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Ecco perché a Palese e Santo Spirito conviene essere Comune autonomo

Lettera aperta del prof. Vincenzo Colonna ai suoi concittadini del "V Municipio" di (finto) decentramento barese

Sta suscitando molta attenzione sulle pagine social locali e, di conseguenza, anche tante polemiche il dibattito sulla eventuale e possibile costituzione di un nuovo Comune nell’ambito dell’area metropolitana di Bari, con il distacco dal Comune capofila delle odierne due comunità costiere baresi costituenti il “V Municipio” di decentramento comunale, composto – come è noto – dai popolosi quartieri, distanti oltre 10 chilometri a nord di Bari, di Palese- Macchie, Santo Spirito, Catino, San Pio, Torricella e Parco Gentile, per un totale di circa 35.000 abitanti. Infatti, a leggere i numerosi ed eterogenei commenti sottostanti al post sulla legittima aspirazione dei residenti delle ex frazioni di Palese e Santo Spirito e pubblicato sulla sua pagina di Facebook dal deputato forzista barese Davide Bellomo, è evidente la disinformazione dei cittadini e la non conoscenza di dati molto importanti per poter iniziare un dibattito sull’argomento. Al riguardo, infatti, un noto residente di Santo Spirito, il prof. Vincenzo Colonna, già ordinario di Geologia all’Università “Aldo Moro” di Bari, ultimamente ha ritenuto di scrivere una lettera aperta (anch’essa pubblicata sulle pagine locali di Facebook) a tutti i cittadini del V Municipio, al fine di fornire informazioni utili ai propri concittadini, ma verosimilmente anche ai tanti utenti che intervengono senza neppure conoscere l’argomento in questione. O, forse, peggio senza essere in possesso di nozioni tecniche indispensabili e dati, per poter affrontare correttamente ed in maniera consapevole la questione della possibile indipendenza politico-amministrativa da Bari di Palese e Santo Spirito.  E, quindi, per potersi confrontare e discutere dell’Autonomia comunale di Palese e Santo Spirito con cognizione di causa anche sulla base di nozioni giuridiche elementari e dati incontrovertibili. Nozioni e dati che mettono in evidenza la sostenibilità economica di una eventuale trasformazione in Comune dell’attuale “quinto Municipio” barese. Infatti, scrive Colonna nell’aperura della sua lettera pubblica: “Iniziamo con un elenco dei Comuni che costituiscono la cosiddetta Città metropolitana di Bari”, pubblicando l’elenco (qui riportato) degli odierni 41 Comuni della Città metropolitana barese in ordine di grandezza per numero di abitanti.    “Già questo elenco – avverte il prof. Colonna – comporta una prima constatazione: se i successivi Comuni, dopo l’ottava posizione, sono in grado di gestirsi economicamente, a maggior ragione non si vede alcun motivo che impedisca al nostro eventuale Comune di Palese e Santo Spirito (ndr – che sarebbe nono per numero di abitanti) di gestirsi nello stesso modo”. Infatti, rileva ancora l’ex docente universitario, “notevole è il confronto con paesi a noi vicini, che pur con un numero di abitanti inferiore a quello del nostro V Municipio prosperano e nel tempo hanno compiuto notevoli cambiamenti da noi invidiati”, facendo riferimento a realtà con caratteristiche analoghe a quelle delle due ex frazioni a nord di Bari, quali Giovinazzo, con 20.273 abitanti da un lato e Mola di Bari, con i suoi 25.311 abitanti dall’altro. “Per non parlare poi – ha proseguito il prof. Colonna – di “Polignano a mare” con appena 17.925 abitanti ed una esplosione turistica incredibile” ed obiettare: “Soffermandosi su certe affermazioni nei commenti (al post dell’on. Bellomo) questi paesi non avrebbero potuto sopravvivere per la mancanza di fondi, al contrario sono la evidente dimostrazione di una oculata gestione amministrativa”. Ma ancora più interessante è la richiamata tabella (anch’essa qui di seguito riportata) che mostra la posizione in classifica dei 41 odierni Comuni dell’Area metropolitana a riguardi della addizionale Irpef comunale.  Infatti, ricorda il prof. Colonna ai lettori vogliosi di cognizioni ed informazioni, “l’addizionale comunale all’Irpef è un’imposta dovuta dai soggetti tenuti al versamento dell’Irpef allo Stato. Essa si applica, di conseguenza, al reddito complessivo determinato ai fini dell’Irpef nazionale”. Pertanto, – ha commentato l’ex docente di Geologia fervente autonomista di Santo Spirito – l’addizionale è un di più dovuto al Comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale e come si vede (ndr -dalla tabella ministeriale anche qui pubblicata) la posizione dell’eventuale Comune autonomo di Palese e Santo Spirito non coincide con la precedente tabella, poiché il possibile nuovo Comune di Palese e Santo Spirito occuperebbe addirittura il sesto posto nella classifica degli odierni 41 Comuni dell’Area metropolitana barese, perché i redditi complessivi assoggettati ad Irpef dei contribuenti residenti nelle due ex frazioni a nord di Bari sono sicuramente superiori a quelli dei residenti delle altre 35 realtà comunali che seguono nella suddetta classifica, oltre che la cifra corrisposta al Comune di Bari dagli oltre 18.700 contribuenti palesini e santospiritesi per l’addizionale Irpef è determinata  dall’aliquota massima applicata attualmente dal Comune di Bari ai suoi residenti. Un’analoga considerazione vale per la Tari (Tassa rifiuti). Anche l’obiezione che la perdita di oltre 33.000 abitanti – ha chiarito, inoltre, Colonna – impedirebbe al capoluogo di continuare a mantenere lo status di “Città metropolitana” non corrisponde al vero. “Un’altra bufala ricorrente – ha ricordato ancora Colonna – è quella dell’Aeroporto che in caso di Autonomia comunale di Palese e Santo Spirito passerebbe a Bari, perché detta struttura aeroportuale è regionale e non comunale, resterebbe comunque con la denominazione “Bari-Palese” nel territorio del nuovo Comune. Un caso analogo, per esempio, è quello – ha ricordato ulteriormente Colonna – dell’aeroporto di Roma-Fiumicino, situato nel comune di Fiumicino che diventò tale nel 1994, quando venne scorporato dal Comune di Roma e  Aeroporti ancora, come Cagliari Elmas, Bergamo Oria al Serio, Torino Caselle, Verona Villafranca ed altri ancora, per i quali Elmas, Oria al Serio, Caselle e Villafranca sono Comuni distinti da quello più grande che è la città capoluogo di cui l’aeroporto porta il nome principale della località. In fine, ha rilevato il prof. Colonna, “La nascita di nuovi Comuni in Puglia per scorporo non è una novità: nel 1954 Torricella da Lizzano, nel 1955 Mattinata da Monte Sant’Angelo, nel 1957 Carapelle da Ortanova, Castro da Diso, Porto Cesareo da Nardò, San Canziano da Nociglia, nel 1967 Poggiorsini (1254 abitanti) da Gravina, nel 1975 Ordona da Ortanova, Zapponeta da Manfredonia, nel 1993 Statte (12540 abitanti), a seguito del referendum del 1992, da Taranto”. Per poi, esclamare, “Non altrettanto è successo nel 2010 per la richiesta di scorporo da Bari della allora “Prima Circoscrizione”, costituita da Palese e Santo Spirito (all’epoca 32.000 abitanti), che pur con un referendum con circa l’80% di “Sì” ed il parere positivo (all’unanimità) della 7ma Commissione “Affari istituzionali” della Regione Puglia, in una rocambolesca e vergognosa seduta del Consiglio regionale fu approvato il Comune di Palese e Santo Spirito, ma senza territorio!” E terminare: “Assistendo così in diretta al secondo scippo (democratico!) dopo quello fascista”. Infatti, a distanza di un quindicennio da quello “scippo” molto poco democratico per tali realtà cittadine, la vicenda della rivendicazione di Autonomia comunale a Palese e Santo Spirito è tutt’altro che dimenticata e, sicuramente, neppure affossata.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 14 Novembre 2025

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