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“Era una maschera tra comico e drammatico”

“Era una maschera tra comico e drammatico”: Nicola Pignataro descrive in questo modo Michele Genovese, in arte Piripicchio del quale da poco abbiamo celebrato il 115 anni dalla nascita (nacque a Barletta e si spense a Bitonto). Nicola Pignataro non solo lo ha conosciuto bene di persona, ma gli ha dedicato un film.

Nicola, chi era Piripicchio?

“Una maschera comica, ma anche drammatica. Infatti la sua era una risata forzata che nascondeva la paura della povertà e la tristezza di una condizione di indigenza. Spesso non aveva i soldi per mangiare”.

Cioè?

“Letteralmente, non sapeva come sbarcare il lunario e allora lo soccorrevamo noi amici ospitandolo nei ristoranti per un piatto di pasta o gli davamo un panino. La sua allegria, in sostanza era una forzatura. Morì nella più totale povertà, senza alcun risparmio”.

Tu lo hai conosciuto, che tipo era?

“Simpatico, ma pure furbacchione, per necessità. Non sapeva letteralmente come mangiare alcune volte e le tentava tutte pur di riempire lo stomaco”.

Non lo si può definire tuttavia attore…

“Assolutamente no. Era una maschera, questo certamente sì. Si esibiva in macchiette specie a Carbonara nella piazza o a Bari in Piazza Risorgimento. Allora vi erano poche macchine e dunque poteva fare il suo spettacolo per la strada. Poi il traffico incalzante lo ha frenato. Faceva giochi con la bombetta, e i ragazzini che a quel tempo erano più semplici di oggi senza video giochi, ridevano a crepapelle. Dietro di lui sempre andavano due o tre suonatori, uno di piatti, un altro con la fisarmonica e il suo cavallo di battaglia era la canzone Era un bel giorno di maggio. I bambini scoppiavano a ridere”.

Si esibiva persino nelle vetture della ferrovia Appulo Lucana…

“Vero, andava a fare spettacolini nei treni e i controllori chiudevano un occhio e non gli facevano pagare il biglietto”.

E’ vissuto con te negli ultimi anni…

“Ho condiviso gli ultimi anni della sua vita con lui ed è lo specchio di una comicità bonaria. Voleva imitare Charlot e lo diceva apertamente”.

In sostanza chi è stato?

“Un uomo triste che cercava di far sorridere gli altri. Ma dentro soffriva e anche molto”.

Bruno Volpe

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