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Emiliano si vanta della sua “formula politica” e si autopropone

I recenti successi del centrosinistra pugliese, conseguiti col voto amministrativo di domenica e lunedì scorsi in Puglia, probabilmente non fanno stare nella pelle il presidente della Regione, Michele Emiliano, che di tale risultato sicuramente è stato il “regista”. Infatti, è innegabile che il fatto che il governatore Emiliano possa gioire e, quindi, appuntarsi anche sul petto la medaglia per la vittoria già al primo turno di alcuni candidati sindaci di Comuni con più di 15mila abitanti che non erano sostenuti dal Pd e che, se non fosse stato per l’intuizione di farli appoggiare dalla sua lista civica “Con”, ora quasi sicuramente sarebbero stati etichettati come sindaci non di centrosinistra o, addirittura, che hanno sconfitto il centrosinistra. Invece no, perché grazie al fatto che la civica di Emiliano figurava nella coalizione che li ha sostenuti, in questi casi si può parlare della vittoria di sindaci che si ispirano alla formula di governo della Regione Puglia e, quindi, del governatore Emiliano. Anche se, a ben vedere, in alcuni di questi “casi” la vittoria non sarebbe stata minimamente compromessa neppure se la lista “Con” di Emiliano si fosse schierata a sostegno del candidato sindaco appoggiato dal Pd. Come si rileva, ad esempio, nel caso di Triggiano, dove il candidato sindaco sostenuto dal Pd, Giovanni Campobasso, anche se avesse avuto l’appoggio di “Con”, sarebbe stato sconfitto ugualmente dal sindaco uscente, Antonio Donatelli, poiché la civica di Emiliano ha raccolto poco più del 6% dei consensi, mentre il divario della coalizione di Campobasso con il vincitore si aggira intorno al 20% dei voti. Quindi, nel caso delle amministrative di Triggiano la civica “Con” non è stata determinante alla vittoria di Donatelli, però è determinante per far intestare anche all’area di governo della Regione Puglia la vittoria alle comunali in detta importante realtà alle porte di Bari. E, infatti, a margine di una conferenza stampa sulla telemedicina, rispondendo ai cronisti sull’esito delle elezioni comunali in Puglia, il presidente Emiliano ha affermato: “Sono molto soddisfatto perchè c’è grandissima armonia in Puglia, c’è uncollegamento molto forte”. Ma, sempre a margine della stessa conferenza, il governatore pugliese pur senza fare alcun nome ha lanciato qualche “frecciatina” polemica nei confronti di chi la scorsa estate lo ha pesantemente criticato per l’endorsment su Facebook a favore del sindaco di Nardò, Pippi Mellone, sospettato per il suo passato di simpatie a destra, se non addirittura fasciste, oltre che per non essersi schierato a favore del candidato sindaco Carlo Falangone, appoggiato dal Pd ed M5S in quel Comune del Salento. Difatti, Emiliano ci ha tenuto a rilevare: “Io non mi sono mai mosso da dove sono partito. Mentre ci sono alcuni esponenti del Pd che si sono
fatti il giro di tutti i partiti e di tutte le ideologie, io sto sempre lì dal 2004, sono sempre stabilmente legato al Pd, al civismo, alla Puglia”. E tale riferimento polemico non dichiarato non potrebbe che essere al senatore salentino Dario Stefano del Pd, che in precedenza era stato eletto consigliere regionale nelle fila dell’Udc, quando tale sigla sosteneva nel 2005 il governatore di centrodestra Raffaele Fitto e, successivamente, si era riconfermato nel 2010 passando nelle fila vendoliane di Sel, con cui Stefano nel 2013 si fece eleggere anche senatore, fino a passare, poi, con il Pd alle politiche del 2018. “Quindi, – ha aggiunto Emiliano ieri (ndr – lunedì) è stata una bella giornata, perchè ho capito che i pugliesi questo progetto lo hanno capito”, augurandosi. “che questo stesso schema possa essere utilizzato dal Pd e dal M5s, con l’aiuto di tutti i movimenti civici, su tutto il territorio nazionale”. Perché – a suo stesso dire – in questo modo si potrebbero “fermare i fascismi che Fanpage ha svelato”. Ed a proposito del suo amico Mellone, il governatore Emiliano ha dichiarato: “Il sindaco di Nardo che ha stravinto le elezioni, da oggi deve avere laconsapevolezza della grande responsabilità che questa vittoria ha comportato, e quindi da oggi, e questo me lo ha promesso al telefono, sarà molto attento a spiegare in verità il suoprocesso di vita e soprattutto a dire che lui condivide la seconda delle nostre stelle polari, che è l’antifascismo. Perchè per stare vicino a me o si è antifascisti o non si può stare”. E ciò, ha commentato poi Emiliano: “credo che Pippi’ lo abbia capito e nonostante alcuni amici che ha attorno, su cui dovremo ancora lavorare, non cacciarli via o disprezzarli ma lavorare”. “Perché – ha spiegato il governatore – il fascismo come diceva Togliatti quando è tornato da Mosca non è fatto da singoli fascisti, erano tutti fascisti in Italia”, chiedendosi: “Togliatti cosa avrebbe dovuto fare?” Per poi chiarire che “Il fascismo è un atteggiamento politico che fa capo a ceti economici e sociali e a partiti politici ed è quello il nemico, non i singoli cittadini che qualche volta si fanno trasportare da questa ideologia sbagliata che ha portato all’Italia solo il male peggiore che si potesse immaginare”.

Quindi, il messaggio di Emiliano a vertici nazionali del Pd è chiaro. Ovvero che la sua “formula politica” pugliese è vincente e, se utilizzata a livello nazionale, potrebbe servire a far vincere il centrosinistra alle prossime elezioni politiche. Come dire: “Io sono a disposizione”, se lo chiamassero a Roma. Altrimenti un terzo mandato da presidente della Puglia è tecnicamente possibile. Infatti, rispondendo ancora agli operatori dell’informazione, Emiliano ha inoltre commentato: “Ci sono tanti bravissimi sindaci,bravissimi assessori, tutti giovani, tutti nuovi. Ci sono tante personalità che potrebbero svolgere ruoli apicali in Regione. Il mio compito non è quello di ricandidarmi, è quello di tenere salda questa comunità. Dopodiché se dovesse essere necessario, perchè tutti questi sindaci e assessori hanno ambizioni importanti e nazionali e se ne vogliono andare, è chiaro che è possibile che io mi ricandidi.  Dipenderà da loro”. Difatti, continuando, il governatore pugliese ha sottolineato: “Ho ancora 4 anni di mandato, se do impressione ai cittadini che il mio problema è sapere cosa devo fare tra 4 anni trasmetto un’idea sbagliata”. Per poi rilevare che “l’Anci, in testa il sindaco Decaro, sta facendo una battaglia, secondo me giusta, per consentire il terzo mandato ai sindaci”. Battaglia, quest’ultima, a dire di Emiliano: “corretta perchè quando uno trova un buon sindaco, e non è facile, se riesce a tenerselo un po’ di più”, perché – secondo lui – non sarebbe certamente “un danno”. Per la Regione Puglia, invece, questo limite del terzo mandato – come è noto – non c’è e, quindi, “tecnicamente – ha affermato ancora Emiliano – è possibile anche unterzo mandato”, precisando però che “da qui a pensare ad un terzo mandato ce ne corre, anche perchè il mio compito è tirare su giovani”. In definitiva, Emiliano fa il presidente della Regione Puglia ed il “regista” politico del centrosinistra locale, con l’obiettivo dichiarato di formare i giovani a ruoli di responsabilità politica. Però, è anche pronto verosimilmente a passare la mano, se la classe dirigente che ha tirato su finora da regista locale è pronta a sostituirlo alla Regione. Ma, soprattutto, se questa classe politica locale facesse forse in modo che da Roma “qualcuno” lo inviti a fare da “regista” per far vincere il centrosinistra alle prossime elezioni politiche. Ciò, però, almeno al momento appare più complicato a compiersi, perché far vincere il centrosinistra a livello nazionale non sarebbe probabilmente ugualmente facile, come lo è stato in Puglia per amministrative e regionali.

 

Giuseppe Palella

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