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Ex Gasometro, l’ex Provincia dovrà certificare l’avvenuta bonifica

Cantiere ex gasometro, la palla, anzi la certificazione per attestare l’avvenuta bonifica passa alla Città Metropolitana di Bari. Dopo che il consigliere comunale barese Michele Picaro, che è anche coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ha scritto un’interrogazione all’assessore comunale ai lavori Pubblici, Giuseppe Galasso, per chiedere di accelerare i lavori per il parco nell’area ex Gasometro al Libertà, gli uffici comunali hanno risposto appellandosi alla mutata normativa in vigore, per cui tocca all’ex Provincia inviare la certificazione necessaria a terminare il parco che verrà dedicato all’indimenticata consigliera e assessora comunale barese all’ambiente Maria Maugeri. I lavori, difatti, hanno già subito un ritardo non per colpa dell’amministrazione comunale, ma d’un contenzioso tra la ditta vincitrice del bando e la seconda arrivata, per cui Picaro non ha esitato a tornare in argomento per riprendere senza indugio i lavori di realizzazione del parco. Del resto -come detto – sono oramai dieci anni che è stato aperto il cantiere per costruire quel polmone verde tanto atteso nella zona di Corso Mazzini e dintorni: aperto nel 2011 per un intervento di bonifica e messa in sicurezza permanente del sito inquinato ex gasometro, finanziato con Fondi Comunitari per circa 4 milioni di euro. La realizzazione del parco urbano ‘Maria Maugeri’ in realtà fa parte del Patto con i Municipi e partiva da una strategia più ampia di rigenerazione urbana, per finire stritolato dal solito vortice di ricorsi e controricorsi innanzi ai giudici amministrativi di Tar e Consiglio di Stato. Almeno fino a quando in diretta televisiva il 7 agosto 2020 il Sindaco di Bari annunciava la fine del contenzioso e la ripresa dei lavori, che secondo lo stesso Decaro sarebbero durati alcuni mesi. Di mesi però ne sono passati molti di più, davvero troppi per aspettare ancora, visto che gli avanzamenti della realizzazione del parco non si notano e, tanto meno, sono stati percepiti dai residenti. Ora con la sua interrogazione di Picaro l’assessorato comunale ai Lavori Pubblici ha ricordato che per riprendere i lavori è necessaria la documentazione di ‘avvenuta bonifica’ fornita dal servizio Ambiente della Città Metropolitana di Bari, per attestare nero su bianco che gli interventi tanto complessi quanto delicati, che hanno inevitabilmente richiesto tempi non brevi per la loro realizzazione, sono andati definitivamente a buon fine. Poi finalmente torneranno all’opera le ditte per completare un’opera di estensione a verde di oltre 13 mila metri quadrati. Il terreno inquinato – circa 6.000 mq – è stato rimosso fino ad un metro di profondità: in quella zona, in passato, sono stati rilevati rischi gravi per la popolazione, con la presenza di benzopirene e dibenzoantracene, sostanze altamente cancerogene. La loro presenza, così come quella dei metalli pesanti, era da dieci a trentanove volte superiore al limite di rischio accettabile, così come fissato dalla legge 152 del 2006, eliminati come pure quei serbatoi che avrebbero contaminato anche la falda, in un’area densamente abitata, caratterizzata dalla presenza di sostante pericolose, quali metalli pesanti, composti aromatici, idrocarburi. Secondo i tecnici che hanno redatto le perizie nell’area ex Gasometro, le sostanze erano presenti sia nel sottosuolo e sia nella falda sottostante, in concentrazioni superiori ai limiti fissati dal decreto ministeriale 471 del 1999. Ora saranno i tecnici del servizio ambiente dell’ex Provincia di Bari, nelle prossime settimane, ad attestare e certificare che tutto ciò è solo un lontano, pallido e brutto ricordo…

Antonio De Luigi

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