Ex Ansaldo Caldaie, “ogni giorno che passa, una pugnalata per i lavoratori”
Troppe volte sono state alimentate attese e false speranze nel rilancio dell'azienda di Gioia del Colle

Nuovamente arenata sugli scogli del silenzio e dei ritardi atavici, la vertenza “Ac Boilers”, specie dopo la mancata acquisizione dello stabilimento di Gioia del Colle da parte di “Az Impianti” in seguito al ritiro dell’autorizzazione alla cessione del ramo d’azienda, decretata dal Tribunale di Milano. Punto e a capo, insomma, dopo mesi di attesa, speranze e assemblee alla presenza di lavoratrici e lavoratori stanchi, ma non demotivati, testimoni d’una crisi industriale tornata, appunto, al punto di partenza e con poche prospettive -…almeno al momento – sul futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti. In sospeso, dunque, le ipotesi di rilancio industriale, mentre l’ennesima fumata nera del mese scorso certifica una situazione di profonda incertezza, come sottolineano a più riprese i rappresentanti sindacali, un’incertezza che continua a gravare su decine di famiglie e sull’intero territorio. Tutti gli impegni e promesse d’una soluzione rapida e strutturata per risanare l’ex Ansaldo/Caldaie col suo stabilimento barese non hanno trovato riscontro nei fatti, mentre il tempo trascorso ha ulteriormente indebolito il tessuto produttivo e la prospettiva di continuità dello stabilimento. Secondo l’Unione Sindacale di Base, da sempre in prima fila nella vertenza, quanto accaduto dimostra in modo evidente l’insufficienza di percorsi fondati solo e soltanto su operazioni industriali mai realmente consolidate, aspettando e rimandando fin troppe volte un intervento diretto delle istituzioni nazionali che, nei fatti, non s’è mai concretizzato a favore dell’Ac/Boilers. «Non possiamo più permetterci di aspettare – ripete Pierpaolo Corallo dell’Usb/Puglia – perché ogni rinvio aumenta l’incertezza e mette a rischio definitivo l’occupazione. È evidente che il tempo degli annunci è finito: bisogna fare subito». Per il sindacato, la vertenza dello stabilimento gioiese detentore di parecchi primati nella costruzione e installazione di generatori di vapore e caldaie industriali per centrali termoelettriche non può essere lasciata in mezzo al guado, tanto meno affidata a soluzioni improvvisate. «È necessario riaprire immediatamente il tavolo ministeriale – incalza Corallo – per affrontare la situazione con responsabilità e urgenza. Serve una regia chiara del Ministero che garantisca un vero progetto industriale e la tutela dei livelli occupazionali. Ogni giorno perso è un danno irreversibile per i lavoratori e per Gioia del Colle». E’ chiaro che, in assenza di risposte concrete, il rischio è d’assistere all’ennesimo fallimento annunciato, con pesanti ricadute sociali e occupazionali su un territorio già duramente provato.
Francesco De Martino
Pubblicato il 18 Febbraio 2026



