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Emiliano “ascolta” anche i partiti non eletti in consiglio…

Il secondo giorno di lavoro da presidente della Regione Puglia di Michele Emiliano (Pd) è stato “avvelenato” dalle polemiche per la nomina ad addetto stampa personale di Elena Laterza, nota per essere anche la sua ‘compagna’ di vita, oltre che di partito. Ma a parte tali polemiche, il secondo giorno di attività del neo governatore è proseguito con le audizioni delle delegazioni delle forze politiche di maggioranza che hanno ottenuto rappresentanti nell’Aula di via Capruzzi, nella tornata elettorale di fine maggio. Tra tutte le forze politiche ascoltate da Emiliano tra lunedì e martedì c’è stata però una inspiegabile eccezione per il partito di centrodestra ‘Fratelli d’Italia’ che in campagna elettorale sosteneva la candidatura di Francesco Schittulli alla presidenza e, pur non avendo conseguito alcun seggio in consiglio regionale, è stato comunque invitato agli incontri consultivi organizzati dal neo governatore di centrosinistra. Forse Fdi, che non ha raggiunto la soglia di sbarramento del 4%, ha ottenuto una percentuale ragguardevole di consensi, per cui Emiliano ha ritenuto di ascoltare anche il parere di detta forza politica. Però, non si capisce come mai non siano stati ascoltati i rappresentanti di un’altra forza politica del centrodestra, ‘Noi con Salvini’, che  ugualmente era presente sulla scheda elettorale regionale, ottenendo un risultato quasi analogo a quello di Fdi. Una disparità di trattamento che nessuno si è preoccupato di chiarire, né di dare una benché minima giustificazione, quasi che l’elettorato pugliese di Matteo Salvini (Lega Nord) non meriti la stessa considerazione di quello pugliese di Giorgia Meloni (Fdi). A parte tale rilievo la giornata campale di Emiliano nel Palazzo barese del Lungomare Nazario Sauro, tra mattina e pomeriggio, ha visto sfilare le delegazioni delle liste della coalizione di centrosinistra che hanno ottenuto eletti in consiglio regionale, vale a dire: ‘Noi a sinistra per la Puglia’(4) , ‘Popolari per Emiliano’ (3), Pd ( 13), ‘Emiliano sindaco di Puglia’ (6), ‘Emiliano per la Puglia’ (3), oltre – come detto – all’inspiegabile eccezione di Fdi, rappresentato da Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre. Secondo quanto riferito dal neo governatore pugliese al termine di ogni incontro con nessuna delegazione di maggioranza si è parlato di nomi da portare in giunta, ma solo di problematiche e di emergenze per le quali occorre intervenire subito, come la Xylella, l’Ilva e lo sversamento in mare  del ciclo di depurazione delle acque. In realtà, come ha dichiarato anche lo stesso Emiliano, alcune questioni politiche significati per la formazione dell’esecutivo sono state sollevate e riguarderebbero sia il numero degli assessori che, come è noto, il neo governatore inizialmente vorrebbe che fosse di soli sette nomi, sia di rappresentanza per la vice presidenza. Infatti, a porre la questione politica del ‘Vice’ di Emiliano è stata sia la delegazione vendoliana di “Noi a sinistra”, guidata dal senatore salentino di Sel, Dario Stefano, a suo tempo rivale di Emiliano alle primarie, sia quella dei centristi dell’Udc, Centro democratico e Realtà Italia, uniti nella lista unica denominata “Popolari”. Stefano, infatti, avrebbe rappresentato al governatore la necessità di connaturare la natura politica dell’ amministrazione di centrosinistra in modo classico ed ulivista. E, quindi, senza alcun sbilanciamento al centro. Come dire di non caratterizzare il governo regionale con un vice-Presidente espressione di una forza politica di centro, come i “Popolari” dell’Udc. In altri termini, una sorta di dissuasione dei vendoliani a nominare ‘Vice’ uno dei 3 consiglieri dell’Udc ed in particolare quello più accreditato per l’ingresso in giunta, il salentino Salvato Negro. Di contro,  anche la delegazione centrista avrebbe sollevato ad Emiliano una questione politica uguale e contraria. Ossia un ‘Vice’ che non sbilanci troppo a sinistra la connotazione del nuovo esecutivo regionale. E l’evidente allusione da parte dei centristi ad un’auspicabile esclusione per la vice presidenza è all’unica forza politica della maggioranza che si connota anche nel nome come marcatamente ‘di sinistra’ che è quella di Vendola e Stefano. Insomma, una sorta di evidente veto incrociato tra vendoliani e centristi per la connotazione politica del ‘numero due’ della giunta. Tra i temi politici generali, quelli affrontati durante l’incontro con la delegazione del Pd, di cui Emiliano è tutt’ora anche segretario regionale, sono stati forse i più rilevanti, sia perché provenienti dal partito di maggioranza relativa, sia per le implicazioni che tali questioni posso avere negli equilibri all’interno stesso del Pd e della coalizione di maggioranza. Il partito di Emiliano – secondo quanto riferito dallo stesso governatore – ha lasciato ampia discrezionalità al neo presidente della Regione di stabilire numero e nomi per la composizione della giunta, con la sola raccomandazione “di tener presente che un restringimento eccessivo (ndr – dell’esecutivo) potrebbe esacerbare il ruolo della burocrazia”. Ma la ‘raccomandazione’ più importante, proveniente probabilmente da Roma al Pd pugliese, è stata quella di mantenere “un rapporto dialettico ed al tempo stesso collaborativo con il governo nazionale”. “Condivido questo orientamento – ha commentato Emiliano a margine dell’incontro con i rappresentanti del suo partito – che farà della Puglia uno dei principali punti di riferimento del governo”. Ed ha poi rilevato: “Certo, restano due asimmetrie con governo nazionale, visto che in Puglia abbiamo ‘Noi a sinistra’ e ci manca invece Area popolare”. L’altra questione posta dal Pd al suo ‘segretario-governatore’ è di porre rimedio ai difetti statutari sulla questione di genere, condividendo con Emiliano la necessità di modifica dello Statuto. Inoltre, la delegazione del Pd ha chiesto che venga mantenuto “strettissimo il rapporto con i territori” ossia, in politichese, assicurare che tutte le sei province pugliesi abbiano assicurata una rappresentanza nella giunta. Cosa, questa, che al momento sembrerebbe piuttosto complicata da assicurare per Emiliano. Ma non è affatto detto che non ci provi.       

Giuseppe Palella


Pubblicato il 1 Luglio 2015

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