La carezza del Basentello
26 Novembre 2020
Contribuenti privati dei commercialisti: “Siamo al teatro dell’assurdo”
26 Novembre 2020

Emma e Cesare, lo storico litigio

Diretto da Vittorio De Sica nel 1946, ‘Sciuscià’ è unanimemente considerato uno dei capolavori del neorealismo italiano. Fu la prima pellicola ad aggiudicarsi l’Oscar al miglior film in lingua straniera, all’epoca considerato premio onorario. Buona parte del merito di quella affermazione va al lavoro svolto da soggettisti e sceneggiatori. Tra questi troviamo un pugliese : Cesare Giulio Viola, del quale ricorre oggi il 134esimo anniversario della nascita. Nato a Taranto il 26 novembre 1886, Cesare Giulio Viola fu apprezzato narratore, commediografo e sceneggiatore. Come molti talenti del suo tempo dovette abbandonare la Puglia giovanissimo per completare gli studi. Si laureò in Giurisprudenza a Napoli. Finita la guerra, cui partecipò quale pilota della neonata aviazione militare, si trasferì a Roma dove diede inizio ad una fertile carriera di scrittore e pubblicista. Ma Napoli e la Campania gli erano rimaste nel cuore (la Puglia poteva aspettare). Acquistò una villa Positano e ne fece il suo luogo di raccoglimento. Lì si riposava, scriveva, riceveva gente. Una volta, ricorda V. Pinto, si recò a trovarlo Emma Gramatica. La grande attrice sapeva che Viola stava lavorando alla stesura di un lavoro che ella avrebbe interpretato : ‘Venerdì Santo’. La conversazione cadde sul finale : Viola pensava di far sopravvivere la protagonista, la Gramatica riteneva invece che fosse il caso di farla morire. Ne nacque una discussione così accesa che i vicini preoccupati allertarono i Carabinieri… Finì che la Gramatica non interpretò più quel ruolo. Nell’amata abitazione di Positano Viola si spense il 3 ottobre 1958. Viola era figlio di Luigi, un famoso archeologo, un altro pugliese (nato a Galatina nel 1851, si sarebbe spento a Taranto nel 1924). A lui si deve la scoperta della massiccia cinta muraria della Taranto Greca. Il rigore scientifico degli scavi eseguiti, costantemente relazionati e pubblicati su ‘Notizie degli Scavi di Antichità’, pose le basi per la ricostruzione topografica della città in epoca antica. Fu ancora lui a risalire alla  famosa Lex Municipii Tarenti : L’archeologo riuscì infatti ad acquistare e ricomporre alcuni frammenti bronzei del tutto corrosi rinvenuti in un pozzo da un contadino rendendo così possibile la lettura del documento che ampliò le conoscenze della Taranto romana.Nel 1882 richiese al Governo la creazione a Taranto di una struttura museale permanente, e nel 1887, grazie ad regio decreto del Re Umberto I di Savoia, poté fondare il Museo nazionale archeologico di Taranto, del quale divenne rettore. Sposatosi con una delle figlie della famiglia Cacace di Taranto, si allontanò dagli studi per entrare in politica, diventando più tardi sindaco della città. Trascorse gli ultimi anni di vita nella sua casa di campagna, dove aveva scoperto la Cripta del Redentore, un piccolo santuario rupestre.

Italo Interesse

 

 278 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *