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Eolico ‘vade retro’: il partito Meridionalista contro le pale nel Barese

Il progetto del parco eolico della società “Enel Green Power” torna nel mirino di comitati, partiti e movimenti ambientalisti locali, intenzionati a dare battaglia contro l’installazione tra Acquaviva delle Fonti, Sammichele e Casamassima d’una quindicina di aerogeneratori alti circa 200 mt e con una potenza per ciascuno di 90 Mw. Un affare solo per le società private, non certo per cittadini-bersaglio in un territorio tornato a incantare i soliti noti dell’eolico. Pale di altezza enorme in quanto, com’è stato già detto e ripetuto, nelle aree prescelte non soffiano venti tali da garantire corrente sufficiente per l’investimento previsto. Così com’è noto che la Puglia produce più del doppio del proprio fabbisogno energetico, mentre un altro problema sta nel fatto che una delle poche infrastrutture nazionali ancora centralizzata è proprio quella della produzione e distribuzione dell’energia elettrica. Mentre la sanità, il welfare e l’istruzione pubblica sono state suddivise su base regionale, la produzione elettrica resta centralizzata, per cui l’energia prodotta in Puglia può essere convogliata attraverso la rete elettrica nazionale per alimentare le fabbriche del Nord Italia. Insomma i cittadini pugliesi non intendono più assistere passivamente al saccheggio del territorio pugliese e meridionale perpetrato dalle multinazionali dell’energia. Ed ora anche il Partito Meridionalista s’è rivolto ai consigli comunali di Casamassima, Acquaviva delle Fonti e Sammichele di Bari. <<Intendiamo significare che non tollereremo altri insediamenti eolici sul nostro territorio a tutto danno della sua vivibilità e immagine. Devono essere permessi solo mini impianti a diretta fruizione delle famiglie ed imprese locali. Peraltro la Puglia è già esportatrice di energia verde e quindi in questo campo ha già dato>>, ha messo nero su bianco Michele Ladisa, segretario del Partito Meridionalista. Anche lui deciso sostenitore della necessità di un piano energetico che preveda in quali luoghi edificare opere che non è più concepibile vengano allocate in ogni dove. <<Né è accettabile qualunque tipo di mercanteggiamento su questo tema come già tristemente effettuato nel passato con estremo danno anche della nostra immagine. Il territorio e il paesaggio sono parte della identità della nostra popolazione e quindi non vendibili>>, incalza Lillino Ladisa contro un ‘inutile scempio’ che porterà vantaggio, giova ribadirlo, solo e soltanto ai padroni vecchi e nuovi dell’energia.

Francesco De Martino

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