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Emiliano “disertore”: “Il Presidente fugge dinanzi alle commissioni”

Emiliano continua a fuggire dinanzi alla responsabilità di capo della giunta di una delle regioni più importanti e rappresentative dell’intero Mezzogiorno. Anche ieri, infatti, ha preferito ‘disertare’ la riunione di Commissione in via Gentile dove in molti, e non solo consiglieri della Minoranza, attendevano sue spiegazioni. “Il presidente  Emiliano era atteso in Commissione Sanità in qualità di assessore, mentre l’altro ieri era atteso in Commissione Agricoltura in qualità di assessore all’Agricoltura (ed anche là non s’è presentato) non per un’audizione qualsiasi, ma sul Piano di Sviluppo Rurale pugliese, voluta dall’ex assessore regionale all’Agricoltura, Leo Di Gioia. E quindi quale migliore occasione per Emiliano per rispondere alle accuse che gli sono state rivolte? E, invece, nulla: il presidente è scappato…dalle sue responsabilità e quindi voglio fare un appello ai colleghi consiglieri: non mettiamolo più in difficoltà”, attacca a testa bassa il consigliere Francesco Ventola (Fratelli d’Italia), senza fare sconti al presidente/assessore che invece l’altro giorno ha occupato un palco ambientalista, soddisfatto e sempre sorridente, distribuendo medaglie e medagliette. In questo periodo, insomma, se non si tratta di fare campagna acquisti dinanzi a platee piene zeppe di avvocati, architetti e altri professionisti vari ai quali lui stesso ha distribuito (…o distribuirà) incarichi e prebende, fugge. E allora? “Inutile chiedere audizioni – la considerazione piccata di Ventola – specie per materie come agricoltura e sanità, dove essendo unico responsabile dei disastri compiuti in Puglia (ed essendone consapevole) è evidente che Emiliano preferisca scappare da chi potrebbe fare domande scomode”. Conclusione del consigliere ed ex sindaco? “Lasciamolo ‘in pace’, portiamo pazienza per altri pochi mesi…poi le risposte ai pugliesi le darà il prossimo presidente e non lui!” Nell’attesa, però, parlando di finanziamenti persi e agricoltura oramai nel fondo del burrone, sarebbe bene che il Governatore adotti se è in tempo qualche provvedimento-tampone. Giusto per tamponare, appunto, un fallimento annunciato, quello sul Psr, con uffici e personale allo sbando, incapaci anche solo di ridefinire graduatorie (finite anche quelle sotto i riflettori della magistratura amministrativa) sulla base di istruttorie svolte in maniera errata. Andando a peggiorare -come ha ribadito più volte i rappresentanti di categoria – la situazione con la modifica dei criteri di accesso a bandi pubblicati nel 2016. “”La sordità politica ha avuto la meglio””, ha attaccato a testa bassa il responsabile di Coldiretti Muraglia, che non è certo un consigliere regionale di Opposizione. Ma Emiliano anche l’altro ieri ha preferito defilarsi, invece di rispondere in un luogo istituzionale alle accuse durissime rivoltegli in aula -come detto – anche dall’ex assessore all’Agricoltura, registrate e inviate in Procura. Anche per capire se esistono responsabilità sugli errori regionali di programmazione e gestione -sempre a proposito del Piano di Sviluppo Rurale Puglia – che hanno fatto perdere all’agricoltura pugliese oltre 140 milioni di euro, di cui 86 milioni di quota Feasr e la restante parte di cofinanziamento. Una perdita di competitività enorme a carico delle imprese regionali, è stato il commento della solita Coldiretti Puglia, sulla base di dati ufficiali resi noti direttamente dall’Agenzia (Agea) che controlla i dati su scala nazionale. E di certo, spiegare simili disfatte amministrative, economiche e politiche, diventa molto complicato, specie quando ci si trova in mezzo a sempiterne campagne elettorali…

Francesco De Martino

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