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Fatture elettroniche e cartelle ‘saldo e stralcio’: è caos fiscale

Anche in Puglia è scoppiato il caos fiscale. Le nuove disposizioni varate dal Governo, dalla fattura elettronica al “saldo e stralcio” per le cartelle fiscali, stanno creando non poche difficoltà a imprese e utenti della regione, che non riescono a districarsi nella giungla dei nuovi provvedimenti entrati da pochi giorni in vigore.  Una situazione di confusione e incertezza che rischia di avere ripercussioni per i contribuenti della Puglia, e contro la quale il Codacons ha deciso di scendere in campo attivando oggi uno sportello telefonico per fornire informazioni e assistenza a utenti e piccoli attività.  Tutti i contribuenti della regione alle prese con la fattura elettronica, coloro che sono interessati ad avvalersi della procedura “Saldo e stralcio” per ridurre i propri debiti col Fisco, e più in generale i cittadini che intendano ottenere ragguagli e chiarimenti in ambito fiscale, possono usufruire dell’apposito Forum telefonico messo a disposizione dal Codacons, dove i fiscalisti dell’Associazione risponderanno alle domande dei contribuenti il mercoledì (dalle ore 11:30 alle ore 13:30) e il giovedì (dalle ore 14:00 alle ore 16:00) al numero 89349988, e forniranno informazioni su cosa i contribuenti possono o non possono fare – tra rottamazioni delle cartelle, definizione delle liti pendenti e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali – con riferimento alla nuova normativa fiscale. E forse siamo solo all’inizio: disagi e disservizi si sono infatti verificati un po’ in tutta Italia, tant’è che lo stesso Codacons sta seriamente valutando di presentare un esposto per interruzione di servizio. Secondo l’associazione dei consumatori l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica, a partire dall’inizio dell’anno, sta bloccando praticamente l’attività di molte aziende. Difficoltà di chi – a partire dal primo gennaio – è obbligato ad ammettere fatturazione elettronica, secondo quanto spiegato dall’Agenzia delle entrate, sono state però ricondotte al fatto di aver utilizzato dei “server” diversi da quello dell’Agenzia, che quindi potrebbero avere avuto qualche problema o rallentamento. Nei primi giorni la percentuale di errori si è attesterebbe infatti intorno al 6% dei casi, una cifra considerata «fisiologica» e imputabile a sbagli o imprecisioni nella compilazione delle fatture. Errori, dunque, che avrebbero invalidato le fatture anche nella tradizionale versione cartacea. A confermare il disagio anche il presidente della Confesercenti del Veneto Vittorio Ceccato: «Come tutte le novità va digerita un po’ per volta – spiega Ceccato- . Nei primi giorni c’ è stata confusione anche a Rovigo, anche perché il sistema dell’ agenzia entrate dopo due giorni è andato in tilt». Benzinai, ristoranti, cassiere di negozi in difficoltà. Petizioni per bloccare la fattura elettronica. L’ironia sui social, con tante foto allo schermo del computer sulla schermata del sistema momentaneamente inaccessibile, serpeggia alla grande in questi giorni tra imprenditori, addetti e non ai lavori. «Anche se l’ Agenzia delle Entrate nega l’ accaduto, il malfunzionamento che ha colpito la piattaforma web dedicata alla fatturazione elettronica è sotto gli occhi di tutti, e ora bisogna provvedere a tutela degli utenti», sostiene l’ associazione dei consumatori.  Come sempre, le voci più critiche arrivano dalle categorie e dai professionisti. Si raccontano di segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio «Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’ inconveniente e si prega di riprovare più tardi». E a pagare maggiormente il prezzo di tanti disagi, come sempre accade in questi casi saranno le piccole aziende. «Gli svantaggi – aggiunge infatti il numero uno di Confesercenti – è che per le piccole e piccolissime aziende si prospettano ulteriori complessità e costi aggiuntivi che ovviamente non sono i benvenuti». Da tenere presente che l‘obbligo della fatturazione elettronica introdotta nelle pubbliche amministrazioni da oltre quattro anni, riguarda infatti tutti i titolari di partita Iva e stabilisce di predisporre ed effettuare tutte le fatture sul web, facendole transitare dall’Agenzia delle Entrate competente per territorio.

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