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Elezioni regionali, una consultazione senza pahtos

L’appuntamento elettorale del 31 maggio prossimo, per l’elezione del nuovo governatore pugliese ed il rinnovo del consiglio regionale, molto probabilmente sarà una consultazione senza pahtos,  visto che il nome del prossimo presidente regionale è dato per scontato da tutti i sondaggi finora diffusi, che concordano sulla vittoria del candidato presidente di centrosinistra, Michel Emiliano. Il patema d’animo, invece, interesserà sicuramente la corsa per la conquista della “piazza d’onore” riservata al secondo classificato tra i restanti sei aspiranti alla poltrona di governatore, poiché soltanto chi di essi riuscirà a conseguire tale risultato otterrà il posto da consigliere nell’Aula di via Capruzzi. I restanti cinque rimarranno fuori anche se le rispettive liste ad essi collegate dovessero superare la soglia di sbarramento, perché i nomi degli eletti saranno presi dalle liste in base alla ripartizione dei seggi spettanti alle forze di opposizione ed al quorum dei voti ottenuti da ciascuna lista. Con un analogo meccanismo saranno individuati gli eletti delle liste collegate al candidato presidente vincitore delle elezioni, fermo restando la soglia da superare del 4% per essere ammessi alla ripartizione dei seggi. Nel valzer degli ultimi sondaggi riguardanti la Puglia, oltre al dato concorde riguardante il vincitore, c’è anche un secondo dato largamente condiviso dai sondaggi ed è quello riguardante il numero degli indecisi e di coloro che dichiarano che non andranno a votare, che raggiunge quasi sempre il 50% della platea interpellata. Dato, questo, che spiega pure l’alta percentuale di fluttuazione nelle intenzioni di voto. Ma vediamo nei dettagli il più recente dei valzer nei sondaggi per le prossime regionali pugliesi. Secondo il sondaggio di Ipsos quasi il 50% degli intervistati ha dichiarato o di non voler andare a votare o di essere incerto sulla scelta. L’altra metà degli intervistati si è invece pronunciata a favore di Emiliano in un ranch tra il 47 ed il 50%, per Adriana Poli Bortone tra il 20 ed il 23%, per Antonella Laricchia del M5S tra il 13 ed il 16%, per Francesco Schittulli tra l’11 ed il 14%, mentre gli altri tra candidati (Riccardo Rossi, Michele Rizzi e Gregorio Mariggiò) raccoglierebbero complessivamente tra il 3 ed il 5% dei voti. Anche secondo Ipr Marketing la percentuale degli incerti e dei non intenzionati a votare si aggira intorno al 50%, ma al secondo posto si piazza la candidata del M5S con il 20% e la Poli Bortone terza con il 17%, ma comunque avanti a Schittulli dato come quarto con il 14% e gli altri tre, come nel sondaggio Ipsos, riportano in tutto il 3%. Anche secondo Tecnè Laricchia è seconda con il 22,5% e Poli Bortone è ancora terza a pari merito con Schittulli, poiché entrambi vengono dati al 15,5% e gli altri tre candidati al 2% complessivamente. Gli incerti e i non votanti anche secondo Tecné sono quasi pari alla metà degli intervistati. Unica eccezione tra i quattro istituti di sondaggio a rilevare gli incerti, privo dell’accorpamento con i non votanti, è l’istituto Swg che da un dato del 27% per gli incerti, una forbice tra il 20 ed il 24 % a Poli Bortone, che risulta seconda avanti a Schittulli, dato tra il 15 ed il 19%, mentre quarta risulta Laricchia con una rilevazione tra l’11 ed il 15%. I restanti tre candidati presidenti anche per Swg raggiungerebbero, complessivamente, al massimo il 3%. Stando così le cose, se i dati dei recenti sondaggi saranno confermati dalle urne, la vera partita si giocherebbe sia per la conquista del secondo posto nella classifica dei candidati presidente sia, soprattutto, sul numero di consiglieri regionali da fare eleggere da ciascuna forza politica. E questo secondo obiettivo sia tra le liste della coalizione vincente che tra quelle dei candidati governare perdenti. Però, il dato più eclatante di questi quattro diversi sondaggi è sicuramente quello che, se fosse confermato dal voto del 31 maggio prossimo, a partecipare al voto sarebbe solo la metà degli aventi diritti, ma a decidere il nome del prossimo governatore pugliese sarebbe appena il 25% di essi. Vale a dire circa un quarto dei pugliesi o forse ancora meno, considerato che dal computo saranno escluse le schede bianche e nulle. E se così sarà, dal probabile vincitore sarebbe sicuramente interessante conoscere che cosa pensa di una vittoria tanto poco rappresentativa sul piano politico? Soprattutto se a vincere sarà Emiliano, come appare dai recenti menzionati sondaggi. Quello stesso Emiliano che da sindaco di Bari nel 2010 sabotò l’Autonomia comunale delle ex frazioni di Bari che al referendum del 19 aprile del 2009 avevano votato favorevolmente al distacco. In special modo a Palese e Santo Spirito, dove circa l’80% dei votanti (pari al 22% degli aventi diritto) aveva detto “sì” all’Autonomia comunale. Infatti, se Emiliano dovessi vincere per essere stato scelto soltanto da un pugliese su quattro, alla luce di come giustificò il suo diniego di Autonomia per Palese e Santo Spirito, non sarebbe per lui di certo un buon inizio da successore di Nichi Vendola. E su questo non potrebbe che condividere, visto il suo comportamento sulle legittime rivendicazioni autonomistiche delle ex frazioni. Ma è probabile che ora Emiliano cambi versione, asserendo che una vittoria conseguita con un quarto degli aventi diritto al voto è un grande successo comune. E come non dargli torto, se in democrazia vale sempre il principio che a decidere sono quelli che partecipano al voto? Amen.             

 

 

Giuseppe Palella

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