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Eridano, nave asilo per trovatelli e bimbi poveri

Una volta il calore prodotto dai motori delle navi veniva utilizzato dai distillatori di bordo che ricavavano dall’acqua di mare quella dolce necessaria alle esigenze dell’equipaggio e della sala macchine. Quando le navi diventavano desuete, prima d’essere rottamate venivano riconvertite in navi-distillatrici. A farne uso erano quegli Stati colonialisti i cui possedimenti affacciati sul mare si caratterizzavano per il clima desertico e l’assenza di corsi d’acqua. Era il caso dell’Italia, relativamente ai territori della Libia e dell’Eritrea. La prima nave distillatrice italiana fu l’Eridano, un decrepito trasporto inglese, acquistato nel 1885 e varato trent’anni prima. Finché potette, l’Eridano assicurò una produzione giornaliera di 65 tonnellate fra acqua e ghiaccio. Concluse la sua esistenza a Bari come nave asilo per orfanelli venendo affondato, quasi centenario, “durante un bombardamento nella seconda guerra mondiale” (fonte : italiacoloniale.com). Fonte più affidabile (la Marina Militare) dice ben altro nella breve didascalia che accompagna la foto riportata in immagine e che risale al 15 gennaio 1915 : “La Nave Eridano (ex Tevere, ex mercantile britannico Edinburgh), radiata nel 1907 e mantenuta in servizio sino alla fine della guerra come nave deposito, trasferita a Bari e data in gestione all’Opera Nazionale del Patronato, è finalmente ceduta al Comune di Bari che istituirà a bordo corsi di scuola elementare e di specializzazioni marinare a favore di figli di pescatori e trovatelli”. Ma l’archivio privato GioMar parla invece un mercantile iscritto al Compartimento Marittimo di Genova al n° 1701 con il nome di Eridano e affondato dal sommergibile britannico HMS Trusty il 4 dicembre 1941 al largo di Capo Dukato (Isola Lefkada, Ionio, Grecia). Dal canto suo Wikipedia racconta del  veliero armato a brigantino Eridano varato a Genova nel 1841 e demolito nel 1868 dopo aver issato prima la bandiera del Regno di Sardegna e quella del neonato Regno d’Italia… Teniamoci stretto quanto afferma la Marina Militare che ci svela le miserie di una Patria pezzente al punto da dover utilizzare un cumulo di ruggine per dare asilo a trovatelli e figli di povera gente e nondimeno pronta a svenarsi e sacrificare seicentomila giovani vite pur di gettarsi a capofitto nella più gratuita delle guerre. Infine, dinanzi a tanta disparità di notizie intorno ad una nave, la verità si può ricavare incrociando con prudenza fonti discordanti : Dopo la demolizione del brigantino Eridano, quel nome passò ad un trasporto di seconda mano ed impiegato prima come nave-distillatrice, poi come mercntile, prima della riconversione in nave-asilo. Alla sua demolizione, venne battezzata Eridano una terza nave, quella andata a fondo nel 1941 nelle acque greche.

 

Italo Interesse

 

 

 

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