Le linee Asl/Bari funzionano male…le visite a pagamento strabenissimo
23 Settembre 2020
Coppa Italia, buona la prima per il Bari che sbaraglia il Trastevere
24 Settembre 2020

Emiliano questa volta è stato di parola, Lopalco prossimo assessore alla Sanità

Il riconfermato governatore della Puglia, Michele Emiliano, questa volta è stato davvero di parola L’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese costituita dalla Regione per affrontare l’emergenza Coronavirus, non solo entrerà nel Consiglio regionale spinto da quasi 15mila voti di preferenza, ottenuti domenica e lunedì scorso nelle urne di Bari e provincia, ma il neo confermato governatore Michele Emiliano, gli affiderà la delega alla Sanità, come preannunciato in campagna elettorale. Lopalco è risultato primo nella lista civica “Con” nella circoscrizione di Bari, dove il noto epidemiologo è stato sicuramente anche tra i più “gettonati” in termini di voti di preferenza, se si considera in rapporto ai voti complessivi conseguita in tale provincia dalla lista in cui era candidato. Il primato dei  votati di preferenza in termini relativi nella Circoscrizione di Bari va a Francesco Paolicelli, avvocato classe ’84 ed originario di Altamura, che con le sue oltre 23mila preferenze è risultato non solo il primo degli eletti nel Pd nel barese, ma anche il più votato in Puglia, tra tutti gli altri eletti  del partito di Nicola Zingaretti. Paolicelli, che ora farà parte della prossima Assemblea legislativa pugliese, è vice capo Gabinetto del sindaco di Bari, Antonio Decaro, ed a quest’ultimo è legato politicamente sin da quando nel 2010 l’allora assessore alla Mobilità del sindaco di Bari dell’epoca, Emiliano, fece il salto in Consiglio regionale diventando anche capogruppo del Pd. Anita Maurodinoia, con i suoi quasi 20mila voti di preferenza è la seconda degli eletti nel Pd nella circoscrizione di Bari, dove è stata anche eletta al terzo posto un’altra donna, Lucia Parchitelli, di origine nociana ed ex assessore al Comune di Mola, molto vicina al segretario del Pd pugliese, Marco Lacarra, che è stato anche il suo sponsor politico nella recente scalata al Consiglio regionale. Al quarto posto, tra gli eletti del Pd in Terra di Bari, figura invece il giovane Domenico De Santis, consigliere politico del presidente Emiliano alla Regione nei cinque anni appena conclusi.  Sorprese in negativo, invece, riguardano nel Pd barese sia il presidente del Consiglio regionale uscente, Mario Loizzo, politico di lungo corso presente ininterrottamente dal 2000 nell’Assemblea pugliese, che però nella tornata elettorale di domenica e lunedì si è piazzato al quinto posto con circa 10mila voti di preferenza, risultando così il primo dei non eletti del partito nella circoscrizione di Bari, sia l’assessore uscente ai Trasporti, Giovanni Giannini, che con i suoi 3850 voti risulta addirittura terzo dei non eletti e quindi settimo nella classifica barese del Pd. Nella circoscrizione di Lecce, nelle fila del Pd exploit di Donato Metallo, ex sindaco di Racale, che è primo davanti all’assessore uscente al Turismo, Loredana Capone, mentre il terzo degli eletti del Pd in tale provincia è stato l’uscente Sergio Blasi. Tra gli esclusi eccellenti del partito di Zingaretti in Puglia figura anche Elena Gentile, in passato già consigliere regionale ed assessore alla Sanità della giunta Vendola, oltre che europarlamentare del Pd pugliese tra il 2014 ed il 2019 e prima dei non eletti a Bruxelles lo scorso anno nella circoscrizione meridionale. Infatti, Gentile in questa tornata appena conclusasi non è stata eletta consigliere regionale né in Terra di Bari, né in quella di Lecce, dove figurava candidata in entrambe le circoscrizioni. Il miglio risultato in assoluto nel Pd pugliese, a riguardo di rapporto tra voti di preferenza conseguiti e voti ottenuti dalla lista nella circoscrizione elettorale, è stato riportato dall’assessore uscente al Bilancio, Raffaele Piemontese, che in provincia di Foggia ha ottenuto circa 21.300 voti di preferenza. Ivan Scalfarotto, candidato governatore di Italia Viva e Azione in Puglia, parlando della sua cocente sconfitta alle regionali (un consenso di appena 1,6%  che, anche se fosse stato aggiunto interamente al vincitore in caso di una sua non presenza nella competizione, sarebbe stato del tutto irrilevante ai fini della vittoria di Emiliano su Fitto), ha affermato: “Io riconosco la sconfitta perchè un pezzo di quella Puglia operosa, europeista, riformista che pure è stata nostra interlocutrice in questa campagna elettorale alla fine ha scelto il ‘voto utile’, ha deciso di votare Emiliano scegliendo il male minore”. “Ma – ha commentato ironicamente Scalfarotto –  come diceva Hanna Arendt chi sceglie il male minore, sceglie comunque un male”. “Emiliano – ha rilevato inoltre il candidato di Iv –  oggi ha detto che chiede perdono per errori commessi durante l’ultimo mandato, ma il perdono non è una categoria della politica e chi ha devastato il Salento per non aver saputo gestire la Xylella, chi ha messo in piedi un sistema di politica notabilare, che ha un metodo ‘proprietario’ di gestione della Regione non meritava la fiducia”. Ma alla fine, secondo Scalfarotto, “ è prevalso il voto utile anche da chi ha criticato tanto quanto noi, in questi anni, Emiliano, da Vendola a personalità della società civile come Michele Laforgia o Luciano Canfora”.  E tanto è prevalso il voto utile che il partito di Matteo Renzi in Puglia non ha porta a casa neanche un consigliere in regionale. Infatti, ha poi concluso Scalfarotto, “sapevamo che era un’impresa quasi impossibile raggiungere la soglia di sbarramento dell’8%, ma io resto dell’opinione che la battaglia valeva la pena di essere fatta al di là del risultato”, perché “io non avrei mai voluto che il dibattito elettorale si riducesse a una battaglia tra sovranisti e populisti” in Puglia. Ed anche il leader di Italia Viva, l’ex premier Renzi, parlando in conferenza stampa a Montecitorio, sempre a proposito delle regionali pugliesi ha dichiarato: “Chi ha vinto merita rispetto. La campagna
elettorale di Emiliano è la naturale conferma dei suoi cinque anni alla guida della Regione Puglia nel merito e metodo Noi diciamo che siamo orgogliosamente da un’altra parte”. E per fare questo ci voleva davvero coraggio nel centrosinistra di governo. Il coraggio, per l’appunto di Scalfarotto, Renzi e Calenda, che di questi tempi non è sicuramente da tutti in politica. E – come è noto tra gli addetti ai lavori – soprattutto nel centrosinistra.

 

Giuseppe Palella

 1,069 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *