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Ercole, da Taranto a Roma

Sotto il papato di Sisto IV (1471–1484) venne avviata una serie di interventi volti al recupero urbanistico e all’esaltazione monumentale della città eterna. Rientra in questo spirito ricostruttivo la demolizione dei fatiscenti resti del Foro Boario, area sacra e commerciale dell’antica Roma collocata lungo la riva sinistra del Tevere e anticamente preposta al mercato del bestiame. Nel corso della rimozione delle macerie, emerse, riversa, una raffinatissima statua in bronzo dorato (nell’immagine). L’imponenza della figura (2,41 m.), la presenza di una clava nella destra e di tre mele nella sinistra non lasciano adito a dubbi : Ercole… E per la precisione l’Ercole dell’undicesima fatica, la quale consisteva nel cogliere tre frutti d’oro dal melo piantato nel Giardino delle Esperidi. Si tratta probabilmente dello stesso Ercole Vincitore che Plinio indica all’interno del tempio circolare eretto all’interno del Foro Boario. La statua – oggi nota come Ercole del Campidoglio per il fatto d’essere conservata nel Palazzo dei Conservatori al Campidoglio – mette in mostra tutti i tratti della scuola greca del III o II secolo avanti Cristo. Venne scolpita a Roma da scultori greci o venne importata dall’Ellade? Livio e Plutarco accennano ad una diversa origine : Nel 209 a.C. per la quinta volta venne eletto console Quinto Fabio Massimo, già detto il Temporeggiatore per aver fiaccato Annibale adottando la tattica della guerriglia invece di cercare lo scontro frontale. Fabio onorò l’ennesimo mandato infliggendo subito un altro duro colpo al condottiero cartaginese : la riconquista di Taranto. Alla cacciata dei cartaginesi i legionari vennero premiati col diritto al saccheggio. Tale pratica brutale non si esauriva nel derubare cittadini inermi. Lo scempio avveniva in una cornice di stupri, uccisioni e incendi. Spesso la rabbia di non aver fatto sufficiente bottino spingeva i bruti a demolire palazzi, abitazioni, templi… Mentre era in corso l’opera distruttiva i luogotenenti del Temporeggiatore sollevarono una questione : Era il caso che meravigliose rappresentazioni scultoree a riproduzione delle divinità adorate dai tarantini andassero in frantumi? Se invece fossero state risparmiate e spedite a Roma, il Senato avrebbe apprezzato il gesto e ricompensato con ulteriori regalie i vincitori… Fabio rispose che Roma non sapeva che farsene di Dei “avversi”. La risposta non frenò le insistenze dei consiglieri. Alla fine si raggiunse un compromesso : Sarebbe stata salvata una sola statua, la più bella, quella di Ercole Vincitore… Così, quella scultura venne rimossa dal suo piedistallo e subito imbarcata alla volta di Roma.

Italo Interesse

 

 

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