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Erogazione contributi alle società sportive: qualcosa non quadra

La associazioni HBari2003 e Volare più in alto chiedono “delucidazioni” in merito all’assegnazione dei contributi sportivi da parte del Comune di Bari, perché qualcosa nei conti sembrerebbe non quadrare.Anche quest’anno, infatti, in occasione delle festività Natalizie, l’ente locale non si è risparmiato e ha erogato alle associazioni sportive e culturali gli “spiccioli residuali” del corrispondente capitolo di bilancio, senza chiaramente esplicitare i criteri di assegnazione di tali somme.Atro arcano da svelare – messo in evidenza dalle due onlus –  è un fenomeno, che verificandosi ormai da ben tre anni, è divenuto prassi ormai consolidata: “non si sa come, ma il Dirigente di settore, ‘a causa dell’esiguità dei fondi disponibili’ – come ha lui stesso dichiarato – si vede costretto a modificare i criteri di attribuzione dei contributi, limitandoli alle sole spese di affiliazione, tesseramento, tasse gara, richieste dalle federazioni sportive nazionali”.Il motivo della decisione del Dirigente e le modalità da lui adottate nell’esclusione delle altre voci di spesa utili per la determinazione del contributo appare non del tutto chiara e per alcuni versi discutibile.Il Presidente di HBari2003 e Volare più in alto, si fa portavoce delle sue associazioni e chiede agli organi competenti di rispondere ad alcuni quesiti e  di chiarire se “quello adottato può essere considerato un adeguato criterio di attribuzione”. Romito chiede inoltre se al Comune “ci si è accorti che in questo modo si finisce per favorire determinate associazioni i cui costi societari si limitano alle spese federali, vedi le società di running, sempre premiate, a fronte delle associazioni che alle spese suddette devono aggiungere i costi di impianto, attrezzature, manutenzione, tecnici e chi più ne ha più ne metta”.Ribadisce che quella delle sue associazioni “non vuole essere una guerra tra poveri e che non si chiede di sottrarre fondi ad alcune associazioni per darli ad altre”.

Esprime il suo rammarico dovuto a diversi fattori tra i quali la scarsità dei fondi presenti in bilancio per i contributi da devolvere alle associazioni sportive dato che, da tre anni a questa parte, si giunge sempre alla stessa conclusione generatrice di “cattivi pensieri” sulla individuazione delle associazioni beneficiarie. Romito inoltre si chiede perché associazioni che svolgono attività sportiva per disabili – attività riconosciuta a livello nazionale di alta valenza sociale e riabilitativa – non divengano destinatarie di appositi bandi, così come il sindaco Decaro aveva promesso nel mese di marzo, circa l’assegnazione di contributi, in considerazione anche degli elevati costi sostenuti per impianti sportivi, per il trasporto di attrezzature specifiche, accompagnatori (sovente in rapporto 1:1), mezzi adattati al trasporto di persone non deambulanti.

Quella delle due onlus vuole pertanto essere una manifestazione di profondo rammarico sulle modalità di utilizzo dei fondi pubblici, che in questo modo, ritengono “vengano sperperati in mille piccoli rivoletti che non servono assolutamente a contribuire alla realizzazione delle iniziative che le associazioni no profit ed onlus del territorio tentano, tra mille difficoltà, di portare a compimento a favore delle persone più svantaggiate”.

 

 

Marina Basile

 

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