Cultura e Spettacoli

Erba e Paganini, due pianeti lontani

L’immagine, bellissima, ritrae un calciatore colto nell’atto di colpire di testa un pallone presumibilmente crossato dal fondo, oppure – vai a capire – il fotogramma lo ‘ferma’ appena dopo aver incocciato la sfera. Fu goal, non fu goal ?… Lo stacco, imperioso, tecnicamente perfetto, segnala il goleador di razza. Quel giovane, allora poco più che ventenne e in forza al Parma, società nelle cui file militò dal 1954 al 1957, oggi avrebbe compiuto 87 anni. Buon compleanno lo stesso a Paolo Erba, tra i migliori cannoniere del Bari. Dal 1957 al 1951 Erba vestì 101 volte la casacca biancorossa andando a bersaglio 35 volte (media : 0,34). Ventisei di quei goal li siglò in serie A, cifra che lo pone al secondo posto fra i cannonieri del Bari, limitatamente alla massima serie, alle spalle di Igor Protti. Era un attaccante inesorabile. Per quanto non altissimo – misurava 1,72 – Erba aveva nel colpo di testa l’arma migliore. Una volta, nel corso di una mischia sotto porta, sgambettato o spinto, si ritrovò pancia a terra ; nel batti e ribatti la palla carambolò nella sua direzione ; senza ancora aver avuto il tempo di rialzarsi, con un rabbioso colpo di testa Erba agganciò il pallone spingendolo nel sacco (la testimonianza è del signor Vincenzo Di Pinto, la partita in questione si svolse al Della Vittoria). La sua abilità nel gioco di testa divenne proverbiale al punto che un noto poeta dialettale barese (Vito de Fano?… spiace non poter precisare) dedicò a questo atleta una lirica intitolata ‘La sanda cape de Erbe’… Per una curiosa coincidenza, il 2 marzo segna la data di nascita di un’altra punta biancorossa. Ma il confronto con Erba è impari. Luciano Paganini, classe ’47, ha militato nel Bari nel solo campionato ’68-’69. Disputò 17 partite mettendo a segno appena due goal (media : 0,11). I tifosi lo deridevano : Paganini non ripete… In verità questo atleta anche altrove non si dimostrò un attaccante di talento. Nelle 74 presenze con le maglie di Bologna, Lecco, Cesena e Parma andò a rete solo otto volte (media : 0,10). Tutto il contrario di Paolo Erba che segnò 63 reti in 180 presenze tra Casale, Crotone, Parma e Taranto (media : 0,35). A consolazione di Luciano Paganini segnaliamo la sua presenza nella comitiva azzurra che arrivò a fregiarsi dell’oro (pari ex aequo con la Francia) alla quinta edizione dei Giochi del Mediterraneo (1967, Tunisia). Della stessa comitiva faceva parte anche Mario Fara, allora in forza al Catania e destinato l’anno dopo a passare nelle file del Bari. Nella circostanza Fara mise a segno su rigore uno dei quattro goal con cui l’Italia superò la Francia nelle fasi eliminatorie. Anche questa volta, Paganini – se mai venne impiegato – non andò a segno. Ma gli va riconosciuto il fatto d’aver avuto la strada sbarrata da giocatori che di lì a poco sarebbero entrati nella storia del calcio italiano : Savoldi, Anastasi e Chiarugi.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 2 Marzo 2018

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