Cronaca

Emiliano rassicura Renzi sul suo futuro, ma in molti hanno dubbi…

 

Il neo governatore della Puglia, Michele Emiliano (Pd), intervenendo alla trasmissione televisiva mattutina “Coffee Break” su “La 7” prova a tranquillizzare i vertici del suo partito, in particolare il segretario nazionale Matteo Renzi, nonché presidente del Consiglio dei ministri. Infatti, l’ex sindaco di Bari, riferendosi all’eventualità di una sua futura candidatura al governo del Paese, ha risposto seccamente: “Non ho intenzione di candidarmi, non sono matto e devo risolvere i problemi della Puglia”. Sarà vero? A chiederselo sono soprattutto attivisti e militanti del Pd pugliese che ricordano bene cosa dice il neo governatore pugliese nel 2009 prima della riconferma a sindaco del capoluogo a proposito di una sua eventuale riproposizione alla segreteria regionale del Pd e di una sua possibile aspirazione a candidarsi alla guida della Puglia alle regionali del 2010. Emiliano, infatti, su “La 7” da un lato ha smentito una sua probabile futura candidatura per Palazzo Chigi, ma dall’altro si è cimentato ad affrontare questioni di rilevanza nazionale, affermando: “Siamo consapevoli che questo Paese non può farcela soprattutto se una parte come il Nord ha il doppio del Pil del Sud”. E, proseguendo, ha spiegato: “Nella Direzione del partito non abbiamo parlato di ricette concrete; la questione meridionale, come tante altre, cade in mezzo ad un vecchio vizio del Pd, quello di fare congressi infiniti. Si scontrano minoranza e maggioranza su ogni cosa e purtroppo capita in mezzo una questione centrale”.Quindi, ha concluso il governatore pugliese: “Noi da più di un anno abbiamo proposto un piano per il Sud. Siamo arrivati alla direzione del 7 agosto ( ndr – ultimo scorso) e non abbiamo ancora un Masterplan, che verrà fatto in estate”, sottolineando che: “Qui è stato l’errore”.  Riprendendo, poi, a parlare nel corso della stessa trasmissione televisiva di programmi per il Mezzogiorno d’Italia, il leader pugliese del Pd ha affermato: “Ho detto a Renzi: il piano lo facciamo a settembre per il rilancio del Sud, ma tu devi fidarti di noi”. Dove il “noi” è riferito evidentemente ai presidenti di centrosinistra delle regioni meridionali (Basilicata, Calabria,Campania, Puglia e Sicilia), ma anche ai dirigenti regionali meridionali del Pd. Infatti, ha aggiunto Emiliano: “Noi dirigenti del partito provammo più di un anno fa, quando Renzi si insediò, a mandargli un documento per il discorso di insediamento sulla questione del Sud, ma quei documenti rimasero chiusi nel cassetto. Non abbiamo ancora capito il motivo”. Ma evidentemente ciò che più interessa al governatore pugliese è rassicurare Renzi sul piano politico, per cui ha affermato in modo ancor più esplicito: “Il presidente deve stare tranquillo. Noi, e – ha precisato Emiliano – parlo a nome dei presidenti delle Regioni, non abbiamo nessuna intenzione di utilizzare questa questione per alimentare la frattura che c’é all’interno del partito”, chiarendo pure che: “Noi (ndr – presidenti delle regioni del Sud) facciamo un mestiere diverso dai congressisti permanenti, abbiamo problemi di persone in carne ed ossa e non possiamo permetterci di partecipare a congressi permanenti”. Però, il sospetto che Emiliano venerdì scorso a Roma, alla direzione nazionale del Pd sul Mezzogiorno, abbia cavalcato la questione meridionale per velleità personali comunque resta. Infatti, il ‘gelo’ politico e personale riservato lo scorso fine settimana dal presidente Renzi al governatore pugliese durante i lavori della direzione nazionale del Pd , secondo qualche bene informato, non sarebbe soltanto dovuto alle posizioni antigovernative esternate in precedenza dal neo Presidente della Puglia su alcune questioni che interessano la nostra regione, come l’approdo del gasdotto Tap a Melendugno (Le) e decreto “salva Ilva”, o alle critiche mosse sempre da Emiliano alla riforma Renzi sulla “Buona scuola”, ma potrebbe essere stato causato anche dal fatto che Renzi  abbia avuto sentore che il segretario pugliese del Pd stia già lavorando per una sua eventuale scalata alla segreteria nazionale del partito. Eventualità che non sarebbe affatto da escludere visti i precedenti trascorsi politici pugliesi dell’ex Primo cittadino barese. E Renzi che ha già avuto modo di conoscere Emiliano nel 2011, quando a Brindisi all’assemblea nazionale dell’Anci, spaccò il Pd per tentare di scalzare Graziano Delrio nella corsa alla presidenza dei Comuni italiani, e nel 2012, quando lo stesso Emiliano, durante le primarie per la guida della coalizione di centrosinistra alle politiche del 2013 si lasciò andare ad un duro attacco contro l’allora sindaco di Firenze in corsa contro Pierluigi Bersani (Pd) per la candidatura a premier, sa bene che del neo governatore pugliese non può fidarsi molto. Anzi, da fiorentino ‘doc’ Renzi sa pure che, come dicono anche da quelle parti, fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E non di certo perché Emiliano è un meridionale che dichiara di avere a cuore le sorti del Sud.    

Giuseppe Palella

 

    

 

 

   

 

 


Pubblicato il 12 Agosto 2015

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