Cultura e Spettacoli

F. Palasciano, padre non riconosciuto della Croce Rossa Internazionale

Oggi ricorre il 209° anniversario della nascita, avvenuta a Capua, di un valentissimo chirurgo di origini pugliesi che promosse la CRI

A Monopoli, in via San Michele a Corte, una targa ricorda Ferdinando Palasciano, “figlio di monopolitani, nobile figura di chirurgo, filantropo di chiara fama, fermo assertore della neutralità del ferito in guerra e del personale sanitario, precursore della Croce Rossa”. E’ il caso di approfondire questa figura di cui oggi ricorre il 209° anniversario della nascita avvenuta a Capua. Si laureò giovanissimo in Belle Lettere e Filosofia, quindi in Veterinaria e infine in Medicina e Chirurgia. A 33 anni, nominato ufficiale medico dell’esercito delle Due Sicilie, si trovò a Messina durante i moti insurrezionali del 1848. Contrariamente alle disposizioni del generale Carlo Filangieri, il giovane medico si adoperò per prestare cure mediche anche ai nemici rimasti feriti durante i combattimenti.  Accusato di insubordinazione, rischiò di essere fucilato, nonostante avesse giustificato con Filangieri il proprio comportamento dicendo: «I feriti, a qualsiasi esercito appartengano, sono per me sacri e non possono essere considerati come nemici» e «Il mio dovere di medico è più importante del mio dovere di soldato». Ma l’intervento del re Ferdinando II fece commutare la pena capitale in un anno di carcere. Questa esperienza, esposta nelle sue successive dichiarazioni al Congresso Internazionale dell’Accademia Pontaniana di Napoli con la memoria ‘La neutralità dei feriti in tempo di guerra’ del 1861, ebbe una vasta risonanza in tutta Europa e fu una delle basi della Convenzione di Ginevra del 1864 che dette vita al Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, oggi indicato semplicemente come Croce Rossa o Mezzaluna Rossa. Palasciano però non ebbe la soddisfazione di vedere ufficializzato il proprio contributo alla creazione della Croce Rossa Internazionale. Quando infatti la Svizzera chiese ad ogni paese del mondo di inviare un delegato a firmare l’atto di nascita della Croce Rossa, il Regno d’Italia ignorò Palasciano nominando come rappresentanti il dr. Baroffio e il capitano Cottrau. Si spense a Napoli il 28 novembre 1891. E’ sepolto nel ‘Quadrato degli uomini illustri’ del cimitero di Poggioreale. Durante la I Guerra Mondiale, una nave tedesca requisita fu ridenominata Palasciano. Le cose andarono così : Nel 1914, con lo scoppio della prima guerra mondiale, il König Albert, un piroscafo tedesco, si era fatto internare nel porto di Genova (all’epoca l’Italia era ancora neutrale), per evitare la cattura da parte di unità della Royal Navy. Il 25 maggio 1915, in seguito all’entrata in guerra dell’Italia, il piroscafo venne requisito dal governo italiano, ribattezzato Ferdinando Palasciano e modificato in nave ospedale. Nel corso del suo servizio come nave ospedale la Ferdinando Palasciano effettuò complessivamente 46 missioni. Nel 1923 la nave venne iscritta nei ruoli della Regia Marina come trasporto e ribattezzata Italia. La storia operativa del piroscafo ebbe termine con la conclusione di una crociera rappresentativa in Sudamerica. Radiata nel gennaio 1925, l’unità fu smantellata a Genova nel 1926.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 13 Giugno 2024

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