Cronaca

Emergenza carceri: un altro rappresentante del governo di passaggio a Bari

L'incontro coi rappresentanti degli agenti penitenziari e il viceministro Delmastro rassicura tutti

La catena infinita di violenze soprusi nelle carceri pugliesi non risparmia gli addetti ai lavori, rappresentanti sindacali in primis che, col sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, ieri l’altro ha annotato la presenza del sottosegretario alla giustizia Delmastro nel carcere di Bari. E il <<bollettino  di guerra>> degli ultimi sei giorni  parla d’una quindicina di agenti (negli istituti di pena a Foggia, Trani, Taranto) finiti sotto le cure dei sanitari: l’ultimo e più grave evento è accaduto a Taranto, quando un detenuto di circa trent’anni non volendo più  stare nel penitenziario del capoluogo  Jonico, ha prima  infranto dei vetri ai cancelli che delimitano la sezione detentiva, quindi penetrato nella camera di controllo delle telecamere, finendo per aggredire pure l’agente in servizio, procurando una lussazione alla spalla, guaribile in un mese. Alla fine anche un’altra mezza dozzina di poliziotti penitenziari sono stati curati presso  pronto soccorso, tanto che il segretario del Sappe ha chiesto al sottosegretario  un <<intervento deciso>> del governo e del dipartimento, per porre fine a queste aggressioni. Fatti gravissimi che stanno decimando,  in tutta la penisola,  il già scarso organico della polizia penitenziaria, mettendo a rischio la sicurezza dei penitenziari; le recentissime evasioni  di Livorno, Milano e quella tentata qualche giorno fa a Bari non possono che confermare una situazione generale intollerabile nelle carceri italiane e non solo dal punto di vista dell’integrità fisica di chi ci lavora. In Puglia negli ultimi anni sono stati ridotti gli organici di oltre seicento agenti, mentre  la popolazione detenuta è aumentata di oltre mille unità: numeri che danno all’intera regione la <<maglia  nera>>, con 4500 detenuti per 2600 posti. Ecco, dunque, che il sindacato autonomo ha presentato anche un’altra proposta in tre punti per arginare il fenomeno e riportare le carceri sotto il controllo dello Stato: dall’arresto in flagranza di reato (dell’art. 366 c.p.) contro chiunque usa violenza o minaccia un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio, ma anche applicazione  dell’articolo 14 bis sul regime di sorveglianza particolare per un periodo non superiore a sei mesi per coloro che coi loro comportamenti compromettono la sicurezza negli istituti. Ma s’è parlato anche delle criticità del carcere di Bari, ormai allo stremo per la presenza di centinaia di detenuti con gravi patologie che costringono giornalmente all’accompagnamento in ospedale, nonostante nel centro clinico ci siano una settantina di sanitari e para-sanitari. Nel corso dell’incontro coi sindacati il  sottosegretario alla Giustizia ha preso atto della <<grave situazione>> sia organica che di sovraffollamento di Bari e delle altre carceri pugliesi, rassicurando sul suo interessamento. Un altro rappresentante del governo di passaggio negli istituti di pena della Puglia, che lascerà certamente poche – per non dire alcuna traccia – al fine di almeno mitigare un’emergenza senza fine…

Francesco De Martino


Pubblicato il 26 Giugno 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio