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Emiliano: “Da Renzi e Calenda solo tatticismi in Puglia per obiettivi nazionali”

 

Le vie della politica, come quelle del “Signore”, sono quasi sempre infinite. Ed in Puglia anche il governatore uscente, evidentemente, ritiene che la frattura apertasi nel centrosinistra sulla sua ricandidatura alle prossime regionali potrà prima o poi ricomporsi e la sua coalizione ricevere, se non proprio direttamente, almeno indirettamente, con la non presenza di un candidato presidente alternativo proposto da Italia Viva, Azione e Più Europa, il vantaggio necessario per vincere. Infatti Emiliano, intervenendo a margine della presentazione a Bari, nell’Aula del Consiglio regionale, del rapporto ‘State of Health in the Eu: Italy. Country Health Profile 2019’, a una domanda dei giornalisti sull’accordo tra Matteo Renzi, Carlo Calenda e Benedetto della Vedova, per presentare alle prossime regionali pugliesi un candidato alternativo a chi ha vinto le primarie della coalizioni del centrosinistra svoltesi domenica scorsa, ha risposto: “Credo – ha affermato Emiliano – che la partita sia nazionale, non locale”, perché “non sento pugliesi sintonizzati sulla strada di Renzi e Calenda”. “Anzi, ha proseguito il governatore uscente della Puglia – voglio ringraziare tutti coloro che pur essendo vicini a Renzi e Calenda sono più vicini alla Puglia. E voglio ringraziarli perché stanno dimostrando che questi anni di buon governo della Puglia non sono passati invano”.“C’è – ha poi spiegato il governatore – ancora l’uso di utilizzare singole vicende, tipo quella pugliese, per incidere sulla legge elettorale, su altre candidature. Addirittura mi dicono sui seggi suppletivi delle elezioni in Campania. Se è così, è compito della politica romana trovare una composizione”. Quindi, “è naturale – per Emiliano – che qualcuno usi le elezioni prossime per mettere sotto pressione il Pd. Sono cose che sono sempre accadute, non sono affatto preoccupato”.Mentre, con riferimento alla coalizione di forze politiche che la scorsa domenica ha celebrato le Primarie che lo hanno visto vincitore con oltre il 72% dei consensi, su Fabiano Amati (Pd), Elena Gentile (Pd) e Leo Palmisano (Sinistra), il governatore pugliese ha sostenuto: “C’é una pace sostanziale nella coalizione pugliese, che é stata determinata dalle primarie”, sottolineando che “le primarie hanno messo tutti tranquilli e stiamo lavorando tutti insieme, stiamo lavorando alle liste. Sabato mattina riuniremo la coalizione per iniziare le preparazioni di costruzione delle liste”. Pertanto, “va tutto bene” per Emiliano nel centrosinistra pugliese con la sua ricandidatura a governatore che – secondo lui – avrebbe suscitato solo fuori della Puglia, a livello nazionale, una spaccatura con Iv, Azione ed i boniniani di “Più Europa” solo per tatticismi finalizzati ad altri obiettivi. In merito, poi, alla accuse che sia Renzi che Calenda e Della Vedova gli hanno mosso per giustificare l’idea di presentare u candidato presidente a lui alternativo nel centrosinistra, Emiliano ha detto: “Essere accusato di essere la cerniera, il miglior punto di dialogo tra M5S, sinistra, Pd e società pugliese non è un’accusa, è la verità. Ho svolto questo ruolo e ne sono orgoglioso”. Riguardo alle vicende Ilva, Tap, Banca Popolare e Xylella, il governatore uscente ha inoltre sottolineata che queste “hanno trovato una soluzione programmatica”. E cioè che “non c’è più distanza tra noie il governo sostenuto, credo, anche da Renzi su tutte le vicende, Ilva, Tap, Banca Popolare, Xylella, Banca popolare”. Infatti, ha evidenziato Emiliano, “La Popolare di Bari è stata salvata, come chiedevamo; l’ex Ilva verrà decarbonizzata, come noi chiedevamo; sul Tap sono intervenuti i magistrati per dire che avevamo ragione nel dire che Melendugno non era certo il posto migliore dove farlo arrivare; sulla Xylella non abbiamo mai avuto divergenze con il ministro Martina, la strategia è assolutamente condivisa tra noi e il Governo (ndr – Conte 2)”. Quindi, è forse il caso di dire, a Renzi & C. che non vorrebbero più Emilano alla guida della Puglia per il prossimo quinquennio, “#Stianosereni” perché in questa regione comunque non vincerà alle prossime il centrodestra di Matteo Salvini e Gorgia Meloni, né tantomeno il M5S di Luigi di Di Maio e Grillo. Peccato, però, che Emiliano (che con tali sue affermazioni si è dichiarato anch’egli sereno!) non abbia spiegato come mai in questi ultimi giorni stia mandando in giro per i Palazzi romani, come la Madonna pellegrina, il suo “fedelissimo” Primo cittadino barese, Antonio Decaro, a tentare forse di convincere chi ritiene ancora che le Primarie pugliesi della scorsa domenica siano state una”farsa” non ben riuscita e che la vera partita è sicuramente tutta da giocare alle secondarie, dove un centrosinistra diviso sarebbe comunque fuorigioco, a prescindere da chi potrebbe essere il candidato alternativo ad Emiliano.

 

Giuseppe Palella

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