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Ex Fibronit: quando parte la messa in sicurezza?

 I lavori all’ex Fibronit all’incrocio dei popolosi quartieri San Pasquale, Japigia e Madonnella dovevano riprendere e proseguire spediti e senza problemi, dopo le decisioni adottate oltre due anni or sono in sede di approvazione del progetto preliminare per la messa in sicurezza definitiva del sito inquinato da amianto. Erano queste le indicazioni emerse al termine di uno degli ultimi incontri svoltosi a Roma su richiesta del consigliere delegato all’Ambiente del Comune di Bari, Maria Maugeri, per presentare ai tecnici del ministero dell’Ambiente gli esiti dell’ultima campagna di carotaggi effettuati da Arpa Puglia e consegnati all’amministrazione comunale lo scorso 11 dicembre. Ai tavoli romani si sono seduti spesso anche gli assessori regionali all’Ecologia e i tecnici di Comune, Regione e Arpa, oltre al rappresentante del gruppo di progettazione degli interventi di messa in sicurezza definitiva. Le analisi dell’Arpa, va ricordato, hanno evidenziato la presenza di amianto impastato (in matrice compatta e quindi senza esposizione delle fibre agli eventi atmosferici che potrebbero provocarne la dispersione) negli intonaci dei muri perimetrali di alcuni dei capannoni dello stabilimento dimesso. Per volontà dell’amministrazione comunale, come ulteriore misura di carattere cautelativo a salvaguardia della salute dei cittadini, oltre alle strutture portanti dei vecchi ambienti di lavoro, sono state indagate anche eventuali matrici alla ricerca di possibili materiali inquinanti diversi dall’amianto. Sia nel caso degli intonaci, sia in quello della ricerca di altri inquinanti, il ministero ha convenuto che il quadro emerso non determinerà la rimodulazione del progetto quanto alla destinazione finale dei materiali risultanti dalle operazioni di bonifica. Questi ultimi, rimossi con le dovute cure, classificati e adeguatamente trattati, potranno infatti essere utilizzati per la realizzazione della copertura di alcune delle zone che costituiranno la parte destinata alla vegetazione folta e non calpestabile all’interno del parco urbano più grande della città. I progettisti hanno adesso tre mesi per elaborare le tavole del progetto della messa in sicurezza definitiva della Fibronit alla luce della definizione del quadro di approfondimenti necessario ad elevare in termini ancora più significativi il livello di sicurezza dell’area oggetto di intervento. “Il conforto che ci proviene dalle valutazioni tecniche del ministero dell’Ambiente – diceva a dicembre 2009 Maria Maugeri – aggiunge un ulteriore elemento di chiarezza quanto allo spirito di responsabilità che sta muovendo l’amministrazione comunale nella gestione di questa complessa e delicata azione di bonifica tesa a massimizzare il livello di sicurezza e di tutela della salute dei cittadini baresi. Abbiamo anche sgomberato il campo dall’eventualità, pure possibile, che gli ulteriori accertamenti da noi voluti potessero provocare una dilatazione dei tempi sulla strada della progettazione, che invece potrà proseguire verso l’elaborazione definitiva della messa in sicurezza che ci attendiamo entro i prossimi novanta giorni. Possiamo così perseguire con tranquillità l’obiettivo della realizzazione di una grande area verde a risarcimento dei tanti danni patiti dai cittadini baresi nei decenni in cui il rischio amianto è stato colpevolmente  sottovalutato”. I novanta giorni anche in questo caso, come per la costruzione della Cittadella della Giustizia sono trascorsi abbondantemente, ma della messa in sicurezza dell’ex Fibronit ancora non v’è traccia: quanto bisognerà aspettare?
 
adl
 
 
 
 
 

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