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Ex Gasometro, riparte l’iter per affidare la bonifica

Infatti da più d’un anno è stato pubblicato prima il bando e poi aggiudicata provvisoriamente la gara ad un’associazione temporanea di imprese di Mestre, prima che l’appalto si sospendesse per il ricorso giudiziario. Intanto il nuovo assessore ai LLPP Marco Lacarra non è stato a braccia incrociate ed ha già preso contatti con gli uffici della  Regione, proprio per sventare il rischio di perdere il finanziamento e riprendere l’iter della bonifica. Dunque, il Comune si prepara a debellare anche il giacimento di veleno nel cuore della città che, come ha promesso il Sindaco Emiliano in campagna elettorale,si trasformerà in un parco. L’area dell’ex Gasometro – l’impianto dismesso intorno alla metà degli anni Ottanta – occupa un’estensione di oltre 13 mila metri quadrati nel pieno centro urbano di Bari. Nel 2001 l’Amministrazione di Cagno Abbrescia avviò un intervento di caratterizzazione in vista della realizzazione del progetto di una nuova sede degli uffici comunali da costruire proprio su quel suolo. Una perizia tecnica realizzata dalla società Geotrivell evidenziò la pericolosità del sito, risultato pesantemente inquinato da metalli, composti aromatici, idrocarburi, presenti anche nella falda sottostante. Il terreno inquinato – circa 6.000 mq – che è stato mappato secondo la nuova normativa entrata in vigore nel 2006, verrà rimosso fino ad un metro di profondità. I lavori di scavo e smaltimento avverranno in sicurezza sotto un tendone di copertura. Inoltre, per tutta la durata del cantiere, sarà assicurato un monitoraggio ambientale continuo. Più in profondità il terreno verrà  “depurato” e poi racchiuso in contenitori stagni. Il tempo stimato dall’equipe torinese della “Golder” per queste operazioni è di circa sei mesi: dopodiche sarà  possibile realizzare il famoso parco e perfino degli impianti sportivi per il quartiere. La falda presente sotto l’area del Gasometro sarà bonificata immettendo acqua ossigenata attraverso dei piccoli pozzi dei quali sarà visibile solo il chiusino: l’ing. Stella della Golder ha dichiarato che la presenza di questi ultimi non interferirà con le attività dell’area sovrastante e ha stimato dai sei agli otto anni i tempi necessari per il recupero della falda. L’ intervento, per un importo complessivo di 10 milioni di euro, finanziati dalla Regione Puglia e dal Cipe, riguarda la “progettazione esecutiva, il coordinamento per la sicurezza in fase di progetto, l’ esecuzione dei servizi e dei lavori necessari per la bonifica del sito”. Fino ad allora non si sapeva nulla della gravità della situazione, tanto che fu nominata consulente la professoressa Giasi, dell’ Università di Bari. Ci fu un piano di caratterizzazione, furono effettuate analisi. Poi, il professor Migliacci e gli ingegneri Laforgia e Ficarella cominciarono a lavorare al piano preliminare di bonifica, che fu consegnato al Comune a giugno 2004, fino all’ultimo ‘stop’ del ricorso al Tar Puglia. “Bisogna far presto –rilancia il presidente di Esposti Amianto, Gianluigi Cesari- poiché in quella zona in passato sono stati rilevati rischi gravi per la popolazione, con la fuorisciuta di benzantracene, benzopirene e dibenzoantracene, sostanze altamente cancerogene. La loro presenza, così come quella dei metalli pesanti, è da dieci a trentanove volte superiore al limite di rischio accettabile, così come fissato dalla legge 152 del 2006”. Eppoi ci sono serbatoi che contaminano anche la falda, senza contare che parliamo di un’area densamente abitata, caratterizzata dalla presenza di sostante inquinanti e pericolose, quali metalli pesanti, composti aromatici, idrocarburi. Secondo i tecnici che hanno redatto le perizie nell’area ex Gasometro, le sostanze sono presenti sia nel sottosuolo sia nella falda sottostante in concentrazioni superiori ai limiti fissati dal decreto ministeriale 471 del 1999. Non solo. «Le sostanze inquinanti – è scritto nella relazione – sono state ritrovate anche nei vapori del suolo. L’ inquinamento della falda interessa anche una zona esterna al sito». Ma per bonificare quel sito altamente inquinato in questa Città ci sono voluti due gradi di giudizio dinanzi ai giudici amministrativi, e solo adesso potranno ripartire le procedure per l’affidamento dei lavori di bonifica e l’apertura del cantiere. Forse dopo l’estate. (fdm)
 
 
 
 
 

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