Cronaca

Efficienza e trasparenze per una gestione migliore e più giusta della nostra città

Dopo il risultato di ogni tornata elettorale è quasi sempre necessario procedere con delle messe a punto politiche sulla situazione al Comune di Bari, oltre che per sostituire qualche amministratore che è passato di livello, come nel caso dell’assessora al Welfare, Elisabetta Vaccarella (Pd), soprattutto per fare una verifica sull’attività svolta e sugli obbiettivi raggiunti dall’amministrazione in carica e sul percorso ancora compiere, con le conseguenti decisioni da affrontare, per guardare al futuro con il proposito di dare il meglio alla nostra collettività e nel contempo di poter vivere in una realtà migliore e più giusta.

In questo senso appaiono degne di massima attenzione le riflessioni e le proposte che ultimamente il sindaco di Bari, Vito Leccese, e la sua vice nonché assessore alla “Rigenerazione urbana”, Giovanna Iacovone, hanno espresso attraverso i media in momenti distinti. Il Primo cittadino alla fine del 2025 ha colto l’occasione per ricordare nuovamente alcuni importanti problemi da affrontare nell’immediato futuro, per una città che deve coniugare la crescita economica e sociale con azioni politiche rivolte a dare un giusto equilibrio di sviluppo diffuso su tutto il suo territorio cittadino. Ossia lungo tutta la sua estensione territoriale da Torre a Mare a Santo Spirito, senza dimenticare gli altri grandi agglomerati urbani quali le ex frazioni di Carbonara, Ceglie e Loseto, compreso quello più recente del quartier “San Paolo”. Il sindaco Leccese, infatti, ha confessato con grande onestà intellettuale che “il tessuto urbano e sociale (di Bari) ha subito fratture profonde consolidate nel tempo”, affermando anche che spera, nel corso del proprio mandato di “vedere risultati significativi” da raggiungere, per eliminare o, quantomeno, ridurre significativamente tali fratture. Tali affermazioni confermano la presenza nella nostra comunità di periferie urbane prive di molti servizi e spesso abbandonate ed in situazioni di degrado, con inevitabili risvolti sociali preoccupanti nel settore della sicurezza pubblica e talvolta con crisi abitative da risolvere. Insomma, una città che, con un incontrollato sviluppo edilizio, non vede soddisfatti in maniera equa i bisogni dei diversi popolosi quartieri che la compongono, con interventi non adeguatamente programmati e che talvolta danno l’impressione di una forma di “strabismo”. Infatti, l’assessora Iacovone (sul “Corriere del Mezzogiorno” del 7 gennaio scorso) bene ha fatto a ricordare che la collettività locale non deve essere a margini nei processi decisionali. Appare fondamentale per una nuova via nell’amministrazione della città riconoscere anche le questioni che in passato sono state affrontate con approssimazione ed errori palesi. E su questo ultimo punto è sufficiente ricordare: – la perdita del finanziamento per lo spostamento della tratta dei binari di Rfi (prossima a divenire ad “alta capacità” di scorrimento!) dall’interno dell’abitato di Palese e Santo Spirito; – la gara annullata in autotutela per la realizzazione della stazione di rifornimento per la nuova metropolitana di superfice (Brt) ,per la quale vi è stato un intervento del Tar-Puglia; – la perdita del finanziamento Pnrr al “progetto Pinqua” nel quartiere “San Pio” a Santo Spirito, fortunatamente recuperato in extremis dopo che era stato comunicato il suo definanziamento dal ministero, per il ritardo accumulano nell’iter procedurale. Pertanto, è necessario spiegare alla città le ragioni che hanno portato il predecessore del sindaco Leccese a tenere il Pug, approntato e pagato agli estensori nel 2014, però finora mai portato all’attenzione del Consiglio comunale e, quindi, rimasto inutilizzato. Ciò ha determinato un fortissimo e “confuso” sviluppo edilizio della città, avvalendosi di provvedimenti regionali straordinari e sui quali sarebbe forse opportuno chiedersi quali sono state le conseguenze. In questa fase di transizione, tra il vecchio Prg (Piano regolatore generale) di Ludovico Quaroni e la mancata introduzione del Pug commissionato nel 2011, è stato consentito realizzare un milione e seicento mila metri cubi di nuove costruzioni fuori da qualsiasi pianificazione urbanistica. Quindi, per il futuro è auspicabile poter contare a Bari su un’amministrazione comunale più efficiente ed attenta. Un’amministrazione che abbia il coraggio di affrontare questioni come il falso, inutile e costoso decentramento comunale, ben evidenziato dalle numerose ed inutili riunioni giornaliere delle Commissioni dei 5 Municipi baresi di decentramento e per le quali sarebbe forse bene verificare la legittimità, oltre che l’utilità, poiché la nostra città ha una vita associativa intensa ed immune da una semplice visione impiegatizia della politica locale. Inoltre, la nuova amministrazione Leccese dovrebbe forse fare in modo che tutte le attività comunali siano controllate, non solo nel merito per la loro efficienza, ma anche attraverso l’individuazione delle responsabilità soggettive per ogni atto messo in essere dalla macchina burocratica comunale. Controlli ed addebiti che, se esercitati in passato, ci avrebbero anche evitato l’amarezza di vedere la nostra città, lo scorso anno, sotto l’incubo di un eventuale scioglimento del Comune per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. Un ripensamento sulle azioni di crescita della nostra città realizzate nel recente passato, per un buon lavoro da realizzare nell’immediato futuro deve necessariamente riconoscere le “cose” da affrontare, prendendo atto degli errori, delle mancanze e delle inadempienze precedenti, con la speranza e l’augurio che i prossimi anni siano più proficui per tutta la collettività barese.

Pasquale Diglio, già assessore a Bari ed ex parlamentare e sottosegret


Pubblicato il 3 Febbraio 2026

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