Cultura e Spettacoli

Equus caballus d’Apulia

Sembra che in Europa si cominciò ad addomesticare il cavallo nel terzo millennio avanti Cristo. Quali cavalli percorrevano allora le steppe e gli altipiani pugliesi? Quali animali furono domati dagli Japigi? Attualmente l’unica razza equina riconosciuta è quella murgese. Ma il murgese è il risultato di ibridazioni cominciate all’epoca della dominazione spagnola fra stalloni arabi, berberi e andalusi con giumente indigene. E’ pressoché impossibile risalire alle caratteristiche dell’originale cavallo pugliese. Possiamo immaginarlo, però, sulla scorta di elementari considerazioni. Un cavallo è frutto anche dell’ambiente in cui vive. Temperatura, tasso di umidità, altitudine, proprietà dell’erba della prateria, presenza di predatori ed altri fattori possono incidere notevolmente su dimensioni, attitudini, qualità del mantello… Ma come si presentava la Puglia tre, quattromila anni fa? Ben diversa, coperta da boschi, ricca di corsi d’acqua, povera di steppe. Fatta eccezione per la Capitanata, i progenitori del Murgese dovettero adattarsi all’accidentato suolo dei nostri altipiani. Tale inospitalità contribuì a dotarli di arti e zoccoli particolarmente solidi. Possiamo immaginare, allora, animali molto robusti, anche un po’ tozzi, eppure insolitamente agili. Senza agilità si sarebbero mossi con troppa lentezza su quell’inferno sassoso, a tutto beneficio dei temibili predatori dell’epoca. Queste qualità dovettero farne un’eccellente razza da traino, tipo gli attuali Percheron francese, il Belga da tiro o lo scozzese Clydesdel. Tale pregio andava però a scapito dell’attitudine alla cavalcatura, malgrado la suddetta agilità. Ciò non sfuggì agli Spagnoli che per primi ebbero l’idea di ‘modificare’ l’equus caballus d’Apulia innestandogli sangue più nobile. Nacque da questa attenta ibridazione il moderno cavallo murgese, un animale che conserva del progenitore pugliese la rusticità degli arti e della zoccolatura e che ha ereditato dagli avi stranieri la robusta armonia delle forme. Oggi l’allevamento di questa razza è in forte espansione. Il successo del murgese si spiega con la sua docilità. il che ne fa anche un eccellente cavallo da sella. Proprio per questo si presta al turismo equestre e all’equitazione da campagna. Inoltre il portamento fiero ed esuberante, unito alla velocità d’apprendimento lo rende molto spettacolare quando utilizzato in caroselli e manifestazioni d’arte equestre.  Nonostante questa nobiltà (era la cavalcatura dei nobilotti pugliesi del XVI secolo), il murgese resta un cavallo di poche pretese, resistente, gran lavoratore per natura e  ideale anche per gli attacchi.

 

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 4 Maggio 2018

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