Cronaca

“Ex Socrate” di via Fanelli a rischio crollo ma nessuno fa niente

Non cambia niente nonostante articoli sui giornali, interrogazioni e denunce, un immobile fatiscente e inagibile che, secondo alcune perizie tecniche, è ancora a rischio crollo, causa alcuni pilastri pericolanti. Tutto da verificare allo stato attuale, certo, com’è stato chiesto con una missiva indirizzata dopo l’estate dell’anno scorso perfino al rappresentante del Governo a Bari, dopo l’accordo, sottoscritto dall’ex presidente Vendola, dal direttore generale dell’Istituto Autonomo Case Popolari Sabino Lupelli, dal pro rettore vicario del Politecnico, Loredana Ficarelli, dal vice presidente di Formedil, Ignazio Savino, dal presidente di Ingegneria Senza Frontiera, Claudio Vinci e dal vice presidente dell’associazione “Socrate”, Solomon Taffare. “L’amministrazione comunale – dichiarava raggiante tre anni or sono Emiliano impegnatissimo nella sua campagna elettorale – ha tentato di applicare il principio di uguaglianza previsto dall’art 3 della Costituzione, a tutti gli esseri umani. Nel caso dell’ex Socrate, abbiamo prima gestito la fase dell’occupazione abusiva, poi i rapporti tra gli occupanti e il quartiere, infine abbiamo avviato e portato a termine l’iter per consentire la fruizione legale dell’immobile. Siamo dunque partiti da una situazione di illegalità, che trovava giustificazione nello stato di estrema necessità, per poi a tracciare una strada nuova dal punto di vista amministrativo”. Anche gli altri politici ringraziavano i residenti del quartiere per lo spirito di accoglienza dimostrato. L’ex Liceo per il governatore pugliese diventerà un luogo di “seconda accoglienza legale”, grazie a questo protocollo di cui sopra. La vecchia scuola abbandonata, bisogna a questo punto rammentarlo,  era diventata tetto, speranza e riparo per circa un centinaio di rifugiati politici e profughi, di nazionalità eritrea, etiope e sudanese con l’ausilio di un “Comitato di supporto Socrate Occupato” che, come detto, ha sostenuto l’occupazione ponendosi da intermediario nei confronti della popolazione barese e delle istituzioni, Comune e inizialmente anche Provincia di Bari in prima linea. Poi nel 2011 l’ ”Associazione Socrate” formata dagli stessi rifugiati, il comitato di supporto e “Ingegneria Senza Frontiere-Bari” hanno cominciato a collaborare, intraprendendo un processo di auto-recupero della struttura scolastica, di proprietà del Comune di Bari, allora dichiarata inagibile. Poi la svolta: a Febbraio 2012 è stato presentato al Comune uno studio di fattibilità da parte degli enti preposti, attraverso finanziamenti pubblici mirati, di recupero e ristrutturazione dell’immobile, con la partecipazione degli stessi occupanti dell’immobile. Ma il progetto partito con la firma della convenzione, molto probabilmente, non tiene conto dei problemi strutturali dell’immobile gravi: un ex condominio con una sola via di uscita, già dichiarato inagibile dalla ex Provincia per problemi strutturali quando lo restituì al Comune di Bari, nel lontano 2004. Se n’è accorta, come detto all’inizio, la consigliera comunale Irma Melini che a settembre dello scorso anno ha scritto una missiva direttamente al Prefetto – oltre che a Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali – chiedendo di verificare le condizioni in cui vivono i rifugiati. Ma anche, qualche tempo prima, di impartire le direttive per controllare, appunto, agibilità e staticità dell’ex Liceo Classico ora ricovero o residenza per migranti. Un immobile che, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente, potrebbe ‘collassare’ per colpa dei pilastri erosi. E stiamoci….

Francesco De Martino


Pubblicato il 7 Marzo 2018

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