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Emiliano si confonde sui Regolamenti Ue e Fitto ne approfitta per polemizzare

Dopo alcune recenti segnalazioni sui bandi della Ue per lo stoccaggio privato di olio d’oliva,  effettuate dalle locali Organizzazioni di categoria e conseguenti alla crisi dei prezzi all’ingrosso del prodotto registrata nel corso della campagna olivicola ormai agli sgoccioli, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al Ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, per chiedere, insieme agli operatori pugliesi del settore, un incontro che faccia chiarezza sulle criticità riscontrate e lamentate al riguardo. Nella missiva inviata dal governatore pugliese alla titolare del Dicastero romano di via XX Settembre, Emiliano fa presente al ministro Bellanova che, nella riunione regionale da lui effettuata lo scorso 11 febbraio su sollecito dei rappresentanti della filiera olivicola pugliese, “sono emerse rilevanti criticità relative all’attuazione del Regolamento di esecuzione (Ue) 2019/1885 sull’Ammasso privato dell’olio d’oliva”. In realtà, il richiamato Regolamento per esattezza non riguarda lo stoccaggio privato dell’olio d’oliva, ma tutt’altra materia. Quindi, fermo restando la chiarezza espositiva dei contenuti a cui ha fatto riferimento il governatore, l’errato richiamo è un evidentemente svarione involontario che, al di fuori della circostanza pre-elettorale in corso, molto probabilmente sarebbe passato sotto silenzio, se non addirittura inosservato. Invece, così non è stato, perché colui che quasi sicuramente sarà il principale sfidante del governatore pugliese uscente, Raffaele Fitto, ha colto la palla al balzo per polemizzare con il suo competitor alla guida della Regione, a seguito dell’errata indicazione del Regolamento sull’Ammasso privato dell’olio d’oliva. Ma soprattutto per ritornare a poggiare il dito su quella che è sicuramente una delle “piaghe” più evidenti ed eclatanti dei cinque anni di governo della Puglia da parte di Emiliano. Ovvero l’Agricoltura. Infatti, l’eurodeputato pugliese del partito di Giorgia Meloni, con una nota ha subito evidenziato: “Il livello di confusione di Emiliano, quando parla di Agricoltura e di prezzi delle olive e dell’olio, è così alto da richiamare in modo errato la Decisione Ue sulle discariche dei rifiuti urbani (n. 2019/1885), invece, che richiamare il Regolamento di esecuzione Ue (n. 2019/1882) sull’Ammasso privato dell’olio d’oliva”. “L’errore – ha esclamato Fitto – ci consente di suggerirgli una più approfondita lettura, che se fosse stata fatta (sia del 1885 che del 1882) avrebbe evitato alla Puglia di trovarsi nel disastro nel quale è sia nel settore dei Rifiuti che in quello dell’Agricoltura!” perché “Questo –  sempre a detta dell’europarlamentare di Fdi – dimostra la superficialità con la quale sono stati affrontati problemi vitali per la Puglia”. In effetti, indicare una Decisione Ue sui Rifiuti urbani anziché quella, nel caso esatta, sull’Ammasso dell’olio d’oliva (sia pur nella precisazione del provvedimento!) non è cosa da poco per un governatore e per lo staff che lo assiste, benché di “stoccaggio” comunque si tratta.  Ma la polemica di Fitto con Emiliano si è fermata qui. Infatti, il potenziale sfidante del governatore uscente si è contraddistinto ancor maggiormente nelle sue puntualizzazioni, rilevando: “Detto questo siccome tra le righe della sua nota leggo una sottile polemica con chi sarebbe ‘assente nella discussione’ a Bruxelles, ricordo che il Parlamento europeo ha approvato il regolamento 1308/2013 (recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, dal quale trova applicazione il regolamento di esecuzione 2019/1882) il 17 dicembre 2013. Quindi sarebbe utile capire a chi si riferisce?” In realtà, se la riscontrata “sottile polemica” di Emiliano fosse nei confronti di Fitto, allora bene ha fatto  quest’ultimo a ricordare che l’approvazione del Regolamento Ue sull’organizzazione dei mercati agricoli interni alla Comunità risale al 2013. Ossia a quando Fitto sedeva ancora nel Parlamento nazionale e non a quello di Bruxelles, perché – come è noto – il suo ritorno in Europa (la prima volta c’era stato già – come si ricorderà – tra il 1999 ed il 2000, prima di essere eletto presidente di centrodestra della Puglia) avvenne a fine maggio del 2014. Però, la polemica dell’attento e prossimo sfidante del governatore pugliese uscente non è fermata alle puntualizzazione, perché sull’argomento Fitto ha dichiarato: “Nel merito, poi, è evidente che la prima Regione olivicola italiana non può rimanere inerte e non ascoltare il grido di allarme del mondo agricolo. Che lo faccia ora ha tutto il sapore di essere solo un richiamo elettorale. Sarebbe stato utile, invece, per tempo, coinvolgere le Organizzazioni dei Produttori (OP) per realizzare un progetto di concentrazione della produzione olearia pugliese attraverso idonei centri di stoccaggio, che, per esempio, si sarebbero potuti realizzare con il sostegno economico del Fondo europeo del Feasr (per intenderci il Psr): magari utilizzandoli  e non perdendoli!” “Per capirci – ha precisato Fitto –  con gli 86 milioni di Euro disimpegnati il 31 dicembre scorso”,  concludendo con l’ironico interrogativo: “sai quanti centri di stoccaggio si sarebbero potuti realizzare?” E forse, ironia per ironia, sarebbe anche il caso di chiedersi: “Quant’acqua è passata sotto i ponti anche al tempo di Fitto governatore della Puglia e successivamente ministro per  gli Affari regionali del governo Berlusconi, senza che gli olivicoltori pugliesi abbiano risolto granché dei tanti problemi di allora e che ancora oggi affliggono il comparto?” Ai posteri l’arduo verdetto.

 

 

Giuseppe Palella

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