Faida Capriati-Strisciuglio, 14 arresti dopo l’omicidio al Divine Club
In cella brindisi social per la morte di Filippo Scavo: gli investigatori ricostruiscono due anni di vendette e regolamenti di conti

Due bottiglie di birra per celebrare l’omicidio di Filippo Scavo, una mitragliatrice nascosta in un frigorifero e una frase inquietante che sintetizza la vicenda: “Il piatto va servito freddo, ognuno avrà ciò che merita”. Questo è il contenuto delle immagini pubblicate sui social media il 19 aprile scorso da alcuni detenuti appartenenti al clan Capriati, direttamente dal carcere di Bari, a poche ore dall’assassinio di Filippo Scavo, avvenuto all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie. Nelle immagini, due uomini si immortalano mentre brindano all’eliminazione del loro rivale, affiliato al clan Strisciuglio. Questo atto rappresenta la conclusione di una vendetta pianificata per due anni, successiva all’uccisione di Raffaele Capriati, avvenuta nella sera di Pasquetta del 2024. Secondo gli inquirenti, tali episodi sono espressione dell’annosa faida iniziata nel 1997 tra i clan Capriati e Strisciuglio di Bari.
Il recente riacutizzarsi del conflitto è stato alimentato da scontri avvenuti all’interno delle discoteche, dalle tensioni tra i giovani membri delle due fazioni e da frequenti episodi intimidatori, comunemente noti come stese, nei territori rivali. In questo contesto di violenza e ritorsioni incrociate, le forze dell’ordine sono intervenute arrestando undici persone e fermandone altre tre nella mattinata odierna. Le operazioni investigative, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari, sono state condotte congiuntamente dalla squadra mobile della questura barese e dai carabinieri dei comandi provinciali di Barletta-Andria-Trani e Bari, con il sostegno di unità operative locali. Raffaele Capriati, tornato in libertà nel 2022 dopo aver scontato una pena di 17 anni, aveva tentato di instaurare un fragile accordo di pace con il clan rivale.
Tuttavia, tale tregua è stata minata da continui dissidi, definiti negli atti processuali come originati da futili motivi, tra i giovani esponenti dei due schieramenti. Determinante per la rottura definitiva è stato proprio Filippo Scavo, figura vicina al vertice degli Strisciuglio: il 29 aprile 2024 avrebbe minacciato con una pistola uno dei figli di Raffaele Capriati, Christian, al di fuori di un pub. Quest’ultimo, accompagnato dal fratello Sabino e da Onofrio Lorusso, rispose con una ritorsione nel quartiere Carbonara, ferendo due giovani affiliati al clan Strisciuglio durante una stesa. Tale azione scatenò la reazione del gruppo opposto, che decise di eliminare fisicamente Capriati.
A ucciderlo fu Luca Marinelli, considerato il terzo nella gerarchia del clan Strisciuglio, il quale lo individuò nel quartiere Torre a Mare nella primavera del 2024. Ricevuto il supporto logistico da Nunzio Losacco, Marinelli rintracciò Capriati e lo assassinò a colpi di pistola mentre era in auto con la sua amante. Due anni più tardi, la spirale di violenza si intensificò ulteriormente con l’omicidio dello stesso Scavo: un attacco consumatosi presso la discoteca Divine Club da parte del giovane Dylan Capriati (nipote di Raffaele), accompagnato da Aldo Lagioia e Nicola Morelli.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre aggressori intercettarono Scavo all’esterno del locale e tentarono un primo attacco; successivamente lo inseguirono fino a un privé dove lo freddarono in soli undici secondi. Nel commentare le recenti operazioni di polizia e il grave contesto criminale cittadino, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Roberto Rossi, ha dichiarato che questi episodi consentiranno ai cittadini baresi di vivere la ricorrenza patronale di San Nicola (prevista per il 7, 8 e 9 maggio) con maggiore serenità. Tuttavia, Rossi ha espresso preoccupazione per l’inesorabile problema dell’accesso abusivo ai dispositivi mobili da parte dei detenuti nelle carceri, utilizzati non solo per comunicazioni clandestine ma addirittura per trasmettere dirette sui social media.
Pubblicato il 6 Maggio 2026



