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Ecco le chiamate al voto di questa tornata elettorale

In Puglia, oltre alle Europee, in contemporanea si svolgeranno anche le amministrative per 62 Comuni, tra cui quelle di due importanti capoluoghi: Bari e Lecce

Sono oltre 51,6 milioni gli italiani chiamati alle urne sabato 8 e domenica 9 giugno per l’election day e di cui circa 5 milioni con cittadinanza italiana residenti all’estero e oltre 46 milioni in territorio nazionale. Come è noto si vota per il rinnovo del Parlamento europeo, ma in 3.700 Comuni anche per le Amministrative e per le Regionali in Piemonte. I seggi saranno aperti dalle ore 15 alle 23 dell’8 giugno e dalle ore 7 alle 23 il giorno dopo. Il silenzio elettorale scatterà dalla mezzanotte di venerdì 7. Una novità di questa consultazione è costituita per i fuori sede che potranno votare dal luogo in cui si trovano, senza rientrare nel Comune di residenza, però la domanda per farlo andava presentata entro lo scorso 5 maggio. In Puglia i centri locali chiamati al voto per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del Consiglio sono complessivamente 62, tra i quali figurano le realtà di Bari e Lecce. Però, nelle sei province pugliesi vi sono altri 10 Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti che andranno al voto insieme alle Europee e con eventuale possibilità di ballottaggio, qualora non ci sarà alcuno dei rispettivi candidati a sindaco a raggiungere il 50% + 1 del suffragi al primo turno; mentre i restanti 50 Comuni pugliesi eleggeranno il Primo cittadino a turno unico, poiché hanno una popolazione inferiore a 15mila abitanti e, quindi, sarà sindaco il candidato che avrà ottenuto più voti. Ma vediamo per ciascuna provincia quali sono i Comuni pugliesi interessati anche al voto amministrativo. In terra di Bari, oltre al capoluogo, vi sono i Comuni di Gioia del Colle, Putignano, Rutigliano e Santeramo che superano la soglia dei 15mila residenti, mentre Binetto, Bitritto e Cellamare sono al di sotto. Nella Bat va al voto amministrativo Trinitapoli che conta circa 14mila abitanti; in provincia di Brindisi vanno al voto amministrativo Mesagne, con oltre 26mila abitanti e Villa Castelli ed Erchie che hanno una popolazione al di sotto di 10mila residenti; In provincia di Foggia i centri più importanti al voto sono Manfredonia, Sansevero, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore, mentre altri 12 centri minori, tra i quali le isole Tremiti, sono al di sotto di 15mila abitanti. In provincia di Lecce l’altro Comune, oltre il capoluogo, con popolazione superiore alla soglia per un eventuale doppio turno è Copertino, mentre altri 26 Comuni eleggeranno il Primo cittadino a turno unico. Nella provincia Ionica i Comuni al voto saranno 4 e tutti con popolazione inferiore a 15mila abitanti. In Italia il numero totale di Comuni interessati anche dalle amministrative sono 3.715, dei quali 29 capoluoghi (Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Bergamo, Biella, Cagliari, Cesena, Caltanissetta, Campobasso, Cremona, Ferrara, Firenze, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Perugia, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Urbino, Verbania, Vercelli e Vibo Valentia). Di questi 3715 Comuni solo 228 contano più di 15mila abitanti, mentre i restanti 3.487 hanno una popolazione pari o inferiori a 15.000 anime. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 23 e lunedì 24 giugno. Il decreto per l’election day – come si ricorderà – ha cambiato i limiti per i mandati ai Primi cittadini dei piccoli Comuni. Infatti, per quelli con popolazione tra 5mila e 15mila abitanti il sindaco potrà arrivare anche al terzo mandato, mentre per quelli al di sotto i 5mila il limite di mandato per i sindaci è stato eliminato. In Piemonte gli elettori chiamati a rinnovare il Consiglio regionale e eleggere il presidente della Regione sono circa 3,6 milioni. I 50 i consiglieri regionali saranno eletti con un sistema misto: proporzionale per 40 seggi, maggioritario per 10. La soglia di sbarramento è del 3% per i gruppi di liste non uniti in coalizione o la cui coalizione otterrà una cifra elettorale inferiore al 5% dei voti validi. Per il Parlamento europeo, l’Italia dovrà eleggere in tutto 76 deputati dei 720 seggio complessivi presenti nell’Assemblea parlamentare dell’Unione. Il nostro territorio nazionale è suddiviso – come è noto – in cinque macro circoscrizioni elettorali che eleggono un numero di deputati in proporzione agli abitanti. La circoscrizione Nord-Occidentale comprende Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte e Lombardia. Questa è la più popolosa ed esprime 20 seggi. Della circoscrizione Nord-Orientale fanno parte Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Qui si eleggono 15 deputati. La circoscrizione Centrale è composta da Lazio, Marche, Toscana e Umbria ed elegge 15 seggi. La circoscrizione Meridionale comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia esprimerà 18 seggi. Infine, la circoscrizione Isole, elegge 8 europarlamentari. In base alla legge elettorale europea, tutti i Paesi devono usare un sistema proporzionale. In Italia c’è il voto di preferenza, che dà agli elettori la possibilità di indicare, nell’ambito della medesima lista, da una a tre preferenze, votando, nel caso di due o di tre preferenze, candidati di sesso diverso, rispettando il rapporto per la preferenza di genere. Ossia si potranno votare al massimo due uomini ed una donna o viceversa. In altri termini, in caso di una tripla di preferenze, deve essere garantita quella di genere. La soglia di sbarramento per i partiti in corsa per il Parlamento di Bruxelles è fissata al 4%. Le operazioni di scrutinio del voto inizieranno per le Europee subito dopo la chiusura dei seggi, mentre per le comunali alle ore 14 del 19 giugno. Dopo questo breve excursus riepilogativo di detta tornata elettorale, non resta che assistere allo scorcio di queste ultime due settimane di campagna elettorale, sulla quale per noi pugliesi – soprattutto a Bari – sono accesi i riflettori della politica nazionale non soltanto per il risultato delle Europee, ma anche per quello delle amministrative.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 29 Maggio 2024

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