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Esplode la rabbia degli agenti: “Tenetevi chiavi e contratti”

Con le immagini del carcere di Santa Maria Capua Vetere che l’estate scorsa hanno praticamente girato il Mondo in tv, tornano in primo piano le manifestazioni di protesta dei poliziotti penitenziari pugliesi che “”non ce la fanno piu’””. Questa la denuncia dei rappresentanti sindacali autonomi che stamane a Bari hanno organizzato un ‘sit in’ (a partire dalle dieci in punto) per consegnare le chiavi delle dieci carceri della regione al Provveditore. E  poi, come non bastasse, strapperanno contratto e accordi sindacali, violati oramai quasi quotidianamente nonostante gli stessi sindacati autonomi (SAPPE in prima fila) abbiano denunciato a politica e amministrazione penitenziaria la situazione lavorativa e della sicurezza. Una situazione, sia ben chiaro che non attanaglia solo le carceri pugliesi, di certo tra le più affollate dell’intera Nazione. <<A tutto ciò l’amministrazione ha risposto con il ridimensionamento degli organici di polizia penitenziaria, ridotto di oltre seicento unità negli ultimi vent’anni -attacca a testa bassa Filippo Pilagatti. Segretario del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria – e tutti i responsabili DAP calati in Puglia hanno preso atto della situazione, hanno promesso, epperò alla fine mai nessuno ha fatto nulla. Ora ci troviamo con carceri  in cui la sicurezza, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, è uguale a zero>>. E purtroppo i fatti stanno a testimoniare le varie denunce coi tumulti scoppiati a marzo 2020 in quasi tutte le nostre carceri, con l’ultimo ”disastro” della clamorosa evasione di una settantina di detenuti dal carcere di  Foggia, cosa mai accaduta in una nazione occidentale, senza parlare dell’altra evasione dall’ex supercarcere di Trani saltando addirittura il muro di cinta, sotto gli occhi degli agenti di custodia. Eppoi ancora le aggressioni ai poliziotti da parte dei detenuti che si sentono padroni, il continuo ritrovamento di sostanze stupefacenti: manco di fronte a queste situazioni il DAP ha ritenuto di adottare provvedimenti, per cui per lavoratori e sindacati sembra proprio giunto il “momento di dire basta”. Ecco allora la manifestazione odierna dinanzi il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria in corso De Gasperi (proprio vicino all’istituto di pena),  in cui verranno strappati per protesta il contratto del lavoro e gli accordi sindacali, come detto, in quanto violati in ogni loro parte, a partire da orari, carichi di lavoro, igiene, sicurezza e salubrità, ma anche fruizione di riposi, permessi e ferie. Al Provveditore regionale Martone i manifestanti stamani metteranno simbolicamente in mano le chiavi delle carceri pugliesi, un gesto che per ora, appunto, è solo simbolico, ma che se non vi saranno risposte concrete, diventerà molto più concreto coi poliziotti in divisa grigia che presenteranno in massa le dimissioni. <<I motivi della protesta possono essere così  riassunti:  in vent’anni ci hanno tolto oltre seicento poliziotti e la Puglia è la regione più affollata di detenuti della Nazione, mentre in altri posti ci sono carceri vuote. Così si negano ai lavoratori i diritti stabiliti dalla Costituzione, dai contratti e dalle organizzazioni del lavoro: ogni giorno ci sono aggressioni e centinaia di detenuti con gravi problemi psichiatrici vivono abbandonati e senza cure  per colpa delle Asl e della politica che ha chiuso reparti psichiatrici>>, incalzano i rappresentanti sindacali. Decisi anche a ricordare che gli agenti penitenziari, per poter entrare a mensa, debbono avere il ‘green pass’, mentre avvocati, famigliari di detenuti  e operatori entrano nelle carceri e ne sono praticamente sprovvisti. E non è finita: un poliziotto in uniforme grigia deve gestire 3,4,5 posti di servizio e 150/200 detenuti contemporaneamente,  con orari di lavoro che arrivano fino a dodici ore, senza la possibilità di poter mangiare, per non parlare dei  poliziotti dei reparti ‘Traduzioni e Piantonamenti’, costretti a lavorare addirittura fino alle quindici ore al giorno continuative ed oltre,  senza consumare nemmeno i pasti. Incredibile. <<Vengano un giorno a lavorare nelle nostre carceri, invece di inchinarsi a una politica che ha distrutto le carceri, la loro sicurezza e la certezza della pena, umiliando ancor piu’ le vittime dei reati commessi>>, la provocazione finale dei sindacati.

Francesco De Martino

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