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Fa ancora paura l’amianto alla Bridgestone di Bari

Si muore ancora di amianto alla Bridgestone, la fabbrica di pneumatici della zona industriale di Bari. Riconosciuto il nesso tra il male e il luogo di lavoro dopo il primo decesso, alcuni anni fa, altri operai hanno denunciato l´ente infortunistico per i ritardi, mentre per l’azienda, inutile dirlo, “tutte le norme sulla sicurezza sono state sempre rispettate. Eppure l´Inail di Bari anche l’anno scorso ha riconosciuto a un lavoratore della Bridgestone il nesso tra esposizione all´amianto e un mesotelioma pleurico che poi lo ha portato alla morte. L´uomo era elettricista per una ditta esterna che lavorava esclusivamente nella Bridgestone e per 25 anni ha prestato la sua opera negli ambienti di lavorazione della fabbrica. Ai suoi eredi, oggi, l´istituto riconosce così il diritto alla concessione dei benefici previdenziali, come previsto dalla legge 271/93, che detta le linee per l´ottenimento dei benefici pensionistici a fronte dell´esposizione. Intanto ieri sono tornati in campo anche i sindacati, capeggiati da Pierino Venneri della segreteria regionale Cisal-Puglia, che hanno incontrato i vertici dell’Istituto di Previdenza per fare chiarezza sui parametri di riferimento ai quali l’Inail si attiene per il rilascio dei certificati positivi per la concessione dei benefici previdenziali. Si tratta, in sostanza, di trovare un percorso certo e concertato per evitare il ricorso al giudice del lavoro, instaurando, come precisa il segretario Cisal Venneri, un confronto serio ed onesto a favore dei lavoratori. «Noi abbiamo fatto i nostri accertamenti  – ha già spiegato in passato il direttore regionale Inail Alfredo Violante – ricevendo anche una delegazione di lavoratori, dando loro disponibilità a esaminare nuovamente i nostri orientamenti sulla base della nuova documentazione presentata. Abbiamo chiesto tempo per visionarla e preso atto che c’è chi ha deciso di percorrere la strada giudiziaria. In presenza di un intervento della procura, l´Inail non potrà che astenersi da ogni decisione e aspettare la magistratura». E se l’Istituto previdenziale barese s’è impegnato a riconvocare i sindacati autonomi entro un paio di settimane al massimo, ormai da tempo sul caso-Bridgestone c’è la Procura della Repubblica di Bari. Che sta indagando sui casi di malattia professionale da amianto, mentre sulla morte dell’operaio ieri ha preso la parola Massimo Maiorano, consigliere comunale barese: “Si continua a parlare tanto di promozione della sicurezza negli Ambienti di lavoro, studi effettuati da Commissioni, di una corretta e adeguata informazione e formazione dei lavoratori e dei management aziendali, tutto questo per pianificare programmi e procedure di sicurezza. La cultura della sicurezza deve assumere dei comportamenti che inducono a dare una corretta collocazione alla attività di prevenzione attraverso i controlli che spesso non si effettuano”. Per Maiorano alcune Aziende puntano prevalentemente ad  un risparmio di uomini e mezzi a discapito della sicurezza, mentre i precari che lavorano saltuariamente  potrebbero non essere a conoscenza delle misure di prevenzione che sono inserite nel sistema di gestione della sicurezza Aziendale. Insomma, l’impegno sulla sicurezza deve essere concreto attraverso il controllo da parte delle Istituzioni. Purtroppo fin troppo facile a dirsi, che a farsi, visto che anche il capo della Procura della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, l’estate scorsa alla presenza di sindacalisti e  famigliari della Bridgestone ha promesso di ridare impulso alle indagini in corso. Ma finora senza risultati concreti….
Francesco De Martino
 
 

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