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Emiliano spiazza i civici, ma il sostegno a Decaro irrita i pentastellati

Se l’annuncio di rinuncia al terzo mandato del governatore Michele Emiliano ha fatto salire la tensione tra i civici che nell’Aula barese di via Gentile fanno parte della maggioranza di centrosinistra, il contestuale annuncio dello stesso Emiliano di voler sostenere nel 2025 Antonio Decaro (Pd) a candidato presidente della Regione ha fatto infuriare i pentastellati pugliesi che pensano, invece, di poter far eleggere un loro candidato alla guida della Puglia con il sostegno dei dem. Un annuncio, quest’ultimo, che – stante alcune indiscrezioni – avrebbe fatto infuriare soprattutto il leader del M5S, il pugliese ed ex premier Giuseppe Conte, che per le prossime regionali ritiene evidentemente di dover puntare, in un eventuale alleanza elettorale con il Pd, proprio sulla Puglia nella spartizione dei candidati a governatore. Emiliano, come è noto, ha sempre avuto un buon rapporto con il leader del M5S, Conte, tanto che – a sentire qualche addetto ai lavori – si deve soprattutto all’ex premier pentastellato se nel gennaio del 2021 quattro dei cinque rappresentanti del M5S alla Regione Puglia, pur essendo stati eletti in quota di opposizione, hanno deciso di entrare a far parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene Emiliano, lasciando nelle fila della minoranza la loro candidata alla Presidenza, Antonella Laricchia, che è rimasta – come è noto – coerentemente nel ruolo a cui gli elettori pugliesi avevano destinato il M5S nelle urne, a settembre del 2020.  Quindi il M5S, pur sostenendo Emiliano con quattro dei suoi cinque esponenti regionali, non ha affatto gradito l’annunciato endorsment del Presidente pugliese a favore della candidatura a governatore del Primo cittadino barese, Decaro, che è notoriamente un esponente organico al Pd. Ciò significa che verosimilmente i rapporti tra i “5 Stelle” ed il partito di Enrico Letta sono alquanto tesi non solo a Roma ma anche in Puglia, dove il partito di Conte alle recenti politiche, come si ricorderà, è risultato primo, avendo ottenuto quasi 5 punti percentuali in più del partito di Giorgia Meloni, Fdi, che nella nostra regione è risultato però secondo, essendosi fermato al 23,5%, a fronte del 28,3% del M5S e che da solo è riuscito addirittura ad evitare il cappotto del centrodestra nei collegi pugliesi dell’uninominale, facendo eleggere alla Camera l’esponente pentastellato presente nel collegio di Foggia-San Severo. Motivo per cui è da ipotizzare che il leader Conte stia pensando alla Puglia come possibile regione su cui puntare alle prossime regionali, per una candidatura forte del M5S nel caso anche di un’alleanza elettorale con il Pd, al fine di fermare o, quantomeno, frenare l’ondata di centrodestra che ha avuto avvio con le ultime politiche. Una schiarita sui reali rapporti fra “5 Stelle” e Pd in Puglia, ma soprattutto su quali sono le effettive intenzioni del leader dei pentastellati per le prossime regionali, la si potrà avere nella prossima primavera, sia dopo l’elezione del successore di Letta che in occasione delle amministrative in alcuni importati centri pugliesi, a cominciare dalle comunali di Brindisi e Foggia, dove il M5S potrebbe correre da solo, con un proprio candidato sindaco, ma potrebbe anche fare fronte comune con il Pd ed altre formazioni minori del centrosinistra, per evitare che accada ciò che è avvenuto nei collegi dell’uninominale alle politiche, dove la coalizione di centrodestra è risultata vincente anche in quei collegi dove avrebbe forse perso, se il centrosinistra avesse corso insieme al M5S. Però, l’endorsment di Emiliano a favore della candidatura di Decaro a governatore alle prossime regionali ha irritato non solo i pentastellati e l’ex premier Conte in particolare, ma anche alcuni importanti esponenti del Pd pugliese, presenti in Salento ed in Capitanata, che da tempo pensano ad un’alternanza non barese nel centrosinistra, per la guida della Regione Puglia. Infatti, dopo dieci anni a governatore del terlizzese Nichi Vendola ed altrettanti nel 2025 del barese Emiliano, da Rodi Garganico fino a Capo d’Otranto sono molti a ritenere che il centrosinistra debba pensare, per la candidatura a Presidente della Regione, a nomi che non siano nuovamente della provincia di Bari. Ed il leader ed ex Presidente del Consiglio del M5S, Conte, è scuramente a conoscenza dei “mal di pancia” che serpeggiano all’interno di alcune frange del Pd pugliese, sia per la supremazia barese nel partito che per quella della candidatura alla guida della regione. Perciò, non è da escludere che anche per questo il leader dei “5 Stelle” potrebbe aver già in mente un nome tarantino o leccese, o forse – ancor più probabile – foggiano, per la candidatura a guidare la Regione Puglia, qualora la prossima volta si verificassero le condizioni per un’alleanza di centrosinistra organica e funzionale non soltanto al Pd. E perché ciò possa accadere, alla luce dei risultati pugliesi delle ultime politiche, il candidato governatore non potrebbe di certo non essere un nome del M5S. Diversamente il Pd pugliese alle prossime, senza il M5S, sarebbe da solo nuovamente “ostaggio” dei civici, per tentare di mantenere ancora la guida della Regione con un proprio candidato governatore che non sia più Emiliano. Ma, come da notizie di questi ultimi giorni, i civici che nel 2020 sono stati determinanti alla riconferma di Emiliano sono ormai in fibrillazione permanente. E le “Sirene” di Calenda, da un lato, e quelle di “Meloni” dall’altro diventano sempre di più musica per le loro orecchie. Specialmente ora che sanno anche della rinuncia di Emiliano al terzo mandato.

 

 

Giuseppe Palella

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