Cultura e Spettacoli

Emma e il bovarismo, l’incostanza diventa libertà

In contrada Camastra, fra Ostuni e Ceglie Messapica, Manila Barbati rilegge in chiave contemporanea il capolavoro di Flaubert

Pubblicato in volume nel 1857 dopo essere uscito a puntate sulla rivista ‘La Revue de Paris’ tra il 1856 e il 1857 e destando non poco scandalo (il suo autore, Gustave Flaubert, dovette affrontare un processo per oscenità, dal quale uscì vincitore), ‘Madame Bovary’ è considerato uno dei capolavori della letteratura francese e dell’intero realismo ottocentesco. La modernità del personaggio di Emma Bovary, protagonista eponima del celebre romanzo, è nel distacco dalla realtà. Imbevuta di romanzi rosa, la moglie del pio Charles Bovary, cerca disperatamente la fuga dall’asfittica società piccolo borghese della provincia francese di metà ottocento. Ma la volontà è debole, il piano di fuga zoppica e la fortuna latita. Aperta la porta sbagliata, Emma va di male in peggio fino al suicidio.

Anche il suo odierno corrispettivo, esausto di salotti televisivi, del liquame dei social e degli omologatissimi modelli che la cultura egemone ‘suggerisce’, accarezza l’idea di avere ragione di cancellate e catenacci. Tuttavia lo spirito non è pronto e il velleitarismo vanifica il sogno. Di nuovo l’Emma Bovary del terzo millennio imbrocca la strada sbagliata. Se non si toglie la vita, si ciucca, s’impasticca, cerca gli uomini sbagliati (oggi si parla di ‘bovarismo’ a proposito di quella condizione di profonda insoddisfazione spirituale ed esistenziale che spinge la personalità fragile a rifiutare la realtà del quotidiano e a cercare rifugio in una vita immaginaria e in una personalità fittizia).

Tanta contemporaneità non poteva non ispirare cineasti e drammaturghi. Tra quest’ultimi segnaliamo Bianca Brotto, autrice di un monologo affidato alla regia di Martino Palmisano. Prodotto da Baroni Rampanti e interpretato da Manila Barbati, ‘Madame Bovary’ andrà in scena domani, sabato 29 agosto alle 21:00, in contrada Camastra, fra Ostuni e Ceglie Messapica. Lo spettacolo chiude la stagione ‘Teatro in Pineta Ostuni’, a cura dell’associazione Teatro Folletti e Folli ETS.

Il lavoro indaga sull’incostanza affettiva di Emma, in cui si vuol vedere non una manifestazione di frivolezza, bensì di libertà e di emancipazione. Un monologo intenso, nel quale la protagonista guarda al proprio dramma con distacco ironico e leggero e dando l’impressione che tale sguardo venga da una prospettiva assolutamente ‘altra’ e in qualche modo privilegiata, come potrebbe essere quella dall’Aldilà. Non meraviglia perciò che alla fine Emma assolva sé stessa e suo marito Charles. L’opera di Brotto e Palmisano, insomma, presenta il (raro) pregio di giustificare un concetto – quello della attualità – troppo spesso adoperato anche a proposito dei testi più remoti per giustificare operazioni furbe e acquose.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 28 Agosto 2026

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