetto che facciano la differenza. Caputo? Mi ha chiesto un consiglio circa la sua permanenza e gli ho detto la mia. Il sacrificio che gli chiede la società è importante, ma alla fine Bari è casa sua. Sono convinto che resterà”. Angelozzi ha lasciato intendere che a Caputo verrà offerta una spalmatura dell’ingaggio su più anni. Il bomber di Altamura dovrà accettare o andare via. Di certo il Bari non lo porterà a scadenza di contratto rischiando di non prendere nemmeno un euro dalla sua eventuale cessione. Dovesse restare, l’attacco del Bari per la prossima stagione sarebbe già fatto: Galano, Caputo, Albadoro. Continuando il giochino potremmo avere un centrocampo composto da Scavone, Romizi e Bellomo. L’ex Novara ha ancora due anni di contratto ed il suo ingaggio rientra nell’orbita gradita alla società, mentre il rinnovo della comproprietà di Romizi dovrebbe essere cosa fatta già dallo scorso gennaio. La situazione più ingarbugliata è quella riguardante la difesa. Se Angelozzi dovesse trovare conferma nelle voci che vogliono lo Spezia seriamente interessato a Borghese, il centrale andrà via. In quel caso l’unico sicuro della conferma in biancorosso dovrebbe essere Clayton. Il diesse sta lavorando per la conferma del prestito di Cavanda, mentre il resto è ancora tutto da inventare. Il portiere dovrebbe essere Zlamal. Piatti permettendo.Infine, sembra essere ufficiale la meta del ritiro biancorosso. Trattasi di Alfedena, un piccolissimo comune in provincia dell’Aquila. La comitiva barese dovrebbe insediarsi in Abruzzo il 16 luglio.

Tiziano Tridente

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