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Emiliano anziché della Puglia si preoccupa dell’Italia

Il governatore pugliese, Michele Emiliano, più che della Puglia si preoccupa dell’Italia. Infatti, il presidente della Regione, parlando con i giornalisti s a margine dell’inaugurazione della mostra degli scatti del World press photo, ha detto: “Un governo serve, è importante, bisogna fare in fretta. Quindi mi auguro che la direzione del Partito democratico” del 3 maggio “dia finalmente questa bella notizia all’Italia e soprattutto a tutti coloro che ci hanno sempre creduto, tra i quali ci sono stato anche io”. In effetti, su una possibile intesa programmatica tra il Movimento Cinquestelle e il Pd, il governatore pugliese e leader di Fronte democratico ci ha  “sempre creduto” ed ha dichiarato di crederci ancora. Ed a conferma di ciò Emiliano ha ricordato di aver parlato tanto di questa ipotesi, affermando: addirittura ne parlai nel 2013 quando proposi a Bersani un governo a dieci stelle, dieci ministri”. “Allora – ha sottolineato il governatore – eravamo noi il partito di maggioranza relativa e sarebbe stato più facile. E allora obiettivamente l’impatto Bersani-M5s non fu positivo. E noi rimanemmo male, io rimasi molto deluso. E ovviamente ho dovuto patire molto, visto che ero uno dei principali sostenitori di quella ipotesi”. “Poi – ha proseguito Emiliano – sono una testa dura, e quando sono diventato presidente (ndr – della Regione) nel 2015 ci ho riprovato: eravamo noi del Pd, e del centrosinistra, chiaramente la maggioranza assoluta del Consiglio regionale e ciononostante – ha chiarito il governatore – io feci tre decreti di nomina assessorili (ndr – per tre esponenti femminili del M5s in consiglio regionale,), anche per rispettare lo statuto e la parità di genere femminile”. “E mandai – ha precisato inoltre Emiliano – alla notifica questi tre decreti”, ricordando che “qualcuno parlò, a proposito di queste mie nomine, di una violenza psicologica”.  “E Grillo – ha concluso – fu molto simpatico nel definirmi un satanasso tentatore”. Ed è per questo che ora Emiliano spera nella possibilità che si formi un governo con una intesa M5s-Pd. Tanto da dichiarare anche di augurarsi “che questa complessa trattativa sul programma di governo si svolga rapidamente e con buon senso”. “E’ evidente – ha rilevato in fine il governatore pugliese – che le forze politiche del Pd e del M5s hanno dei profili di diversità, ci mancherebbe”. “Però – ha sottolineato Emiliano – quando bisogna fare un governo bisogna stabilire quali sono i punti di unificazione”. Dunque, in Puglia, da mesi la compagine del governo regionale risulta incompleta, a causa innanzi tutto della mancata nomina di un assessore alla Sanità, poiché le deleghe al ramo sono rimaste nelle mani del governatore per una sua precisa scelta politica, ed ultimamente per le dimissioni di ben tre assessori di peso del Pd, Gianni Giannini, Filippo Caracciolo e Michele Mazzarano, incappati in vicende giudiziarie i primi due ed in un’inchiesta giornalistica il terzo. Però il governatore, in teoria, pur avendo alle spalle una ampia maggioranza politica, non riesce a completare l’esecutivo con la scelta dei nomi da portare in giunta in sostituzione dei dimissionari e si preoccupa, invece, di occupare la scena politica nazionale, interessandosi alle “beghe” in corso al Largo romano del Nazareno, per la composizione del governo nazionale. Emiliano, forse si illude di avere, seppur da posizioni minoritarie, un ruolo di peso negli orientamenti politici del suo partito. Ma a ben vedere l’attuale situazione all’interno del Pd nazionale la sua “performance” risulta rumorosa, con il risultato però di essere invece quasi del tutto irrilevante, perché la componente di “Fronte democratico”, di cui è leader Emiliano, nei gruppi parlamentari di Camera e Senato del Pd, oltre che negli organi dirigenziali del partito, risulta alquanto scarna nei numeri. Quindi, Emiliano meglio forse farebbe ad occuparsi ed a preoccuparsi più della regione in cui si è candidato ed è stato votato per il governo locale, piuttosto che preoccuparsi della Nazione e delle scelte del suo partito per la composizione del futuro governo del Paese. A meno che Emiliano non speri la “mission impossible” tra M5s e Pd abbia esito positivo, in modo che poi, anche in Puglia, il suo “disastrato” governo regionale trovi un’ancora di salvezza nei pentastellati.

 

Giuseppe Palella

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