Esiste una vera opposizione del centrodestra all’amministrazione Leccese?
Le critiche e le denunce del consigliere Michele Laforgia più pesanti di quelle dell’opposizione formale al sindaco

Le critiche più pesanti all’amministrazione cittadina barese guidata da circa un anno e mezzo dal sindaco Vito Leccese giungo dall’interno della sua stessa maggioranza, anziché dall’opposizione centrodestra presente in Consiglio comunale.
Infatti, leggendo l’intervista rilasciata recentemente all’edizione locale di una testa giornalistica nazionale dall’avvocato Michele Laforgia, che – come è noto – è un leale e fedele alleato della coalizione di maggioranza che nel giugno 2024 ha eletto sindaco Leccese, si apprende che una parte del gruppo di forze che sostiene lo stesso Leccese nell’aula “Dalfino” e che, quindi, vanta anche delle presenze nell’esecutivo è alquanto critica sulla situazione cittadina a Bari.
Pertanto, una parte del gruppo di forze del centrosinistra che al primo turno aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Laforgia non è, verosimilmente, affatto soddisfatta di come è stata gestita la citta in questi primi 18 masi di amministrazione Leccese e per questo pare che recentemente abbia presentato al vertice comunale cittadino un documento in cui sono state elencate le criticità per cui, a detta di Laforgia, “la città è (ndr – ancora) ferma”, con il programma concordato e presentato agli elettori baresi all’atto dell’intesa per il voto di ballottaggio, avvenuto per altro – come si ricorderà – senza un apparentamento formale, ma con il semplice sostegno elettorale fiduciario dello stesso Laforgia e del gruppo di forze che lo avevano appoggiato al primo turno, al fine di dare tre consiglieri in più, nella futura Assemblea, alla maggioranza di Leccese e, chiaramente, a discapito dell’opposizione.
Ossia 28 consiglieri complessivamente, di cui 22 del gruppo di liste che avevano sostenuto Leccese al primo turno e 6 del gruppo laforgiano, anziché dei 25 che la coalizione del “campo largo” avrebbe espresso nel caso in cui fosse stato effettuato un sostegno formale di apparentamento al ballottaggio.
Ma vediamo più in dettaglio quali sono i temi contenuti nel documento sottoscritto da quattro consiglieri comunali, ossia dallo stesso Laforgia unitamente a Francesca Bottalico, Pasquale Lavopa e Victor Laforgia, e consegnato al sindaco per chiedere un cambio di passo dell’amministrazione su tali questioni. Il primo di questi e, forse, il più importante riguarda la rigenerazione urbana.
A seguire, ma considerati comunque non meno rilevanti, ci sarebbero anche i temi relativi al funzionamento della macchina amministrativa; alla crisi abitativa; all’igiene urbana che lascia ancora molto desiderare: all’obbligo di applicazione di un salario minimo per i dipendenti delle ditte appaltatrici del Comune e delle sue partecipate;
alla governance di queste ultime non ancora rinnovata; alla sicurezza urbana ed alle tante situazioni di disagio giovanile e devianza minorile; ad una nuova pianificazione urbanistica della città, che – come è noto – ha un Pug pronto dal 2014, ma stranamente mai attuato e tanto meno reso noto al Consiglio comunale e (dulcis in fundo, ma certamente non come ultimo dei problemi da affrontare!) all’attuazione di un effettivo decentramento che, come si ricorderà, pur non ancora realmente attuato dopo oltre 40 anni da quando è stato istituito, l’amministrazione Leccese pur potendo eliminare o, quantomeno, ridurre i costi politici dei fantomatici amministratori di quartiere, ha deliberato nell’ottobre del 2024, in maniera unanime e con l’avallo pieno dell’opposizione di centrodestra, il ripristino degli emolumenti al massimo consentito.
Un paradosso, quest’ultimo, per una città come Bari, dove le imposte comunali (Imu, addizionale Irpef, etc.) e gli oneri per i servizi gravano da tempo sui contribuenti ai massimi livelli applicabili. Insomma, un j’accuse plateale e molto forte che una parte della maggioranza di centrosinistra, che ha contribuito al ballottaggio ad eleggere Leccese e lo sostiene in Consiglio, ha fatto al sindaco per chiedere, evidentemente, un check up sullo stato di salute della stessa maggioranza e conseguentemente un riassetto delle posizioni di governo cittadino, sia politiche che di vertici burocratici, anche a seguito del rimpasto di giunta dovuto alle dimissioni dell’assessora al Welfare, eletta al Consiglio regionale, e del Dg del Comune spostatosi in Regione, al seguito del neo governatore Antonio Decaro.
Alla luce di ciò, ci sarebbe però da chiedersi, se già una parte autorevole della maggioranza è intervenuta così duramente per criticare l’amministrazione Leccese di circa un anno e mezzo di immobilismo, l’opposizione di centrodestra al Comune di Bari cosa ha fatto e detto nello stesso periodo per mettere in luce le contraddizioni di gestione della maggioranza rispetto al programma prospettato agli elettori baresi nel 2024?
Un’opposizione di centrodestra che, alla luce delle recenti critiche e denunce di Laforgia ed i firmatari del documento accennato, sembrerebbe paradossalmente essere meno opposizione di quanto non lo sia la parte sinistra della coalizione di maggioranza. Ma questo è tutto un altro discorso.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 10 Febbraio 2026



