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Fa sorgere dubbi la scarsa trasparenza sulla concessione occupazionale de “la Punta”

Si infittiscono i “misteri” sollevati agli occhi di molti cittadini del V Municipio di decentramento amministrativo dalla presenza (dalla seconda metà dello scorso luglio) di una piattaforma di 100mq circa e di un annesso “container” sulla caratteristica e suggestiva scogliera de “la Punta”, a Palese. La struttura prefabbricata è – come si ricorderà da nostri precedenti servizi – è di proprietà di un’associazione sportiva barese, la “Tanaonda”, che svolge attività agonistica e di promozione nella disciplina acquatica delle tavole a vela e che, sin da gennaio 2019, aveva ottenuto dal Comune di Bari la concessione ad occupare quella porzione di scogliera del locale lungomare Tenente Noviello, per installare un “box” da utilizzare come deposito costiero per le attrezzature sportive degli associati. Sta di fatto, però, che detta struttura della “Tanaonda”, realizzata effettivamente solo lo scorso luglio, sta suscitando molte critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale barese, che ha autorizzato la sua realizzazione, concedendone l’occupazione di quella porzione di costa tanto cara alla comunità palesina ed a quanti la ritengono, oltre che una parte pregiata del paesaggio, da preservare dagli interventi umani che compromettono la naturalità e bellezza del posto. Difatti, nel V Municipio, polemiche e sospetti circa la legittimità di tale installazione ormai sono da circa due mesi all’ordine del giorno nei discorsi di molti comuni cittadini, poiché l’opinione di tanti di questi è che la presenza di quella piattaforma, con annesso box, rappresenterebbe un vero e proprio scempio al paesaggio di quel tratto particolare della costa palesina. Ma ciò che maggiormente contribuisce ad alimentare dicerie e sospetti introno a tale concessione è il fatto che nessun rappresentante locale dell’Amministrazione barese ha finora contribuito a far chiarezza introno alla concessione occupazionale di detta area demaniale che, oltre a possibili vincoli del Piano regionale delle coste, – stante ad alcune indiscrezioni – sarebbe, per giunta, dal 1989 una zona sottoposta anche ad un vincolo “diretto” della Soprintendenza, per via di scavi archeologici effettuati sin dalla prima metà degli anni Sessanta del secolo scorso e da cui erano emersi reperti ed inequivocabili tracce di presenza dell’uomo in era Neolitica, proprio su quella scogliera su cui oggi sorge il manufatto dell’associazione “Tanaonda”. E, vista la latitanza di coloro che a livello locale avrebbero dovuto per primi far chiarezza agli occhi dei cittadini sulla regolarità amministrativa di quell’intervento che tanto sta facendo discutere e, in qualche caso, anche arrabbiare i cittadini che hanno a cuore le sorti del territorio in cui risiedono, c’è stato anche chi, attraverso Internet, si è preso la briga di poter venire a conoscenza dell’iter e dei relativi “Nullaosta”, con cui l’associazione “Tanaonda” è riuscita ad ottenere l’ok del Comune alla concessione. Infatti, avvalendosi del motore di ricerca di Google ha tentato di trovare, nelle pagine web del Comune di Bari, gli atti relativi alla concessione alla “Tanaonda”. Atti, che – a detta di molti – stante alla normativa sulla trasparenza degli Enti pubblici, dovrebbero essere rintracciabili sul sito del Comune concedente (quindi Bari) e che invece, secondo chi si è cimentato in tale ricerca, non compaiono nell’apposito Albo pretorio digitale dell’Amministrazione barese. Difatti, dopo vari tentativi di ricerca non andati a buon fine sul sito del Comune di Bari, la curiosa cittadina (I.V.) ha provata a rintracciare altre concessioni di suolo pubblico rilasciate di recente sul territorio del V Municipio e tali ricerche, invece, sono risultate proficue. A questo punto l’interrogativo d’obbligo, oltre che spontaneo, è: “Come mai sul sito del Comune di Bari sono facilmente rintracciabili altre concessioni di aree pubbliche, mentre di quella relativa alla ‘Tanaonda’ non c’è traccia o, comunque, è complicato rintracciarla?”. L’assessore alle Attività economiche dell’Amministrazione barese, Carla Paolone, qualche settimana aveva fatto sapere, attraverso un’intervista rilasciata ad una testata locale, che sulla scogliera palesina de “la Punta” non c’è alcun vincolo e che l’associazione “Tanaonda” è in regola. “Ma se cos’è effettivamente – si chiedono meravigliati alcuni cittadini del V Municipio che contestano la presenza di quel manufatto, che indiscutibilmente deturpa quel tratto di costa e spiaggia libera locale – perché finora nessun rappresentante comunale, o municipale, sia di maggioranza che di opposizione si è preso la briga di fare chiarezza”, mettendo a disposizione della cittadinanza copia cartacea, o digitale, della pratica in questione? Un’indisponibilità che, sulla questione, alimenta ulteriori polemiche nei confronti dell’Amministrazione barese. Ma anche (finora!) il sospetto di qualche possibile “vizio” amministrativo, o irregolarità procedurale di cui, forse, ci si possa essere accorti e sanato solo a posteriori. E questo sarebbe il minimo!

 

Giuseppe Palella

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