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Ex Casermette, poco spazio per aule e uffici: un’altra proposta sballata?

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede arriva oggi a Bari per  “vedere il luogo dove sara’ realizzata la cittadella giudiziaria”. “Quella che era una ‘tragedia’ della giustizia, con le udienze che si svolgevano nelle tende – ha aggiunto lo stesso Bonafede ieri a un convegno – dopo dieci mesi s’e’ trasformata in una situazione virtuosa”. Sarà, ma sono diversi i punti che già traballano nella scelta di realizzare la sede unica della giustizia barese nell’ex area militare delle Casermette in via Alberotanza. A cominciare dallo studio di fattibilità già vecchio e superato, quello trasmesso dall’Agenzia “Invitalia” a via Arenula e su cui il Ministro Bonafede afferma di fondare le sue “valutazioni” per trovare finalmente la “soluzione finale”, a Bari. A questo punto, proprio per capire su quali dati si basano le valutazioni ministeriali per la sede unica della Giustizia, occorre confrontare i dati già a nostra disposizione con quelli del progetto del Polo della Giustizia alle ex Casermette Milano – Capozzi, cominciando dagli spazi destinati alle aule d’udienza. Ovvero l’aspetto più rilevante del sottodimensionamento del progetto, a partire dal “numero” delle aule e dalle loro “dimensioni”. Le Aule, infatti, risultano in numero sottostimato di circa il 50 per cento rispetto al numero di quelle aule che la Corte di Appello di Bari aveva richiesto col precedente ‘Quadro Esigenziale’, predisposto nel 2003 per la Ricerca di Mercato. Il nuovo progetto del “Polo” ne prevede, invece, meno d’una cinquantina. E tutte con dimensioni decisamente più ridotte, rispetto a quelle richieste allora dalla Corte di Appello laddove, ad esempio, per le Aule Penali venivano indicate stanze singole per P.M., avvocati e testimoni, direttamente collegate con l’aula d’udienza e con percorsi autonomi e differenziati. Stesso discorso per le stanze di magistrati e cancellieri, giusto per sancire ‘prima facie’, come si dice in gergo legale, l’assoluta inadeguatezza di spazi che sembrano nemmeno parametrati alle valutazioni minime fissate dalla Circolare dell’Agenzia del Demanio n° 22163/DAO-CO-PA del 30/07/2012. Questa Circolare, infatti, fissa tali parametri, riferendosi a spazi da destinare ad “uffici generici”, quali possono essere gli uffici delle Imposte, delle Forze dell’Ordine, del Demanio, del Catasto eccetera. Gli uffici dei Magistrati e dei Cancellieri hanno ben altre esigenze di spazi e, pertanto, a essi non possono applicarsi meccanicamente i parametri minimi fissati dalla Circolare dell’Agenzia del Demanio. Ma il progetto  “Polo” traballa anche sul numero totale dei dipendenti, pari a 1.462 unità, mentre la Corte di Appello, già nel lontano 2003, aveva fissato un numero di 1.526 unità. E così, già con riguardo a Uffici e Aule, lo studio ‘Invitalia’ presenta superfici sottostimate di oltre il 30 – 40 per cento, ma sottostimate risultano anche gli spazi destinati a parcheggi, tenendo presente che nella zona che ospita le ex casermette si omette di esaminare parametri “fondamentali” sul rapporto tra verde e, appunto, parcheggi. Come non osservare, infatti, che l’area delle ex Casermette, presenta una superficie di circa 14 ettari, di cui 9 (90mila mq) destinata a standard per “Verde” e “Parcheggio al Pubblico”, residuando, quindi, una superficie di circa 5 ettari, su cui ubicare gli edifici e la viabilità interna. E tale superficie di circa 5 ettari appare assolutamente insufficiente ad accogliere tutti gli Edifici Giudiziari della città, che necessitano, per motivi funzionali e di sicurezza, di adeguate distanze fra le relative funzioni e, quindi, fra gli edifici in cui le stesse sono ubicate. Ciò vale, in particolare, per le Aule Bunker, ma anche per Tribunale dei Minori, distanze di sicurezza dai confini e tutto il resto, tanto da rendere anche il progetto di realizzare la sede unica della giustizia nell’ex area militare appare non meno balzana di quella d’un ex ospedale militare o un…arcipelago.

Francesco De Martino

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