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Emiliano le “sperimenta” tutte: pronto ad allargare a destra la sua maggioranza

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), è pronto ad allargare a destra la sua maggioranza qualora in Consiglio non ci siano più i numeri per governare. A dichiarare senza mezzi termini detta operazione di “milazzismo” politico, secondo quanto riferisce in un apposito servizio apparso recentemente nelle pagine di cronaca politica del maggior al quotidiano pugliese, dovrebbe essere stato lo stesso Emiliano, che finora non ha fatto alcuna smentita su quanto riportato dal predetto servizio. Ma l’intendimento del governatore pugliese di “aprire” alle forze di opposizione di centrodestra le porte della sua coalizione non rappresenta di certo una novità per consigliere di maggioranza Cosimo Borraccino di Sinistra italiana, che con una nota ha ricordato di aver da tempo denunciato ciò che era evidente da mesi. Ossia l’intenzione di Emiliano di “governare la Regione con il consenso e il supporto del centrodestra, cooptando tra le sue fila, grazie a operazioni trasformistiche e trasversali, interi pezzi di ceto politico da sempre collocati a destra”. Infatti, secondo Borraccino, in questo senso andrebbero evidentemente lette “le nomine negli enti strumentali della Regione di Saverio Tammacco, Francesco Spina o Ninnì Borzillo, gli accordi politici con Francesco Schittulli o Simeone Di Cagno Abbrescia (in predicato di avere un incarico in Aqp, come dichiarato candidamente da sua moglie), sino ad arrivare alla nomina ad assessore regionale di Salvatore Ruggeri, dirigente nazionale di un partito, l’Udc, schierato nella coalizione di centrodestra alle imminenti elezioni politiche”. Però, questo è “inaccettabile” per Sinistra italiana che, – a dire sempre di Borraccino – “in mancanza di una secca e netta smentita da parte di Emiliano della accennata ricostruzione giornalistica, sarà costretta a prendere atto della formalizzazione pubblica del disegno politico del governatore che, vittima ormai di quella ‘bulimia da potere’ di cui ha parlato recentemente l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, decide di snaturare il progetto politico di centrosinistra che ha vinto le elezioni nel 2015 per trasformarlo in un accrocchio trasversale e trasformistico, tradendo in tal modo il volere degli elettori”, annunciando a tutto questo sia la propria dissociazione personale e di partito che contrarietà e mettendo soprattutto in risalto la bizzarria di Emiliano che, a livello nazionale, riesce a farsi passare come “ l’esponente del Partito Democratico che intende ricostruire un’alleanza di centrosinistra che vada dai moderati sino all’area più progressista e di sinistra, mentre a livello regionale si adopera per raccattare a destra i voti necessari per andare avanti, viste le critiche che gli vengono mosse dalla sua stessa maggioranza”. Critiche che – come è noto – riguardano soprattutto il settore della Sanità, dove Emiliano non ha mai nominato uno specifico assessore al ramo, avendo dal 2015 avocato a se la relativa delega. E su questo argomento Borraccino ritiene che Emiliano voglia addirittura “sfidare la sua stessa maggioranza, ignorando inopinatamente ogni richiesta di correzione del tiro e di maggior coinvolgimento nelle scelte e nelle decisioni da assumere”, tanto da aver  confermato – sempre secondo le indiscrezioni di stampa – di voler andare avanti ancora così, nonostante le critiche da parte della sua maggioranza ed, in particolare, del suo stesso partito, il Pd,  mantenendo per se, quindi, la delega  alla Sanità. A ritenere invece offensiva, oltre che oltraggiosa, l’apertura a destra di Emiliano è il gruppo regionale di Dit-Noi con l’Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini), che con una nota ha rispedito al mittente la proposta, facendo sapere che per quanto li riguarda le proprie porte sono “sbarrate”. Anzi, l’invito dei consiglieri regionali “fittiani” a tutti gli altri colleghi di minoranza è quello di rispedire anche loro ad Emiliano l’apertura fatta, mentre  ai colleghi di maggioranza hanno fatto sapere che “qualora abbiano intenzione di sfiduciare il loro presidente possono, tranquillamente, contare sul sostegno” del loro gruppo, perché – a loro dire – “mandare a casa questo governo è davvero l’unico vero favore” che l’Assemblea regionale può fare ai pugliesi. Ma quanti dei 50 consiglieri di cui si compone, tra maggioranza ed opposizione, l’Assemblea regionale pugliese sono realmente disposti ad “andare a casa”, per tornare al voto con due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del proprio mandato? A parole sicuramente in molti, con i fatti forse nessuno. Ed Emiliano che sicuramente sa di tale realtà, sa pure che l’unico a poterli effettivamente “mandare a casa” in anticipo è lui. E, quindi, non molla nei suoi intendimenti e va comunque avanti tranquillo, perché sicuro che nessuno di coloro che lo incalzano con le critiche e prese di posizione, sia in maggioranza che dall’opposizione, è verosimilmente disposto ad andare fino in fondo, disarcionandolo.

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 6 Gennaio 2018

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