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Emiliano rivela il retroscena delle mancate primarie al Comune non volute da Decaro

Se nel centrosinistra barese non si fanno le primarie per le amministrative di fine maggio non è  certamente perché sulla riconferma della candidatura a sindaco del Primo cittadino uscente, Antonio Decaro del Pd, ci sia stato il consenso unanime di tutte le sigle politiche che compongono la coalizione comunale. Né tantomeno perché il sindaco in carica non le volesse, ma semplicemente perché il principale “attore” della coalizione politica che sostiene Decaro a Palazzo di Città, vale a dire governatore pugliese Michele Emiliano, si è adoperato per evitare lacerazioni e tenere, quindi, unita la coalizione sul presupposto che il sindaco uscente non voleva fare le primarie.A rivelare detto retroscena è stato il governatore stesso rispondendo, a margine di un incontro in una scuola barese, ad una domanda sulla ipotesi che saltino le primarie del centrosinistra, in programma il prossimo 24 febbraio, per scegliere il nome da candidare nel 2020 a capo della coalizione, per la guida della Regione. “Chiedo a tutta l’opinione pubblica, soprattutto barese perché fuori da Bari questa storia ha un impatto pari quasi a zero, se sia sostenibile – ha affermato Emiliano – l’ipotesi che una vicenda del centrosinistra barese possa essere risolta senza primarie”. Infatti, – ha proseguito il governatore pugliese –  “a chi chiedeva le primarie ad Antonio Decaro, per esempio, e ce n’erano, lui ha detto ‘io le primarie non le farò mai’ ed era un suo diritto”, perché “era il sindaco uscente”. “Io – ha aggiunto poi Emiliano – ho fatto quello che potevo per evitare che ci fossero conflitti e abbiamo tenuto unita tutta la coalizione di centrosinistra a Bari sul presupposto che il sindaco non voleva fare le primarie”. Fin qui la vicenda delle primarie rifiutate dal sindaco Decaro ed il manforte dato da Emiliano affinché non si facessero. “Io invece – ha dichiarato inoltre Emiliano – le primarie le voglio fare, sono disponibile, perché capisco che la sinistra barese ha un po’ di perplessità su di me”. Ed ha poi ribadito: “Le voglio fare come voglio anche mettere a punto un programma di governo ancora più accattivante per la sinistra”, perché “io penso di guidare la regione italiana più a sinistra d’Italia nella sostanza, forse non nella retorica, nelle parole, nelle scelte, che poi sono quelle cose che fanno perdere la sinistra, però nella sostanza stiamo dalla parte di quelli che non contano niente e questo si vede in ogni gesto”. Emiliano, poi, ha parlato della “strana alleanza tra renziani e vendoliani” che  – a suo dire – servirebbe soltanto a far perdere il centrosinistra in Puglia, rilevando di aver “fatto battaglie contro l’Ilva, per riequilibrare il ciclo dei rifiuti e contro la Tap”. Per cui il Presidente della Regione  ha mostrato di avere qualche sospetto sulle ragioni vere del contrasto alla sua ricandidatura a governatore da parte di coloro nel centrosinistra ne stanno ostacolando la riconferma, contrariamente a quanto è accaduto  a Decaro per le prossime comunali baresi. Infatti, ha pure affermato Emiliano: “io non vorrei che dietro questa spinta a costruire questa aggregazione (ndr – di renziani e vendoliani) ci fossero interessi oscuri che in passato non erano stati adeguatamente contenuti, come penso di aver fatto io da quando sono presidente”. Insomma, il principale e probabilmente vero artefice delle precedenti fortune politiche di Decaro, ossia l’ex sindaco Emiliano ora governatore della Puglia, qualche timore circa l’affidabilità politica del Primo cittadino barese forse comincia a nutrirlo. Infatti, non a caso, Emiliano vorrebbe che il nome del candidato presidente del centrosinistra unito fosse deciso prima delle prossime amministrative barese e delle contestuali elezioni europee. Tanto che Emiliano aveva esordito nel suo discorso affermando: “La data del 24 (ndr – febbraio 2019) c’è se qualcuno si candida, ma se ho capito bene viene rifiutato lo strumento delle primarie”. Anzi, per Emiliano, questo dovrebbe essere il momento di costruire “un grande fronte anti-autoritario” per contrastare l’ascesa del partito di Matteo Salvini in Puglia. Infatti, sempre a margine dello stesso incontro, rispondendo ad una domanda sulle polemiche interne al centrosinistra pugliese, Emiliano ha dichiarato: “Mi auguro che i maschi alfa della sinistra barese, perché poi si tratta soprattutto di questo, comprendano che ci sono tanti luoghi dove esercitare il loro ruolo e dopodiché ci sono le partite per stabilire chi vince e chi perde, non si può vincere senza giocare, come fanno i figli di papà, i milionari che portano il pallone, il campo, la porta e quando stanno perdendo ritirano dal campo il pallone e ti cacciano di casa, come vorrebbero fare con me”. “Se ho capito bene – ha detto ancora il governatore – nella testa di qualcuno c’é che io mi devo ritirare per una serie di ragioni”. Però, l’invito di Emiliano a chi nel centrosinistra vorrebbe intralciare la sua riconferma a candidato presidente della Regione nel 2020 è a confrontarsi “senza drammi e senza soprattutto doppie morali”, perché – secondo il governatore “la sinistra italiana é catastroficamente afflitta dalla doppia morale”. Ma il suo auspicio resta comunque quello “che un po’ di saggezza da parte di tutti serva soprattutto a non regalare la Regione Puglia a Salvini”. E dopo questi altri affondi di Emiliano ad una parte della sua stessa coalizione politica è giunta anche notizia che il governatore ha comunicato al segretario del Pd pugliese, Marco Lacarra, la sua disponibilità a spostare la data della presentazione delle candidature per le primarie, fissata – come si ricorderà –  per il 10 febbraio prossimo, e che di conseguenza farà slittare anche la data delle primarie stesse. Lacarra, secondo quanto riferito con una nota, ha apprezzato la disponibilità di Emiliano, auspicando che il gesto “venga recepito come invito all’unità” del centrosinistra pugliese e, quindi, ha convocato la segreteria regionale del Pd e il tavolo del Centrosinistra, al fine di concordare il rinvio. Però, alla luce di queste ultime notizie, una domanda nasce spontanea: “Ma non era stato proprio lo stesso Lacarra a convocare le primarie in via accelerata per l’ultima domenica di febbraio, ovvero nel bel mezzo della campagna congressuale nazionale del Pd?” E, quindi, a che serviva la disponibilità di Emiliano per spostare la data di presentazione delle candidature, che non essendo (tra l’altro!) ancora scaduta non si poteva neppure avere certezza se ci fosse stato o meno qualche altro nome, oltre ovviamente a quello di Emiliano, per le primarie? Ma, forse, molte cose ancora non quadrano nel centrosinistra pugliese. Pertanto, non sarà di certo il rinvio delle primarie a mettere d’accordo tutte le anime di una coalizione che finora al suo interno ha presentato più divergenze che convergenze. Infatti, per ora, di certo in essa c’è solo un rinvio.

 

Giuseppe Palella

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